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La vita di Maometto: date e principali avvenimenti

la vita di maometto

La vita di Maometto inizia quando egli nacque intorno al 570 a Mecca, in Arabia; apparteneva alla tribù dei Banu Hāshim. Rimase orfano molto piccolo poiché suo padre morì prima che nascesse e la madre morì sei anni dopo. Egli è il fondatore e il profeta della religione islamica; è considerato il sigillo dei profeti, ovvero l’ultimo di una lunga dinastia di messaggeri incaricati di divulgare la parola divina.

Periodo Evento chiave
570 d.C. Nascita alla Mecca
610 d.C. Ricezione della prima rivelazione divina sul monte Hira
622 d.C. Egira: migrazione dalla Mecca a Medina e fondazione della prima comunità musulmana (umma)
632 d.C. Pellegrinaggio dell’addio e morte a Medina

La vita a mecca: da mercante alla prima rivelazione

I primi anni della vita di Maometto furono dedicati all’attività di mercante, che gli permise di estendere le proprie conoscenze. Egli si occupava di spedizioni carovaniere e, in particolar modo, serviva una ricca vedova di nome Khadīja, con la quale si sposò ed ebbe sei figli. Khadīja fu la prima a credere nella sua missione, sostenendolo e convincendolo ad accettare il suo ruolo. La parte principale della vita di Maometto fu occupata dalla meditazione; egli si recava sui monti per potersi dedicare alla sua devozione religiosa. Fu proprio su uno di questi monti che, intorno al 610, ricevette la prima rivelazione tramite l’arcangelo Gabriele, il quale gli comunicò di essere stato scelto come messaggero di Dio (Allāh). Queste rivelazioni, proseguite per tutta la sua vita, costituiranno i versetti del Corano, il testo sacro dell’Islam, come approfondito da istituzioni accademiche quali la British Library.

L’egira e la fondazione della umma a medina

Iniziò, così, la parte più importante della vita di Maometto: la predicazione pubblica del messaggio di Dio ai cittadini della Mecca. Pian piano si formò attorno a lui un piccolo gruppo di seguaci che divennero ben presto oggetto delle persecuzioni di altri meccani. Il motivo di questa ostilità era principalmente legato al messaggio strettamente monoteista della nuova fede, in contrasto con il politeismo allora dominante alla Mecca. L’aggravarsi delle persecuzioni portò all’evento che segna l’inizio del calendario islamico: l’Egira. Nel 622, Maometto e i suoi seguaci dovettero lasciare la Mecca per cercare un luogo sicuro, giungendo a Yathrib. La città da quel momento prese il nome di Medina (“la città del Profeta”) e lì egli fondò la prima comunità politico-religiosa musulmana, la umma, basata sui pilastri della fede islamica.

Le battaglie per la difesa della comunità

Muhammad restò a Medina per circa 10 anni, durante i quali predicò il suo messaggio, pregò e ingrandì la comunità musulmana. Nonostante avesse creato attorno a sé una comunità fiorente, ci furono diversi scontri con i meccani. Egli dovette difendersi dagli attacchi di coloro che non si erano convertiti e perciò combatté diverse battaglie decisive:

  • la battaglia di Badr (624), dove i musulmani, sebbene in inferiorità numerica, uscirono vittoriosi;
  • la battaglia di Uhud (625), in cui furono i meccani ad avere la meglio;
  • la battaglia del fossato (627), nella quale Maometto e i suoi alleati misero in atto una strategia difensiva che gli permise di vincere e consolidare la propria posizione.

Gli ultimi anni: il pellegrinaggio dell’addio e la morte

Gli ultimi anni della vita di Maometto furono trascorsi a Medina, da cui si occupò di estendere l’influenza dell’Islam e di assumere il controllo delle rotte commerciali verso la Siria. Nel 632 si verificò un avvenimento fondamentale: compì il suo primo e unico pellegrinaggio completo alla Mecca, che verrà ricordato come il “pellegrinaggio dell’addio”. I gesti e i riti che egli compì in quell’occasione divennero il modello definitivo per tutti i pellegrinaggi futuri. La vita di Maometto, come documentato da fonti enciclopediche quali la Treccani, si concluse prematuramente poco dopo. Tornato a Medina, mentre pianificava ulteriori spedizioni, si ammalò e morì; fu seppellito nella sua casa, che oggi è parte della Moschea del Profeta a Medina. La sua morte aprì la strada allo sviluppo della teologia islamica e alla successione dei califfi.

Fonte immagine: freepik

Articolo aggiornato il: 23/09/2025

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