Stati Uniti: gli eredi politici della Roma antica?

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Gli Stati Uniti sono gli eredi politici della Roma antica? Il professore Watts avvisa della situazione simile alla crisi repubblicana

Gli Stati Uniti d’America sono gli eredi dell’Antica Roma?
Questa è senza dubbio una domanda che ha sempre incuriosito molti storici, filosofi e politologi in merito alle somiglianze fra l’attuale superpotenza nordamericana e l’antica repubblica (e poi impero) che conquistò il Mediterraneo.

Una storia molto simile, lo studio del professore Edward J. Watts

In realtà la storia americana deve molto a quella classica già partendo dalle origini. George Washington e i Padri Fondatori si ispirarono alle repubblica romana pur di gettare le basi per una federazione di stati situata lungo le coste americane.
D’altronde lo stesso Washington fu divinizzato dopo la sua morte come illustra un celebre affresco nella cupola del Campidoglio, un po’ come per molti imperatori romani (nelle isole Hawaii, la religione shintoista locale  ha accolto il primo presidente come kami; ossia divinità).

Il tema è stato ripreso in chiave attuale anche dal docente universitario di storia Edward J Watts. Il professor Watts, che lavora presso l’Università di San Diego in California, si è occupato in un articolo sul quotidiano Times delle somiglianze fra la crisi della Repubblica Romana e gli attuali USA.

La crisi di una repubblica e i suoi valori: Washington contro Weimar

«For the past two years many have turned to Germany’s Weimar Republic and other failed European states of the 1930s to understand our current political crisis. But the Roman Republic is the more relevant model. Not only is the American republic the daughter of Rome’s, but, like first century Rome, it is now an old country whose citizens know no other form of government.»

Con un paragone proveniente dal suo articolo, il docente di storia sottolinea che una “repubblica anziana” come quella romana poteva facilmente superare una crisi politica poiché i propri cittadini erano fedeli a tali ideali di libertà mentre una “repubblica giovane” come quella di Weimar fu soppiantata dal Reich nazista poiché i cittadini non conoscevano il concetto di libertà.

La vera causa della crisi repubblicana e l’arrivo dei Gracchi

La vera crisi della Roma repubblicana iniziò nel II secolo dopo Cristo; l’espansione nel Mediterraneo orientale e la conquista della Grecia, di Cartagine e della Siria aveva portato grandi ricchezze nelle casse statali. Aumentò il numero di cittadini ricchi che acquistarono terreni agricoli per la creazione di latifondi schiavistici mentre nuovi ceti sociali come i mercanti e gli armatori delle navi si imposero sulla scena politica e sociale. Il divario tra una popolazione sempre più ricca e i concittadini più poveri decretò un nuovo tipo di politica sempre più populistica. È il caso dei fratelli Gracchi, Caio e Tiberio, che proposero, nel proprio mandato di tribuni della plebe, una Lex Agraria.

In seguito, i due Gracchi furono uccisi in due congiure a pochi anni di distanza poiché molti senatori temevano che tali tribuni potessero acquisire maggior potere e “aspirare alla monarchia”.
Seguì l’epoca delle “grandi personalità” che misero da parte le istituzioni repubblicane guidando la vita politica del tempo. Prima Lucio Cornelio Silla e Caio Mario, poi Pompeo con Caio Giulio Cesare e Marco Licinio Crasso.

Una storia che può ancora insegnare, una fine da scongiurare per gli Stati Uniti

«The ancient Roman story offers a chilling lesson to modern Americans. The robust defenses that protect older republics slowly erode if they are not regularly reinforced. This degeneration often starts with something like a spike in wealth inequality that, if unaddressed, eventually frustrates citizens. Even so, it may still take decades before citizens turn to men like Tiberius Gracchus or Donald Trump who promise that they will do whatever is necessary to address voters’ frustrations.»

Nelle ultime righe del suo articolo, Watts avverte i lettori della possibilità di uno scontro tra le classi sociali che può degenerare in uno scontro politico. Lo squilibrio della ricchezza può degenerare in lotte della popolazione più povera fino in violenze e crisi politica che potrebbe porre fine al modello repubblicano. Infatti  con il Cesaricidio del 15 marzo del 44 a.C., la repubblica era giunta alla sua fine. La mancanza di piani dei congiurati e l’alleanza strategia tra Ottaviano e Marco Antonio diede inizio ad una nuova fase della storia romana; ossia la nascita dell’Impero.

Un presagio per gli Stati Uniti che si sono trovati a vivere profonde crisi ideologiche, dagli scontri di Charlottesville del 2017, le proteste razziali del 2020 per la morte di George Floyd e l’assedio al Campidoglio del gennaio 2021. Un paese diviso tra razzismo, povertà e problemi sociali che teme una nuova possibile guerra civile.

Fonte immagine di copertina: Pixabay

About Salvatore Iaconis

Nato nel 1999 a Napoli e iscritto al corso di laurea di Lettere Moderne all’Università Federico II di Napoli. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania dal 26 gennaio 2021. Grande amante della lettura dai classici della tradizione fino ai best-sellers più recenti, appassionato di cinema in tutte le sue forme nonché di teatro, storia, arte e filosofia.

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