Le 4 ondate del terrorismo: la teoria di Rapoport spiegata

Ondate del terrorismo, quali sono?

Il terrorismo moderno, a differenza di altri fenomeni come la povertà o il crimine, può essere analizzato attraverso un modello storico specifico. La teoria più influente è quella delle quattro ondate del terrorismo, formulata dal politologo David C. Rapoport. Questa teoria identifica cicli di attività terroristica globale, ognuno con una propria ideologia e strategia. Il terrorismo, secondo questa visione, è nato alla fine del XIX secolo in Russia, con figure come Vera Zasulič, che nel 1878 si definì «una terrorista, non un’assassina».

Le quattro ondate del terrorismo moderno a confronto

Ondata e periodo Ideologia e tattica principale
1. Ondata anarchica (1880-1920) Ideologia: anarchismo rivoluzionario. Tattica: assassinio di figure politiche e uso della dinamite.
2. Ondata anticoloniale (1920-1960) Ideologia: nazionalismo e autodeterminazione. Tattica: attacchi alla polizia e guerriglia (“freedom fighters”).
3. Ondata della “new left” (1960-1990) Ideologia: marxismo-leninismo e anti-imperialismo. Tattica: dirottamenti aerei e presa di ostaggi.
4. Ondata religiosa (1979-oggi) Ideologia: fondamentalismo religioso (islamico, cristiano, etc.). Tattica: attentati suicidi e attacchi su larga scala.

Le caratteristiche principali delle 4 ondate

Prima ondata: anarchica

Iniziata in Russia, questa ondata si diffuse in Europa e America. Il suo obiettivo era la distruzione dello stato attraverso la “propaganda del fatto”. Il target era il politico o qualsiasi figura di potere. Il suo apice fu negli anni ’90 dell’Ottocento, con l’assassinio di numerosi capi di stato. L’arma simbolo fu la dinamite.

Seconda ondata: anticoloniale

Questa ondata prese slancio dopo il Trattato di Versailles e la fine della Prima Guerra Mondiale, con l’affermazione del principio di autodeterminazione. Gruppi come l’Irgun in Palestina o l’FLN in Algeria cambiarono terminologia, definendosi «freedom fighters». Il loro obiettivo non era più l’assassinio di leader, ma logorare la potenza coloniale colpendo la polizia e le forze di sicurezza per renderne insostenibile la presenza.

Terza ondata: New Left

Alimentata dalla Guerra del Vietnam e dal conflitto israelo-palestinese, questa ondata vide l’emergere di gruppi di estrema sinistra come le Brigate Rosse in Italia o la RAF in Germania. La novità tattica fu il dirottamento aereo, usato per ottenere visibilità mediatica e ostaggi. La presa in ostaggio di figure di spicco, come nel caso di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse, divenne una caratteristica distintiva. Il target principale di molti di questi gruppi internazionali erano gli Stati Uniti e i loro alleati.

Quarta ondata: religiosa

Iniziata simbolicamente con la rivoluzione iraniana del 1979, questa ondata è caratterizzata da organizzazioni con motivazioni religiose. Il più noto è il terrorismo di matrice islamista, il cui apice è stato l’attentato dell’11 settembre 2001 ad opera di Al-Qaida, guidata da Osama Bin Laden. L’obiettivo non è più solo politico, ma spesso escatologico, e le tattiche includono l’attentato suicida su larga scala per massimizzare il numero di vittime civili. Il fenomeno del terrorismo è costantemente monitorato da organizzazioni come le Nazioni Unite.

Il ruolo delle donne nel terrorismo

Le donne hanno avuto ruoli importanti in queste ondate. Nella prima e nella terza ondata, molte assunsero ruoli di leader e combattenti in prima linea. Nella seconda ondata, il loro ruolo fu spesso limitato a funzioni di supporto, come messaggere o infermiere.

Fonte immagine: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 21/09/2025

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