Il tema del doppio nella letteratura vittoriana: 3 romanzi analizzati

Il tema del doppio nella letteratura vittoriana: una breve analisi

Non si può parlare di letteratura vittoriana senza menzionare il tema del doppio, un elemento ricorrente che caratterizza l’epoca che va dal 1837 al 1901. Questo motivo letterario esplora la divisione dell’identità, la duplicazione della personalità e il conflitto tra apparenza e realtà, riflettendo le tensioni e le ipocrisie di una società ossessionata dalla rispettabilità. Analizziamo tre opere che rappresentano questo tema in modo emblematico.

Il tema del doppio in sintesi: 3 capolavori a confronto

Romanzo Autore Manifestazione del doppio
Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde Robert Louis Stevenson Scissione interiore tra bene e male, tra l’io sociale e l’istinto represso.
Il ritratto di Dorian Gray Oscar Wilde Proiezione dell’anima e della corruzione morale in un oggetto artistico.
Cime tempestose Emily Brontë Dualismo tra personaggi e ambientazioni che rappresentano natura/passione vs cultura/ordine.

Perché il tema del doppio ossessionava l’epoca vittoriana?

L’insistenza su questo tema non è casuale. La società vittoriana era fondata su una morale rigida e repressiva, che obbligava gli individui a nascondere i propri istinti e le proprie passioni dietro una facciata di rispettabilità. Questa ipocrisia sociale creò una profonda scissione nell’individuo, un conflitto tra l’apparenza pubblica e la realtà privata. La letteratura del doppio esplorava proprio questo conflitto, dando voce al “lato oscuro” che la società cercava di sopprimere.

Analisi delle opere più rappresentative

1. Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde (1886)

Copertina del libro Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, esempio del tema del doppio

Il romanzo di Stevenson è l’incarnazione letterale del tema del doppio. Il rispettabile dottor Jekyll, attraverso una pozione, separa fisicamente da sé la sua parte malvagia, che prende le sembianze del deforme e violento signor Hyde. L’opera è una potente allegoria della lotta tra le due nature dell’essere umano e una critica alla repressione vittoriana: Jekyll non vuole eliminare il male, ma solo separarlo per poter indulgere ai vizi senza macchiare la propria reputazione.

2. Il ritratto di Dorian Gray (1891)

Copertina del libro Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, un capolavoro sul tema del doppio

Nel capolavoro di Oscar Wilde, il doppio assume una forma artistica. Il bellissimo Dorian Gray stringe un patto faustiano: lui rimarrà eternamente giovane, mentre un suo ritratto invecchierà e mostrerà i segni della sua anima corrotta. Il dipinto diventa così il suo alter ego visibile, il registro della sua decadenza morale. Il romanzo esplora il rapporto tra arte e vita e critica la superficialità di una società ossessionata dalla bellezza esteriore.

3. Cime tempestose (1847)

Nel romanzo di Emily Brontë, il doppio si manifesta non in un singolo individuo, ma nel dualismo tra personaggi e ambientazioni. I due protagonisti, Heathcliff e Catherine, sono due metà della stessa anima selvaggia. A loro si contrappongono i Linton, che rappresentano l’ordine e la civiltà. Questo dualismo è riflesso anche nei luoghi: Wuthering Heights è cupa, selvaggia e passionale, mentre Thrushcross Grange è raffinata e tranquilla. L’intero romanzo è costruito sulla lotta tra questi opposti: natura e cultura, passione e ragione.

Domande frequenti sul tema del doppio nella letteratura vittoriana

Questo tema esiste solo nella letteratura vittoriana?

No, il tema del doppio è un archetipo letterario che esiste fin dall’antichità (es. i miti sui gemelli). Tuttavia, è nell’epoca vittoriana che assume una rilevanza e una profondità psicologica particolari, diventando uno degli strumenti principali per criticare le contraddizioni della società moderna.

Quale romanzo rappresenta meglio il tema del doppio?

“Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde” è universalmente considerato l’esempio più diretto ed esplicito, poiché mette in scena una vera e propria scissione fisica della personalità. Tuttavia, “Il ritratto di Dorian Gray” lo esplora in modo forse più sottile e filosofico.

C’è un legame con la nascita della psicoanalisi?

Assolutamente sì. Questi romanzi, scritti pochi decenni prima delle teorie di Freud, anticipano in modo letterario molti concetti che saranno poi formalizzati dalla psicoanalisi, come l’inconscio, la repressione degli istinti e la complessità dell’io. Possono essere considerati delle vere e proprie esplorazioni narrative della psiche umana.

Fonte immagine: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 27/08/2025

 

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