Fotografie di Man Ray: 9 espressioni surrealiste

Fotografie di Man Ray: 9 espressioni surrealiste

Le fotografie di Man Ray, pittore, fotografo, regista, grafico e scultore statunitense, sono eccellenti esempi di come il Surrealismo abbia utilizzato il mezzo fotografico in modo rivoluzionario, creando immagini poetiche e concettuali che uniscono sogno e realtà. In effetti, i suoi scatti raffigurano corpi e oggetti in composizioni inaspettate, generando nuove associazioni mentali nello spettatore attraverso uno stile inconfondibile in cui traspare l’irrazionalità e l’inquietudine che caratterizzano la vita di tutti i giorni. Man Ray è riuscito a trasporre le istanze surrealiste in fotografie indimenticabili che ancora oggi conservano intatto il loro potere di straniamento e fascinazione. In questo articolo verranno analizzate 9 delle sue fotografie più rappresentative che incarnano l’estetica surrealista.

Le Violon d’Ingres: una delle fotografie di Man Ray più sensuali

Tra le fotografie di Man Ray questa è di sicuro la più famosa. La fotografia in bianco e nero venne scattata nel 1924 e ritrae una donna nuda, Kiki de Montparnasse, che all’epoca era la musa e l’amante dell’artista. Su uno sfondo scuro non del tutto definito, Kiki, che occupa quasi interamente l’inquadratura, viene ripresa di spalle e con la testa girata verso sinistra. La donna indossa un turbante, un elemento che di sicuro rimanda alle odalische, ovvero delle schiave vergini che potevano diventare concubine o spose, e che entrarono a far parte dell’immaginario erotico di quel periodo.  Ciò che realmente stupisce di questa fotografia è che sulla schiena di Kiki vennero disegnate due effe allungate che ricordano le effe del violoncello, creando uno straordinario gioco di rimandi  tra la forma naturale del corpo femminile e la forma artificiale del violino.

Nel titolo, Man Ray fa riferimento ad Ingres, un artista considerato come uno dei più importanti esponenti della pittura neoclassica e famoso per ritrarre nudi femminili. Il pittore francese è stato fonte di ispirazione nel realizzare la fotografia Le Violon d’Ingres, che richiama proprio la figura ricorrente dell’odalisca nei dipinti di Ingres: in particolare, Ray si rifà all’immagine della donna vista di spalle nell’opera Il bagno turco, completata nel 1859 senza modelle ma sulla base di molti disegni e dipinti precedenti. La figura femminile nuda di spalle con il turbante in testa è praticamente identica a quella raffigurata in un’altra celebre tela di Ingres, la Bagnante di Valpinçon, risalente al 1808. La foto può essere letta come una riflessione ironica e provocatoria sull’oggettivazione del corpo femminile nell’arte, trasformandolo in un oggetto artistico e musicale ma, allo stesso tempo, celebra la bellezza e la sensualità di Kiki ed è considerata come una delle immagini più emblematiche del Surrealismo in fotografia.

Altre fotografie da ricordare

Tra le varie fotografie di Man Ray bisogna sicuramente considerare Les Larmes, una suggestiva fotografia in bianco e nero scattata nel 1932. L’immagine su sfondo nero ritrae un paio di occhi femminili, leggermente socchiusi e rivolti verso l’alto, che trasmettono un senso di malinconia e tristezza. Dagli occhi scendono due lacrime cristallizzate che assumono una consistenza quasi scultorea, come se fossero fisse nel momento del pianto. Le lacrime vennero prodotte con la glicerina (una sostanza utilizzata dai fotografi dell’epoca per ricreare delle gocce) e contribuiscono a dare al dolore di Man Ray una forma concreta e artistica. In effetti, secondo le dicerie locali, la fotografia fu scattata il giorno dopo che l’artista venne abbandonato dalla sua compagna Lee Miller, sottolineando le emozioni che probabilmente l’autore provò in quei momenti. Si tratta di uno scatto intenso ed evocativo, che ben rappresenta la capacità di Man Ray di trasfigurare la realtà attraverso la fotografia surrealista.

