Disturbo Narcisistico della personalità. Quando tieni per mano un mostro

disturbo narcisistico della personalità

Il disturbo narcisistico della personalità, tra mito, psicologia e testimonianze

Il mito di Narciso

In un tempo molto lontano, si narra che un bellissimo ragazzo di nome Narciso, figlio della ninfa Liriope e del dio Cefiso, fosse particolarmente amato da tutti, e che la sua bellezza fosse così accecante, che le fila delle pretendenti non arrivavano mai a disfarsi. Narciso che era un ragazzo capriccioso, le respingeva tutte, fino a farle arrendere. L’unica persona che non desistette da quel corteggiamento fitto, fu Aminia, che tentativo dopo tentativo diede prova dei suoi sentimenti, fino ad arrivare all’ultima dimostranza. Narciso, infatti, chiese a lei, una prova d’amore: se il suo amore era così grande come diceva, avrebbe potuto trafiggersi con una spada. Così dicendo, passò alla fanciulla l’arma, ordinandole di togliersi la vita. Aminia che era totalmente innamorata, accettò la prova, ma prima di togliersi la vita, invocò gli dei, affinché avesse una giusta vendetta. Essa non tardò ad arrivare, Narciso, infatti, un giorno, specchiandosi in una fonte d’acqua si innamorò perdutamente del suo riflesso, conscio però che il suo fosse un amore impossibile, e sopraffatto dai sensi di colpa per l’uccisione della giovane, con la stessa spada, si uccise. Dal sangue che sgorgò dal suo corpo, si dice, spuntò per la prima volta, quel fiore che oggi conosciamo come narciso.

Ecco una serie di frasi a testimonianza di quello che i narcisisti dicono alle loro vittime

“Una come te nessuno mai vorrà amarla, sei fuori dal mondo, e il mondo non ti vuole. Hai difficoltà nel vivere le cose più semplici, non sai approcciare con gli altri, perché la tua testa è spezzata. Vivi ancora con i tuoi, non hai un lavoro, e vuoi essere costantemente migliore di tutti, soprattutto di quelle che ti hanno preceduto. Non sei migliore di nessuno, tanto meno delle donne che ho avuto e che avrò. D’altronde non è difficile essere migliori di te.”

“Mi uccido e la colpa sarà solo tua, perché lascerò un biglietto col tuo nome, e tutti ti odieranno”

“O sei mia o di nessuno. Se non resti al mio fianco distruggerò tutti quelli che ami”

“Possiamo anche finire a letto, due persone che sono state insieme lo fanno, e poi ognuno per la propria strada. Che male c’è?”

“Non sai stare in pace con nessuno… Crei sempre discussioni, sei troppo impegnativa, vuoi tutto, ma viviti la vita..

“Da sola non concluderesti nulla. Senza di me non vali un cazzo. Io ho una mente che va oltre l’immaginario di ogni essere umano”

“Sai mi sento come un bambino che gli si è rotto un giocattolo..

“Sei incapace di stare con un uomo, forse è meglio che ci provi con le donne, ma credo che anche loro avranno difficoltà nel capirti.”

“Sei una buona a nulla, non vali niente. Non sei nemmeno una buona madre”

 “La mia ex era più brava di te a letto, tu mi annoi”

“Adesso ho capito perché tua madre non ti vuole. Sei insopportabile”

“Sei patetica e bugiarda, tutto quello che dici è frutto della tua immaginazione malata”

 “È colpa tua se sono diventato così. È colpa tua se sono andato da un’altra.”

“Tu sei poca cosa e mi fai solo schifo”

“Resterai per sempre sola”

“Ti spazzo via la vita. Ti distruggo. Non vali niente”

“Non ti vedo come una possibile madre di famiglia, sei una bambina, non sei una donna e non lo diventerai mai

 “Sei una stupida, non vali niente, non sai nemmeno allacciarti le scarpe da sola”

“Non capisci niente, non sai vivere, hai un cervello come un comodino, ti odio, non ti sopporto, non parlo con le persone stupide

“Io sono il re, tu non sei nessuno

Cos’è il disturbo narcisistico della personalità?

Ma vediamo più da vicino le fattezze e le dimostranze psicologiche del disturbo narcisistico

Il disturbo narcisistico della personalità è un disturbo che si caratterizza per idee di grandiosità, bisogno di ammirazione cieca e assoluta mancanza di empatia. L’atteggiamento tipico di un narcisista è quello di avere costantemente le difese alte, affinché le eventuali ferite inferte da altri, non abbassino la stima e il valore che ha di sé stesso. Il risultato è che dinanzi ci si trova una persona con uno spiccato senso di superiorità, persone con atteggiamenti arroganti che di continuo sfuggono alla responsabilità delle proprie azioni. In questo caso si tratta di un narcisista di tipo overt.

