La vitiligine, il disturbo che decolora la pelle

vitiligine

La vitiligine, un disturbo della pigmentazione causato dalla distruzione dei melanociti di cui l’1% della popolazione italiana ne è affetta. Vediamo insieme le cause, le origini, e le soluzioni possibili.

La vitiligine benché si pensi ad una forma di cancro da derma, è un disturbo della pigmentazione della pelle, causato dalla distruzione dei melanociti, ovvero le cellule adibite alla produzione del pigmento della pelle. Sostanzialmente chi è affetto da vitiligine vedrà comparire sulla sua pelle chiazze biancastre in diverse parti del corpo, anche se le zone colpite possono riguardare anche le mucose, come gli occhi, la bocca e il naso.

La comparsa delle chiazze avviene quando i melanociti vengono distrutti, anche se ad oggi non è stato ancora segnalato un responsabile unico o una causa scatenante. Tuttavia, secondo alcuni studi si è ben compreso che la malattia è più frequente in soggetti affetti da malattie autoimmuni. In genere la malattia fa il suo esordio prima dei quarant’anni e può comparire in due diversi modi.

La vitiligine appare unilateralmente quando interessa un solo lato del corpo, mentre appare bilateralmente e in maniera generalizzata quando interessa entrambi i lati del corpo. Nel caso della forma generalizzata ci si troverà dinanzi ad una decolorazione simmetrica su entrambi i lati del corpo, e le chiazze saranno assolutamente sovrapponibili. Mentre la forma segmentale rimane su un lato del corpo e in genere non è soggetta a diffusione.

Le possibili cause della vitiligine

Si è visto che una delle possibili cause è la mancanza di melanociti che non producendo melanina, danno il via ad una serie di chiazze biancastre. Si pensa inoltre che la vitiligine sia parte di un corredo genetico e che faccia parte di un disturbo autoimmune. Non sono da escludere però, in merito all’esordio della patologia, anche colpi di sole molto forti o stati di stress intensi.

Inoltre la vitiligine sembra essere più frequente nei soggetti affetti da ipertiroidismo, alopecia areata, anemia e insufficienza surrenalica.

I sintomi più comuni

Le zone maggiormente colpite dalla depigmentazione sono mani, piedi, braccia, viso e labbra, ma anche zone più delicate come ascelle, inguine, narici, ombelico, genitali e retto. La vitiligine può avere un peggioramento nei periodi di forte stress fisico ed emozionale, e tutto ciò, ovviamente produce effetti anche a livello emotivo e psicologico.

La diagnosi

La diagnosi è molto semplice e si basa sostanzialmente su tre cose: bisognerà indagare sulla storia medica del soggetto, in modo da accertarsi se in passato siano avvenuti episodi di eruzioni, ustioni solari o casi in famiglia della medesima patologia. Inoltre potrebbe essere prelevato anche un piccolo campione di pelle attraverso la biopsia per l’esame al microscopio. Poiché la vitiligine può essere associata a malattie autoimmuni, saranno necessari anche esami del sangue.

Vita e vitiligine

Convivere con una patologia così impattante per ciò che riguarda il proprio aspetto fisico è alquanto difficile, tuttavia esistono alcuni trattamenti che possono aiutare il paziente a sentirsi meglio con sé stesso. Ad oggi non esiste una vera e propria cura, ma solo approcci diversi che tengano sotto controllo tale situazione. Prime fra tutte ovviamente le terapie farmacologiche a base si corticosteroidi applicate negli stadi iniziale del disturbo. Anche la fototerapia (terapia con luce o laser) si rivela essere un valido alleato, anche se i benefici non sono permanenti. Di più complesso uso è la terapia fotochemio con psoraleni (PUVA). Il suo scopo è la ripigmentazione delle macchie, tuttavia può risultare una pratica pericolosa. Lo psoralene è un farmaco che contiene infatti sostanze che reagiscono in maniera autonoma ai raggi ultravioletti causando uno scurimento della pelle. Tra gli effetti collaterali ovviamente si sottolineano ustioni solari, nausea, vomito e un accrescimento massiccio della peluria.

Come ultimo sistema c’è quello della depigmentazione, ovvero il trattamento che sbianca il resto della pelle in soggetti che in genere hanno la vitiligine nel 50% del loro corpo. Il paziente in questo caso, applicherà il monobenzene due volte al giorno finché le aree pigmentate non assumano l’aspetto di quella affette da vitiligine. Il trattamento è pressoché irreversibile.

Tuttavia esistono anche terapie chirurgiche come i trapianti autologhi di pelle, gli innesti di blister, o la micropigmentazione, ovvero il tatuaggio. In via di sviluppo, invece, la terapia di trapianto di melanociti, ma ad oggi risulta essere molto costosa e con ancora diversi effetti collaterali sconosciuti.

Le terapie accessorie

Oltre all’approccio medico è giusto pensare che in soccorso di un soggetto affetto da vitiligine, ricorrano anche una sorta di terapie accessorie. La cosmetica, infatti, ad oggi è un valido alleato (trucchi camouflage). Coloranti, fondo tinta e lozioni autoabbronzanti accorrono infatti in soccorso di chi ne ha bisogno.

Cosa fare quando arriva l’estate?

È bene sapere cosa fare quando si è affetti da vitiligine nel corso della bella stagione. Prima fra tutte le regole è senz’altro quella di non esporsi nelle ore centrali della giornata al sole. Ovviamente bisognerà evitare le lunghe esposizioni solari, e applicare una quantità generosa di crema solare sulle parti del corpo decolorate.

immagine in evidenza: Pixabay

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