Matrimonio islamico: come funziona?

Matrimonio islamico: come funziona?

Per poter parlare del concetto di matrimonio nella religione islamica occorre fare delle precisazioni: nel contesto giuridico arabo-islamico si devono distinguere il diritto islamico (conosciuto anche col nome di diritto confessionale o diritto religioso) dal diritto dei paesi islamici. Il diritto islamico è costituito dalla sharīa (regole chiare e specifiche, dunque non soggette ad alcun tipo di interpretazione) e dal fiqh (regole maggioritarie soggette all’interpretazione del mujtahid, un’autorità religiosa capace di interpretare Corano e Sunna); il diritto dei paesi islamici è l’insieme di norme prodotte dagli organi di stato a cui è affidato il potere legislativo. Questa distinzione serve per capire come viene inteso il matrimonio a livello di diritto religioso e a livello di diritto dei paesi islamici.

Innanzitutto, prima della rivelazione coranica, esistevano differenti concezioni di matrimonio. Secondo un hadith giuntoci grazie a ʿĀʾisha, una delle mogli del Profeta, nel periodo della Jāhiliyya (dall’arabo جاهلية che significa ignoranza) esistevano 5 tipi di matrimonio:

  • Matrimonio stipulato con contratto: l’uomo che voleva sposare una donna doveva chiedere il consenso alla donna per mezzo di una terza figura, cioè il walī, ovvero il curatore matrimoniale (spesso padre/fratello della donna o in mancanza di questi, ricopriva questa funzione l’imam); inoltre, l’uomo doveva pagare un donativo nuziale (mahr) alla donna;
  • Matrimonio per commercio sessuale: in caso in cui il marito era sterile o malato poteva chiedere alla moglie di giacere con un altro uomo affinché procreasse; tuttavia, durante questo periodo marito e moglie non potevano avere rapporti sessuali altrimenti in caso di gravidanza si sarebbero avuti problemi di riconoscimento di paternità;
  • Poliandria: la donna poteva avere rapporti sessuali con più uomini ma fino a un massimo di 10 e in caso di gravidanza poteva scegliere a chi affidare la paternità del bambino;
  • Prostituzione: le donne che avevano rapporti sessuali con più di 10 uomini in caso di gravidanza, con l’aiuto di un fisonomista, stabilivano la paternità del bimbo e l’uomo prescelto non poteva tirarsi indietro;
  • Matrimonio di godimento: questo matrimonio non era contenuto nel hadith precedentemente citato; tuttavia, era una pratica consolidata da cui traevano beneficio sia l’uomo che la donna e che consisteva nella stipulazione di un contratto matrimoniale con scadenza, una volta giunta quest’ultima la donna non poteva avere rapporti sessuali con altri uomini per 45 giorni proprio per verificare la presenza di un’eventuale gravidanza; mentre il donativo nuziale veniva versato per intero;

È bene sottolineare che questa tipologia di matrimonio avveniva tra soggetti puberi e sani di mente, altrimenti il matrimonio non poteva avere luogo.

Tuttavia, le cose cambiano con la rivelazione coranica perché, in primo luogo, la donna in un certo qual modo è sempre affiancata dal curatore matrimoniale, ma passa dall’essere oggetto a soggetto di diritto. Cosa vuol dire? Significa che per potersi sposare, oltre alla proposta, al donativo e alla presenza del walī, la donna deve acconsentire al matrimonio.

Oltre a ciò, il matrimonio islamico per essere effettuato deve rispettare alcune condizioni, più di tutte quelle economiche, necessarie per poter pagare il mahr e per mantenere l’intera famiglia e ultima ma non meno importante, l’uomo non deve essere impotente proprio perché uno degli obiettivi del matrimonio islamico è accrescere la comunità islamica con la procreazione oltre anche a legittimare il rapporto sessuale.

Attraverso il matrimonio islamico possiamo evincere anche che la sessualità è vista come volontà divina, contrariamente al cristianesimo, ed è proprio per ciò che questo è molto più frequente perché se così non fosse l’individuo sarebbe molto incline al peccato e quindi, ad avere rapporti sessuali illeciti.

Un ulteriore aspetto legato al rito matrimoniale è l’età matrimoniale; quand’è che effettivamente ci si può sposare? Contrariamente a ciò che è previsto per la legge italiana, per la legge islamica contenuta all’interno dello Statuto Personale, ovverosia l’insieme delle regole che riguardano la persona ovunque essa si trovi, l’età per potersi sposare corrisponde ai seguenti criteri: per l’uomo, dopo la prima emissione spermatica mentre per la donna dopo il primo ciclo mestruale. Rispetto a questo tema abbiamo due differenti approcci a cui poterci interfacciare prendendo in considerazione l’Egitto e l’Algeria.

  • Approccio della registrazione del matrimonio: (Egitto) prima del 1931 l’età matrimoniale per la ragazza era meno di 16 anni mentre per il ragazzo meno di 18. Il matrimonio non poteva essere registrato civilmente ma era ritenuto comunque valido; dal 1931 il matrimonio poteva essere registrato se al momento della richiesta i nubendi avevano l’età di 16 per la ragazza e 18 per il ragazzo; mentre nel 2008 l’età matrimoniale è stata alzata a 18 anche per le ragazze;
  • Approccio della conclusione matrimoniale: (Algeria) nel 1984 si è stabilito che l’età matrimoniale è 18 anni per le ragazze e 21 per i ragazzi, prevedendo una deroga in caso di necessità; mentre nel 2005 si è giunti a 19 anni per entrambi;

Ultimo, ma non meno importante, elemento inerente al matrimonio è il walī. Questa carica come si è detto precedentemente può essere ricoperta dal parente più prossimo alla donna che è stata chiesta in sposa e che ne integra la sua volontà. Quest’ultimo deve essere musulmano, sano di mente, maschio e libero. La presenza del walī è indispensabile o meno a seconda delle varie scuole giuridiche islamiche sunnite; infatti, come è accaduto nel 2004 in Marocco all’interno della Mudawwana marocchina si è stabilito che la donna maggiorenne può stipulare un contratto matrimoniale da sola oppure può delegare il curatore matrimoniale ma, nonostante ciò, le spetta comunque acconsentire o meno all’eventuale unione; dunque, in questo caso la presenza del walī non è obbligatoria.

A conclusione di ciò che è stato spiegato, a proposito del matrimonio, ma anche di altri aspetti nella cultura arabo-islamica, dal punto di vista religioso occorre rispettare determinati canoni per ottenere il vincolo matrimoniale mentre dal punto di vista civile bisogna rispettarne altri; però è anche vero che alcuni aspetti convergono gli uni con gli altri ma bisogna distinguerli nettamente per non confondersi.

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Fonte immagine: Pixabay.com 

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A proposito di Di Nanni Rossella

Mi chiamo Rossella e sono una studentessa pugliese trasferitasi a Napoli per studiare lingue. Sono amante del buon cibo ,per questo mi definisco una buona forchetta, ma adoro viaggiare, quando e se posso, e anche leggere. Mi definisco una persona abbastanza schietta e precisa

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