Al contrario, una personalità il cui sentimento di fondo è l’inferiorità, la vulnerabilità alle critiche è molto alta, ed è sfuggevole alle critiche e al confronto, ci si trova dinanzi ad un tipo covert. Talvolta le due specie possono convivere nello stesso soggetto.

Nella mente del narciso

Sono tante le sfaccettature che convivono nella mente di tali soggetti, ed è utile metterle a nudo, affinché la comprensione del disturbo sia totalizzante. Tali soggetti, infatti, manifestano pensieri e credenze positive su loro stessi, in maniera profonda e radicata.  Primo fra tutti è la visione di sé stessi, mentre da una parte, essi si sentono imbattibili e migliori degli altri, dall’altra si considerano inconsciamente come un prodotto difettoso, dove le parole cattivo, non so chi sono e non riesco ad aiutarmi, si avvicendano nelle conversazioni e nelle relazioni. La visione degli altri, al contempo è come un paracadute di salvataggio: gli altri, soprattutto i soggetti empatici, rappresentano per il narcisista una fonte di approvvigionamento vitale, tuttavia, anche essendo un elemento di sostegno, essi possono comunque abbondare o ferire il narcisista, e queste variabili rappresentano per lui un grave problema.  Un altro modus operandi tipico è senz’altro quello di alternare fasi di sottomissione e rinforzi positivi (love bombing) a momenti di proteste drammatiche, punizioni esemplari (strategia del silenzio) e azioni lesive verso sé stessi o l’altro.

I sintomi che tuttavia raggruppano in maniera soddisfacente i soggetti che soffrono di tale disturbo sono più o meno gli stessi. È facile, infatti, trovare un narcisista che ha idee grandiose di sé stesso, la convinzione totale di meritare sempre il meglio, di avere un trattamento di favore.

Il narcisista pensa di avere una mente brillante, di essere attraente e piacevole, e di meritare altrettanti rapporti speciali, certamente del suo rango.  Sono sempre alla ricerca di un amore ideale, perché pensano di meritare il meglio, anche sotto l’aspetto relazionale. Sono pervasi da un’apatia costante, dalla voglia di ricercare stimoli continui, che possano rendere la routine di maggiore attrattiva. Essi intendono sfruttare gli altri senza rimorso alcuno, sottraendo al partner o alle persone che lo circondano energie e forze vitali. Non mostrano alcuna empatia verso gli altri, non riconoscono e non si indentificano con i bisogni dell’altro. Non hanno timore di mostrare atteggiamenti arroganti e presuntuosi, perché tutto gli è concesso e dovuto.

Le cause del disturbo narcisistico

Il disturbo narcisistico di personalità ha alla base diverse ragioni, ma tra le principali ricorrono fattori ereditari e ambientali. Se per i fattori genetici non c’è molto da dire, per quanto riguarda la seconda variabile, il discorso è intricato. Alcuni studiosi, affermano che i genitori che credono nella superiorità del lor figlio, premiando eccessivamente le qualità e sostenendo l’immagine grandiosa della prole in maniera sconsiderata, otterranno quasi sicuramente un adulto con tale disturbo di personalità.

Al contempo, vi è l’altra faccia della medaglia. Se da una parte un ambiente eccessivamente pregno di premi e ammirazione crea un narcisista del futuro, anche vivere in una ambiente privo di attenzioni e cure, procurerebbe lo stesso risultato. Ciò che si ottiene infatti, è un adulto incapace di regolare le proprie emozioni e di avere un’autostima equilibrata. Tale soggetto non vede nell’altro un sostegno amorevole, ma solo un modo per sopravvivere, ad ogni costo e con ogni mezzo.

Le conseguenze di tale disturbo, sono distruttive. Esso infatti, può compromettere la vita professionale, affettiva e sociale in maniera consistente. Il narciso, infatti, quando non si sente sovrastimato, ed apprezzato in maniera soddisfacente, potrebbe reagire con vergogna, rabbia e azioni sconsiderate. Non è da dimenticare, infatti, che il narcisista tiene molto alla sua immagine sociale, e lo “status” non deve mai vacillare o creparsi. Essi tendono a legare la propria vita con soggetti la cui reputazione è pari o superiore alla propria, brillando di luce riflessa. Tuttavia, spesso i rapporti sono superficiali ed opportunistici. In ultimo, se il soggetto non ottiene ciò per cui ha lavorato duramente, esso diventerà collerico, rabbioso, fino a ricorrere a comportamenti abusanti per ottenere il potere perso o eventualmente vacillante.

