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Chi sono i Curdi? Storia del popolo senza stato

Chi sono i Curdi? La storia del più grande popolo senza stato

Il popolo curdo conta circa 50 milioni di unità sparsi all’interno della regione del Kurdistan. Un milione e mezzo di Curdi è, invece, in diaspora tra Europa del nord e America.

Il Kurdistan è un vasto altopiano situato nella parte settentrionale e nord-orientale della Mesopotamia: la regione del Kurdistan si estende fra gli stati di Turchia a sud-est, Iran a nord-ovest, Iraq nella parte nord e, in minor misura, Siria a nord-est e Armenia a sud. Il Kurdistan non è politicamente autonomo, bensì dipendente dagli stati nei quali si estende. I Curdi, dunque, costituiscono una nazione ma, dal momento che nessun organo internazionale ne riconosce ufficialmente i confini, nonostante le numerose guerre combattute per raggiungere l’indipendenza, essi rappresentano il più grande popolo al mondo a non avere uno stato. Si tratta, quindi, di un popolo senza patria e in perenne lotta per affermare politicamente ciò che esiste già da secoli storicamente e geograficamente.

La storia del popolo curdo è una storia convulsa e travagliata, fatta di dominazioni conquiste e smembramenti, che ha inizio con la distruzione di Ninive da parte dei Medi nel 612 a.C. Dopo quella data, il popolo curdo subì la dominazione persiana per due secoli, per poi entrare in guerra con i Greci di Alessandro il Macedone. Nel I secolo d.C. il Kurdistan entra a far parte dei domini romani e rimarrà soggetto all’impero romano fino a 637 d.C., anno della conquista da parte dell’Islam. I Curdi passeranno, poi, sotto altre dominazioni straniere, come quella mongola, quella dei persiani safawidi e quella più longeva degli Ottomani: il Kurdistan, infatti, fece parte dell’Impero Ottomano dal 1514 fino alla Grande guerra. Ma è proprio con la sconfitta e con il conseguente crollo dell’Impero Ottomano nella prima guerra mondiale che cominciò la spinosa e sanguinosa questione curda.

Il Trattato di Sèvres, siglato nel 1920 dopo la fine del primo conflitto mondiale, riduceva l’Impero Ottomano ad uno stato nazionale turco circoscritto alla sola Anatolia e prevedeva, inoltre, agli articoli 62 – 64, la possibilità per la minoranza curda di costituire un proprio stato autonomo, i cui confini sarebbero stati definiti da una commissione appositamente designata dalla Società delle Nazioni. Il Trattato di Sèvres, però, non fu mai ratificato e, a seguito della guerra di indipendenza Turca, Mustafa Kemal Ataturk “Padre dei Turchi”, comandante delle truppe indipendentiste turche e primo presidente della neonata Turchia, costrinse le potenze alleate a firmare il Trattato di Losanna, che di fatto annullava completamente quanto stabilito nel precedente trattato. Con il trattato di Losanna la minoranza curda vide svanire la speranza di costituirsi in uno stato indipendente: il Kurdistan sparì dalle carte geografiche e venne suddiviso tra la nascente repubblica turca di Ataturk e la monarchia araba di Iraq.

Dal Trattato di Losanna in poi le varie comunità curde, in ognuno degli Stati in cui sono divise, reclamano la propria indipendenza o almeno un’autonomia. La lotta per l’indipendenza del popolo curdo d’Iraq è legata alla figura di Mustafà Barzani che, dal 1931 fino alla morte nel 1979, ha portato avanti la causa curda con iniziative di diversa natura: dalla lotta armata alla fondazione di un’ambiziosa quanto effimera Repubblica popolare curda (la Repubblica di Mahabad); dalla guerriglia indipendentista alla guida del Partito Democratico del Kurdistan (PDK); dalle insurrezioni curde all’accordo bilaterale con Saddam Hussein, rappresentante del regime Baathista d’Iraq. Il Kurdistan iracheno ha ottenuto una certa autonomia, solo nel 2003, dopo la fine del regime di Saddam Hussein a seguito della seconda Guerra del Golfo.

La minoranza curda di Turchia, dopo il Trattato di Losanna, subì un processo di assimilazione alla cultura turca e una violenta repressione e negazione della propria identità etnica e culturale. Nel 1984 con la nascita del PKK, Partito dei Lavoratori del Kurdistan fondato da Abdullah Öcalan, in Turchia cominciò la lotta armata per l’affermazione del popolo curdo: ma nel 1999 il PKK fu riconosciuto come organizzazione terroristica da Turchia, Stati Uniti e Unione Europea e Öcalan fu condannato all’ergastolo. Tuttora il governo di Erdogan porta avanti la lotta al PKK.

In Siria il PKK ha dichiarato guerra all’ISIS, l’autoproclamato stato Islamico, e solo grazie ai successi riportati in questa lotta, i Curdi hanno ottenuto la creazione di una zona autonoma non riconosciuta dalla comunità internazionale: il Rojava o Kurdistan siriano.  

Fonte immagine: http://www.twcenter.net/forums/showthread.php?555359-Kurdistan-RISES-(A-rather-dangerous-sitaution-in-the-Area-between-Syria-Turkey-and-Iraq)/page3

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