Nagasaki oggi: quali problemi affrontano gli abitanti?

Nagasaki oggi: abitanti e problemi

Nel 9 agosto del 1945 il Giappone fu protagonista di uno dei più aberranti crimini di guerra conosciuti nella storia dell’umanità: il bombardamento della città di Nagasaki. Una catastrofe nucleare che da lì a poco avrebbe prodotto effetti devastanti sulla salute fisica e psicologica della popolazione, lasciando così un segno indelebile nella mente e nel corpo degli abitanti del sol levante. Tutt’oggi questo giorno funesto viene ricordato attraverso varie cerimonie di commemorazione, organizzate da personalità politiche di ogni tipo allo scopo di far rivivere la memoria delle vittime di questo disastro.

Nonostante ciò, fa sempre un certo effetto pensare a come Nagasaki, un tempo caratterizzata da così tanta devastazione, sia stata completamente ricostruita e trasformata in quella che è a tutti gli effetti una grande metropoli, in cui le persone si spostano da un luogo all’altro per lavorare, studiare e svolgere azioni legate alla propria quotidianità. Oggi i segni che richiamano all’orrore dei bombardamenti sono ormai scomparsi, anche se non del tutto: per tutta la città sono sparsi dei veri e propri memoriali dedicati al disastro del 45, che consistono per lo più in edifici e infrastrutture distrutte dalla bomba, come l’ipocentro stesso della bomba atomica o il Torii con una gamba sola.

Nagasaki oggi è una città vivibile?

Quando si parla di Nagasaki in termini di vivibilità sorprende notare come, contrariamente a quello che comunemente si pensa, il pericolo legato alle radiazioni sprigionate dall’esplosione della bomba atomica sia stato in realtà debellato. Infatti la pericolosità di un ordigno nucleare dipende principalmente dalla quantità di materiale radioattivo contenuto al suo interno: più esso è presente, più c’è il rischio che la bomba possa causare danni a lungo termine sulla salute delle persone. Nel caso della bomba sganciata su Nagasaki, Fat Man, si parla di quantità minime, motivo per cui oggi i livelli di radioattività sono rientrati nella norma, così come il tasso di tumori.

Nonostante tutto, ciò non significa che la storia debba essere cancellata. Infatti, oggi nella città di Nagasaki risiedono ancora le famiglie di coloro che vengono comunemente definiti hibakusha, un termine traducibile con sopravvissuto, ma che in tale contesto assume il significato di persone toccate dall’esplosione. Ci si riferisce in particolar modo a tutte quelle persone che al momento dell’esplosione della bomba atomica si trovavano entro 2km dal suo ipocentro, e che in molti casi non erano ancora nate, ma le cui madri incinte erano state sottoposte all’esposizione di una vasta quantità di materiale radioattivo. Tutt’oggi la legge garantisce a queste persone, che attualmente ammontano a circa 180.000 individui, dei sussidi di vario genere, tra cui l’esenzione del pagamento di materiale medico-sanitario. Inoltre l’esistenza degli hibakusha, seppur tragica e travagliata, ha contribuito alla nascita e allo sviluppo di studi condotti proprio su questa tipologia di persone, aiutando così a comprendere meglio gli effetti delle radiazioni sull’essere umano.

Oggi gli abitanti di Nagasaki possono vivere in tranquillità senza preoccuparsi di contrarre malattie legate alla diffusione delle scorie radioattive, ma ciò non toglie il peso degli eventi che, seppur in piccola parte, grava ancora sugli abitanti della sfortunata città.

Fonte immagine: Wikipedia

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