Disturbo narcisistico: l’identikit delle vittime narcisistiche

La vittima per eccellenza del narcisista è senz’altro un soggetto empatico. Una persona empatica, ha una capacità di percezione e istinto maggiore della media. Gli studi effettuati, nel corso del tempo, hanno messo in relazione l’empatia con l’intelligenza emozionale (Peter Salovey e John). Gli empatici sono in grado di ascoltare le proprie emozioni, e di ascoltare in maniera soddisfacente anche le altre persone. Essi sentono le emozioni altrui e le gestiscono in modo sano.

Tuttavia tale forma caratteriale non è solo un dono e presenta numerosi rischi. L’empatico, infatti, sarà la preda perfetta del narciso. Esso tenderà a farsi sfruttare, e farà molta fatica a tenere in equilibrio l’esigenza di soddisfare i propri bisogni con la capacità di dire più no ai soggetti che lo circondano.  Il narcisista, quando si trova dinanzi ad un soggetto empatico, tenderà, infatti a “vampirizzarlo” soprattutto se si tratta di un rapporto d’amore.  La persona empatica, si farà carico di tutti i problemi, cercherà di rendere felice il narcisista annullando persino i suoi bisogni. 

Il soggetto con disturbo narcisistico, inizialmente, si mostrerà in difficoltà, cercando aiuto, l’empatico a poco a poco si innamorerà o si troverà dinanzi a sentimenti di affetto, in ogni caso, quest’ultimo, impiegherà tutte le sue energie in quella che sembra una giusta causa. In questa maniera, ci si troverà dinanzi alla fonte primaria di nutrimento narcisistico anche quando il narciso lascerà cadere la maschera della persona in difficoltà. L’empatico farà molta fatica a vedere nella seconda faccia, quella vera, la natura primaria del narcisista di cui è innamorato. L’empatico cercherà, quindi, in ogni modo di aiutare la persona con disturbo, e continuerà a credere nell’esistenza di quella persona meravigliosa conosciuta inizialmente. 

Il narciso darà ogni tipo di colpa all’empatico, e quest’ultimo, sopraffatto dal dolore, si convincerà in maniera definitiva, che per sanare la situazione dovrà spingersi sempre più oltre i suoi bisogni, fino ad essere totalmente prosciugato dal suo carnefice. Da questo schema ne verrà fuori un soggetto co-dipendente, il quale sarà scartato alla prima occasione, per lasciare il posto ad una nuova vittima, ancora pregna di energie.

La co-dipendenza si rafforza sull’impossibilità da parte del partner empatico di rinunciare alla visione ideale dell’amore, perché distruggere quella speranza sarebbe come distruggere sé stessi.

Trauma da narcisismo

La sindrome Traumatica da Narcismo potrebbe ascriversi alla categoria della sindrome Post Traumatica da Stress. Il trauma da narcisismo viene difficilmente compreso dalla famiglia e dagli amici e, in sostanza, dal mondo esterno. 

Il trauma si cronicizza nel tempo, portando il soggetto che né affetto in un vortice di auto-tormento, in un ciclico turbine di pensieri, dove quello più ricorrente, è il perché non ci si è accorti prima di che razza di persona fosse quel soggetto. La vittima è come assuefatta da un potente veleno, ma la reazione definitiva avverrà quando il narcisista abbandona la sua vittima.

Da ciò ne consegue un forte calo dell’autostima: la vittima inizierà a sentirsi brutta, di poco valore, sostituibile da chiunque.  Essa si sentirà colpevole della fine della relazione, grazie a tecniche manipolatorie che il narcisista avrà messo in atto nel corso della relazione. La vittima eviterà il dialogo, tenderà ad isolarsi, sviluppando sociofobia, disturbi dell’alimentazione, comportamenti compulsivi, fino ad arrivare a pensieri suicidari. Seguiranno i disturbi nella sfera sessuale, il deterioramento delle amicizie, e paura di luoghi o oggetti che rievocano la presenza del narcisista.  La sola idea di incontrare il soggetto o ricevere un suo sms, getta la vittima in uno stato di angoscia e paura costante. La vittima non riesce più ad avvertire gioia alcuna, si irrita per cose di poco conto, e la capacità di concentrazione è davvero compromessa.

Tuttavia esistono terapie psicologiche in grado di far rientrare tali sintomatologie. Occorrerà rivedere i propri schemi mentali, conoscere maggiormente sé stessi, e riprendere in mano a poco a poco la propria vita, stando lontani dal narcisista sia fisicamente che idealisticamente (strategia del no contact).

Fonte immagine copertina: Pixabay

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