Fare zombieing: cosa significa?

Fare zombieing: cosa significa?

Lo zombieing è una tendenza relazionale sempre più diffusa nell’era digitale, un comportamento che può generare confusione e sofferenza emotiva. Ma cos’è esattamente lo zombieing? Andremo a definire questo fenomeno, analizzarne le cause psicologiche, le conseguenze e fornire consigli pratici per affrontarlo.

Cos’è lo zombieing: definizione e differenze con ghosting e orbiting

Lo zombieing descrive l’atto di una persona che, dopo essere sparita improvvisamente da una relazione (praticando il cosiddetto ghosting), riappare inaspettatamente, spesso dopo mesi o anni. Il termine evoca l’immagine di uno zombie che risorge dal mondo dei morti. Questo ritorno improvviso, solitamente tramite un messaggio o un like sui social media, è particolarmente destabilizzante perché riapre ferite emotive e genera incertezza. Per comprendere meglio questo atteggiamento, è utile distinguerlo da altri fenomeni relazionali.

Fenomeno relazionale Descrizione del comportamento
Ghosting Sparizione improvvisa e totale, senza alcuna spiegazione o contatto.
Orbiting Sparizione dalla comunicazione diretta, ma mantenimento di una presenza passiva sui social (like, visualizzazioni di storie).
Zombieing Sparizione (ghosting) seguita da un ritorno inaspettato dopo un lungo periodo di silenzio, come se nulla fosse accaduto.

Perché si fa zombieing? Le cause psicologiche del ritorno

Le motivazioni di chi fa zombieing sono spesso egoistiche e denotano un’immaturità emotiva. Diversi fattori psicologici possono spingere una persona a “risorgere” nella vita di un’altra:

  • Narcisismo e bisogno di controllo: il narcisismo è una causa frequente. Lo “zombie” può tornare per verificare di avere ancora potere e controllo sull’altra persona, cercando una gratificazione per il proprio ego. Questo “riaggancio” è una forma di manipolazione emotiva.
  • Paura della solitudine o noia: spesso il ritorno non è motivato da un interesse genuino, ma dalla noia, dalla solitudine o dalla fine di un’altra frequentazione. L’ex partner diventa un’opzione comoda per riempire un vuoto.
  • Mancanza di empatia: chi pratica lo zombieing spesso manca di empatia e non considera l’impatto emotivo che la sua scomparsa e il suo ritorno improvviso possono avere. Presume erroneamente che il tempo abbia cancellato il dolore causato.
  • Incapacità di gestire le relazioni: alla base c’è un’incapacità di chiudere le relazioni in modo maturo e rispettoso, preferendo la via di fuga del ghosting e la comodità di un ritorno senza spiegazioni.

Le conseguenze sulla vittima: un impatto psicologico da non sottovalutare

Subire zombieing può avere conseguenze psicologiche significative. Come evidenziato da esperti in psicologia relazionale, come quelli citati in articoli di Psychology Today, gli effetti più comuni includono:

  • Ansia e confusione: il ritorno inaspettato genera un forte stato di ansia e confusione, riattivando emozioni negative e mettendo in discussione la propria capacità di giudizio.
  • Difficoltà a elaborare la rottura: lo zombieing interrompe il processo di elaborazione della perdita. La vittima, che forse stava andando avanti, si ritrova a rivivere il dolore e la delusione.
  • Calo dell’autostima: sentirsi trattati come un’opzione di riserva può minare profondamente l’autostima e la fiducia nelle proprie capacità relazionali.
  • Danno alla fiducia futura: essere vittima di questi comportamenti può rendere difficile fidarsi di partner futuri, alimentando la paura dell’abbandono.

Come affrontare lo zombieing: strategie di difesa e autotutela

È fondamentale proteggersi da queste dinamiche tossiche. Ecco alcune strategie efficaci:

  1. Riconoscere il pattern: il primo passo è la consapevolezza. Riconoscere che si tratta di un comportamento manipolatorio e non di un ritorno sincero è fondamentale per non cadere nella trappola.
  2. Chiedere chiarezza (ma senza aspettarsi troppo): si può chiedere una spiegazione per la sparizione passata. Tuttavia, è importante essere preparati a risposte vaghe o manipolatorie. Il vero obiettivo è capire se la persona ha riflettuto sul suo comportamento.
  3. Stabilire confini chiari: se non si desidera riallacciare il rapporto, è essenziale comunicarlo in modo fermo e definitivo. Frasi come “Apprezzo il tuo contatto, ma ho voltato pagina e ti chiedo di rispettare la mia decisione” possono essere efficaci.
  4. Bloccare senza sensi di colpa: bloccare la persona sui social media e su altri canali di comunicazione è una scelta legittima e spesso necessaria per proteggere il proprio benessere emotivo.
  5. Concentrarsi su se stessi: dedicare tempo a sé stessi, alle proprie passioni e alle relazioni sane è il modo migliore per superare l’esperienza e ricostruire la propria autostima.
  6. Cercare supporto: se l’esperienza causa un disagio significativo, parlarne con amici, familiari o un professionista, come uno psicologo, può fornire un aiuto prezioso per elaborare le emozioni e rafforzare le proprie strategie di coping.

I social media facilitano lo zombieing, ma essere consapevoli di queste dinamiche è il primo passo per non diventarne vittima e per costruire relazioni più sane e rispettose.

Fonte immagine in evidenza: Pixabay

Articolo aggiornato il: 07/10/2025

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