Holi festival: la Pasqua induista

Holi festival

Se i cristiani sono abituati ad associare il concetto di reincarnazione e rinascita alla Pasqua e alla resurrezione di Gesù, quando si parla di induismo la storia è completamente diversa perché c’è l’Holi festival. 

Nell’induismo la reincarnazione e la rinascita sono rappresentate dall’Holi festival, una festività che si svolge nei due giorni che precedono la luna piena del mese di Phalguna, con la quale si da il benvenuto alla primavera e con essa ad una nuova fase della vita. Con l’Holi festival, che si festeggia in un periodo che va da metà febbraio a metà marzo, si festeggiano anche i primi raccolti dopo l’inverno. Per far sì che questo avvenga si devono prima cacciare i demoni. Nella prima giornata, ovvero quella che precede il vero e proprio festeggiamento, si brucia il demone Holika con un grande falò che determina anche la vittoria del bene sul male.

Holi festival: le origini della tradizione induista

L’origine di questa celebrazione deriva da una leggenda secondo la quale Holika era la sorella di Hiranyakashipu, dio del male che credeva di essere il più potente dell’universo, ma nonostante questo il figlio Prahalad era devoto a Vishnu, preservatore dell’universo. Hiranyakashipu, per vendicarsi del tradimento del figlio, chiese ad Holika di ucciderlo bruciandolo, ma grazie alla protezione di Vishnu il figlio sopravvisse.

Il secondo giorno dell’Holi festival invece le persone camminano in strada vestite di bianco e si buttano addosso delle polveri colorate e profumate mentre si balla e canta tutti insieme senza distinzioni di genere, religione e status sociale. Anche i festeggiamenti del secondo giorno sono legati ad una leggenda: la leggenda di Krishna e Radna. Secondo questa leggenda Krishna era geloso della carnagione di Radna che era molto più chiara della sua. Un giorno Krishna decise di confessare alla madre la sua gelosia, così questa gli consigliò scherzosamente di mettere del colore sul viso di Radna per vedere come sarebbe poi cambiata la sua carnagione.

Krishna prese seriamente le parole della madre e colorò il viso di Radna, così che questa potesse somigliare di più a lui. Secondo alcuni la gelosia non era l’unico sentimento che Krishna provava per Radna ma a legarlo a lei c’era anche un sentimento d’amore.

Da quel momento questo gesto divenne molto conosciuto e venne utilizzato come simbolo durante l’Holi festival. Ad oggi questa festività è diffusa il tutto il mondo, tra cui l’Italia, ed è celebrata anche al di là del suo significato religioso.

 

Fonte immagine: Wikipedia.

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