Bill Viola è stato uno dei più importanti artisti statunitensi nel campo della videoarte. Nato a New York da una famiglia di origini italiane, visse negli anni dell’infanzia un episodio decisivo per il suo percorso artistico: durante una vacanza rischiò di annegare in un lago. Con grande sorpresa l’esperienza per lui non fu spaventosa, ma influenzò profondamente la sua poetica artistica. L’acqua diventa, infatti, un elemento ricorrente nelle opere di Bill Viola. L’artista si formò in pittura, musica elettronica e sperimentazione audiovisiva all’università di Syracuse. In questo periodo si avvicinò al cinema sperimentale e iniziò a lavorare con il video, mezzo che sarebbe diventato centrale nella sua ricerca. Un momento fondamentale della sua crescita personale e artistica fu il soggiorno in Giappone all’inizio degli anni Ottanta, durante il quale studiò il buddhismo Zen. Da questa esperienza nacque un’arte sempre più introspettiva, orientata alla riflessione sul tempo, sulla coscienza e sulla spiritualità. Tuttavia, Bill Viola raggiunse la piena maturità artistica a partire dagli anni 90’, quando rappresentò gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia e si espose nei maggiori musei internazionali. Bill Viola si caratterizza anche per un continuo confronto con l’arte del passato, in particolare con il Rinascimento italiano.
Ecco quali sono le 3 opere di Bill Viola più suggestive
Opere di Bill Viola
The Emergence
Nell’opera vediamo due donne in un cortile, che siedono in silenzio ai lati di una cisterna di marmo. L’attesa sembra senza tempo e spiegazioni, e viene interrotta quando all’improvviso dalla vasca emerge lentamente un giovane uomo, facendo cadere l’acqua sul pavimento. La sua apparizione attira l’attenzione di entrambe: la donna più giovane lo sfiora con gesti affettuosi, mentre l’altra si avvicina per reggerlo. Quando l’uomo, ormai completamente visibile, perde equilibrio e cade, le due donne lo accompagnano a terra con premura, lo coprono e reagiscono con un dolore profondo e silenzioso. Il video, silenzioso e rallentato, è interpretato come un’immagine pittorica luminosa e spaziosa, che invita a una lettura allegorica. I riferimenti religiosi, come la resurrezione, non sono espliciti: l’atto di emergere dall’acqua può evocare sia la nascita che la morte, lasciando libera interpretazione. Lo spettatore è completamente coinvolto e costretto a condividere l’attesa delle protagoniste, osservando attentamente ogni gesto ed emozione.
The Greeting
L’opera rappresenta un richiamo de La Visitazione di Pontormo, capolavoro del Manierismo italiano, dove Bill Viola non mette in scena un episodio biblico, ma ne rielabora l’atmosfera emotiva, trasferendola in un ambiente urbano contemporaneo dominato da architetture industriali. L’opera mostra tre donne coinvolte in un incontro: due sono inizialmente impegnate in una conversazione, poi una terza figura entra nello spazio e altera l’equilibrio del gruppo. Dai loro gesti si evince una diversa familiarità nei rapporti: da un l’accoglienza calorosa riservata a una delle donne, dall’altro l’esclusione dell’altra, mettendo in evidenza un momento di disagio silenzioso. Dal punto di vista tecnico, Bill Viola riprende la scena in un’unica inquadratura con una cinepresa ad altissima velocità, rallentando poi drasticamente la proiezione. In questo modo, un evento di pochi secondi diventa invece di diversi minuti, trasformando movimenti minimi in elementi centrali della narrazione visiva.
The Deluge
In The Deluge vediamo inizialmente delle persone che attraversano con calma lo spazio davanti a un edificio recentemente rinnovato, immerse nella luce chiara e prese dalle loro occupazioni di ogni giorno. Poco a poco il ritmo dei movimenti aumenta, creando nello spettatore una sensazione di inquietudine e attesa dell’avvicinarsi di un evento minaccioso. Improvvisamente alcuni individui iniziano a correre giù per le scale dell’edificio, cercando di sfuggire alla grossa massa d’acqua che sopraggiunge alle loro spalle. L’irruzione dell’onda è travolgente e annienta ogni cosa. Dopo il caos, però, la forza distruttiva si esaurisce: l’acqua si ritrae lentamente, l’edificio resta in piedi e la strada torna pulita, illuminata dal sole che brilla sull’asfalto ormai asciutto. Con questo episodio, Bill Viola fa riferimento alle grandi narrazioni figurative della tradizione artistica e il simbolo universale del diluvio biblico. Il suo scopo è quello di coinvolgere e invitare lo spettatore a una riflessione profonda sulla fragilità del destino dell’essere umano e la caducità della vita.
Fonte immagine: Wikipedia, Di Jean-Baptiste LABRUNE, ritagliata