Le baiser (1922) è una delle fotografie di Man Ray meno conosciute che ritrae un bacio tra l’artista e la sua musa, l’attrice e fotografa Lee Miller. La scena immortalata è intimamente sensuale: Lee Miller viene catturata con le labbra socchiuse in un’espressione di abbandono e Man Ray le si avvicina per baciarla, chinando il volto su di lei con gli occhi semichiusi, quasi a sfiorarle le labbra in un gesto delicato. È interessante notare come la luce, proveniente lateralmente, esalta i lineamenti dei volti e il profilo dei corpi, scolpendone i contorni. Le labbra semiaperte in attesa del bacio rappresentano un momento di intimità e passione cristallizzato nel tempo dal click della macchina fotografica, dando importanza ad una sensualità sospesa nell’attimo che precede il bacio.

La rappresentazione di una donna che sembra quasi sfidare l’osservatore è possibile ritrovarla in Dora Marr, una fotografia di Man Ray del 1936. L’immagine è un ritratto ravvicinato del volto di Dora Maar (all’epoca amante di Picasso) tagliato all’altezza delle spalle e caratterizzato da uno sguardo intenso e magnetico rivolto direttamente verso l’obiettivo, come a voler fissare lo spettatore. La luce, proveniente da sinistra, disegna il profilo del volto lasciando la parte destra leggermente in ombra e i lineamenti delicati sono esaltati da un sapiente uso del chiaroscuro. Si tratta di una tra le fotografie di Man Ray in cui lo sfondo è completamente nero, senza alcun elemento di distrazione, così da focalizzare tutta l’attenzione sull’espressività del volto in cui le labbra carnose, leggermente dischiuse, emanano una sensualità conturbante.

Altro ritratto si ritrova nella fotografia Noire et Blanche del 1926, considerata una delle opere surrealiste più famose di Man Ray. La foto mostra il volto di una donna tagliato all’altezza del collo, con la parte destra completamente bianca e quella sinistra interamente nera e ciò crea un contrasto sorprendente tra le due metà. La composizione è molto ravvicinata, con il primo piano del viso che occupa tutta l’inquadratura, ritraendo la donna con gli occhi chiusi, le labbra serrate e i lineamenti immobili. Effettivamente, con questo scatto dal fortissimo impatto visivo, Man Ray crea un’immagine ambigua e straniante che racchiude la sua concezione della fotografia come mezzo per trasfigurare la realtà e creare significati nuovi. Così la donna diventa un’icona surrealista, sospesa tra bianco e nero, bellezza e mistero.

Le donne immortalate da Man Ray sono davvero tante: basti pensare a Meret Oppenheim avvolta in un velo trasparente in Veiled Erotic (1939), una foto in cui il corpo sinuoso emerge come una sagoma dai contorni sfumati e l’immagine evoca un voyeurismo velato; oppure si consideri Observatory Time (1936) in cui viene rappresentata una modella distesa su un fianco con indosso solo una collana e dei bracciali dorati: la parte superiore del suo corpo è coperta da un grande orologio rotondo con quadrante e lancette che le nasconde il seno. In realtà, Man Ray è un’artista che è riuscito anche a sviluppare fotografie in cui i soggetti non sono femminili. Tra questi bisogna ricordare:

  • Dust Breeding (1920), una tra fotografie di Man Ray più particolari. In effetti immortala una macchina da cucire ricoperta di polvere che assume sembianze biomorfe e inquietanti;
  • Space Writing (1935) coglie lo stesso artista mentre muove una lunga staffa nell’atto di “scrivere nell’aria”. I movimenti lasciano una scia luminosa, catturando la dinamicità del gesto.

Senza ombra di dubbio le fotografie di Man Ray, ancora oggi moderne e affascinanti, hanno segnato profondamente la storia della fotografia del XX secolo, ispirando generazioni di artisti con il loro stile inconfondibile e la capacità di veicolare significati complessi attraverso immagini semplici ma di grande impatto visivo e concettuale. Tutto ciò contribuisce a rendere questo grandissimo artista una delle figure chiave del surrealismo fotografico.

Fonte immagine in evidenza: Wikipedia

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