È risaputo che gli arabi hanno sempre nutrito grande interesse per la matematica, l’astronomia, la cartografia e soprattutto la geografia. Ma quali sono i grandi contributi che essi hanno dato in questo ambito? Per scoprirlo, facciamo un salto indietro verso la geografia araba medievale.
Gli albori
Tutto inizia nell’epoca abbaside lungo tutto il XVIII secolo, con il fiorire di grandi intellettuali degli ambiti scientifico, storico e geografico, in particolare sono stati i viaggiatori arabi a rivestire un grande contributo per lo sviluppo della geografia araba medievale, mediante i loro resoconti di viaggio. Una tra le più rilevanti figure tra i viaggiatori arabi dell’epoca è senza dubbio Ibn Battuta i cui famosi viaggi sono raccolti nella sua opera ال رحلة (al-rihla, I viaggi). Il processo di definizione della geografia araba medievale è stato lungo e ricco di informazioni e ricerche, grazie alle quali si è arrivati alla costruzione di precise mappe geografiche. La prima istituzione ad occuparsi di cartografia, avente sede a Baghdad, era la Bayt al-hikma, che a partire dal IX secolo attivò un programma di intensa ricerca per perfezionare le cartografie e renderle quanto più possibili realistiche.
La storia della geografia araba medievale
In epoca medievale si diffonde la civiltà islamica la quale influenzò tutti i campi di studio del periodo. La prima opera della geografia araba medievale o risale a Tolomeo, fondatore della cartografia, la quale fu tradotta in arabo tra il VII e il X secolo. Il credo islamico che ha influenzato questa traduzione prevedeva che il popolo arabo dovesse essere in grado di individuare in ogni momento la direzione verso La Mecca, la città santa per l’Islam. Un altro momento fondante per la cartografia è collocato nell’ XI secolo, quando gli arabi devono collocarsi sul mercato europeo, grazie al contributo di Al Idrisi, il quale, lavorando come mecenate dell’impero normanno, ebbe l’incarico di raccogliere più informazioni possibili sui territori conosciuti all’epoca, facendone una descrizione geografica. Egli era nato in Marocco nel 1099, dopo i suoi studi nella Spagna andalusa, a Cordova, si spostò in Africa Settentrionale e poi in Asia, per poi raggiungere Palermo, passando per la Sicilia, la Calabria e la Puglia. Nonostante le sue intuizioni e grande genialità, la sua geografia risente ancora dell’influenza tolemaica che, nel costruire delle raffigurazioni, fa emergere figure non precise e ancora deformate letterariamente. A causa di queste imprecisioni, non è possibile avere la localizzazione precisa di alcuni punti sulle carte geografiche dell’epoca, ma la sua opera ha una grande importanza per la cartografia successiva ponendosi come punto di partenza e per le indicazioni precise che fornisce sulle distanze e sulle strade delle città.
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I viaggiatori della geografia araba medievale
Tra i primi viaggiatori che hanno contribuito alla creazione di vere e proprie mappe geografiche troviamo Hārūn ibn Yahya probabilmente di origine siriana, Ibn Rustah che ha dato informazioni sulla Palestina, Ibn Khurdādhbah approfondì la conoscenza dei luoghi e dei traffici commerciali grazie al suo ruolo di burocrate abbaside.
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Fonte immagine di copertina: Wikipedia

