Modi di dire giapponesi: gli 8 più comuni

I modi di dire, o kotowaza (諺), sono espressioni che racchiudono la saggezza di una cultura. Non solo riassumono in poche parole concetti complessi, ma dimostrano anche una comprensione profonda della lingua. Conoscere i modi di dire giapponesi è un passo importante per rendere la propria comunicazione più naturale ed efficace. Vediamo insieme otto espressioni che arricchiranno il vostro vocabolario e la vostra comprensione del pensiero giapponese.

Proverbi sulla saggezza e la vita quotidiana

Modo di dire giapponese (lettura in romaji) Significato e corrispettivo italiano
腹八分目に医者いらず (Hara hachi bunme ni isha irazu) La moderazione a tavola porta salute. (Simile a “una mela al giorno…”)
猿も木から落ちる (Saru mo ki kara ochiru) Anche i migliori sbagliano. (Nessuno è perfetto)
知らぬが仏 (Shiranu ga hotoke) L’ignoranza è una benedizione. (Beata ignoranza)
花より団子 (Hana yori dango) La sostanza è meglio dell’apparenza. (Meglio la pratica della grammatica)

1. 腹八分目に医者いらず (Hara hachi bunme ni isha irazu)

Traduzione letterale: una pancia piena all’80% non ha bisogno del dottore.
Questo modo di dire è profondamente radicato nella cultura alimentare giapponese. Invece di saziarsi completamente, è diffusa la pratica di mangiare fino a sentirsi pieni per l’80% (hara hachi bu). Si ritiene che questa abitudine porti benefici alla salute e alla longevità. È il corrispettivo culturale del nostro “una mela al giorno toglie il medico di torno“.

2. 猿も木から落ちる (Saru mo ki kara ochiru)

Traduzione letterale: anche le scimmie cadono dagli alberi.
È l’equivalente del nostro “nessuno è perfetto”. Sottolinea come anche gli esperti nel loro campo possano commettere errori. Le scimmie sono maestre nell’arrampicarsi, ma persino loro a volte possono cadere. È un’espressione utile per consolare qualcuno che ha commesso un errore o per minimizzare una propria gaffe.

3. 知らぬが仏 (Shiranu ga hotoke)

Traduzione letterale: non sapere è Buddha.
Questo proverbio corrisponde perfettamente al nostro “beata ignoranza”. Il termine hotoke (仏) si riferisce al Buddha e, per estensione, a uno stato di pace e serenità. L’idea è che non essere a conoscenza di una verità spiacevole o di un problema ci permette di mantenere la calma, proprio come un Buddha illuminato. Il concetto è legato alla filosofia del Buddhismo in Giappone, che valorizza il distacco dalle preoccupazioni terrene.

4. 花より団子 (Hana yori dango)

Traduzione letterale: meglio i dango che i fiori.
I dango sono dolcetti di farina di riso, simbolo di qualcosa di pratico e sostanzioso. I fiori (hana) rappresentano invece la bellezza estetica ma effimera. Questo detto, spesso associato al periodo dell’hanami (la contemplazione dei ciliegi in fiore), si usa per descrivere una persona che predilige la sostanza all’apparenza, il pratico al bello.

Proverbi sulla perseveranza e il futuro

5. 七転び八起き (Nanakorobi yaoki)

Traduzione letterale: cadi sette volte, rialzati otto.
Questo è uno dei più potenti incoraggiamenti della lingua giapponese. Simboleggia la resilienza, la perseveranza e il rifiuto di arrendersi di fronte ai fallimenti. L’atto di rialzarsi una volta in più rispetto alle cadute (nanakorobi, sette cadute; yaoki, otto risalite) esprime una grande forza di volontà. È un concetto molto caro alla cultura giapponese, come evidenziato dall’Istituto Giapponese di Cultura che spesso promuove eventi legati a questi valori.

6. 自業自得 (Jigō jitoku)

Traduzione letterale: le proprie azioni, i propri risultati.
È l’equivalente del nostro “raccogli ciò che semini”. Si tratta di un yojijukugo (una frase composta da quattro caratteri kanji) che esprime un concetto di causalità karmica. Le tue azioni, buone o cattive, determineranno le conseguenze che affronterai. Si usa sia per sottolineare che gli sforzi saranno ripagati, sia per commentare una situazione negativa che qualcuno si è auto-procurato.

7. 明日は明日の風が吹く (Ashita wa ashita no kaze ga fuku)

Traduzione letterale: domani soffierà il vento di domani.
Questa espressione invita a non preoccuparsi eccessivamente per il futuro, perché ogni giorno porta con sé nuove circostanze e opportunità imprevedibili. È un modo per dire “domani è un altro giorno”, un invito a vivere il presente senza farsi schiacciare dall’ansia per ciò che non possiamo controllare.

8. 案ずるより産むが易し (Anzuru yori umu ga yasashi)

Traduzione letterale: partorire è più facile che preoccuparsene.
Questo proverbio insegna che spesso la paura di affrontare un compito difficile è peggiore del compito stesso. L’atto di preoccuparsi (anzuru) ingigantisce i problemi. Affrontare direttamente una sfida, anche una ardua come il parto (umu), si rivela quasi sempre più semplice di quanto la nostra mente ci aveva fatto credere.

Fonte immagine: Pixabay

Articolo aggiornato il: 21/09/2025

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