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Eroica Fenice

La vera storia di Peter Pan tra luci ed ombre

Peter Pan: la vera storia tra luci ed ombre

Peter Pan: scopriamo insieme la vera storia del personaggio creato da James Matthew Barrie

“Tutti i bambini, tranne uno, crescono. Lo sanno presto che cresceranno e Wendy lo seppe a questo modo. Un giorno, quando aveva due anni, giocando in un giardino, colse un fiore e lo portò di corsa a sua madre. C’è da pensare che la bimba, in quell’atteggiamento, sembrasse deliziosa poiché la signora Darling appoggiò le mani al cuore ed esclamò: «Oh, perché non puoi restare così per sempre?»
Questo fu tutto quanto passò tra di loro sull’argomento ma, da allora, Wendy seppe che sarebbe dovuta crescere. Tutti, dopo i due anni, scopriamo questa verità. I due anni sono il principio della fine”
(James Barrie)

È la Disney ad aver confezionato perfettamente l’immagine di Peter Pan. Scanzonato, casinista e divertente. Tutti conosciamo da sempre il bambino che non voleva crescere e le sue imprese favolose contro Capitan Uncino, con al seguito i cosiddetti “bambini sperduti” e Wendy, la bambina londinese che gli racconta le favole.

Eppure il personaggio di Peter Pan nasconde diverse ombre, momenti tragici che in pochi conoscono e che si annidano in modo profondo anche nella vita del suo ideatore: James Matthew Barrie. L’ispirazione per Peter Pan gli sovvenne mentre era seduto su una panchina dei giardini di Kensigton (vicino Hyde Park, a Londra). Barrie, a quei tempi, nutriva una profonda simpatia per i cinque figli di una coppia locale, i Davies, con cui era solito giocare ai pirati ed anche loro concorreranno alla genesi di questo straordinario personaggio.

Il coronamento del suo intuito letterario avvenne all’inizio del XX secolo, quando pubblicò la sua prima opera “L’uccellino bianco” nel 1902 e successivamente “Peter Pan, il ragazzo che non voleva crescere”. Il pubblico accolse le avventure del ragazzo volante in maniera così positiva ed energica che lo scrittore non vi pose fine, tanto che pubblicò ancora due opere sul suo beniamino: “Peter Pan nei giardini di Kensington” nel 1906 e “Peter e Wendy” nel 1911. Quest’ultima opera rimane tutt’ora la più celebre, aiutata anche dall’adattamento Disney.

Le origini malinconiche di Peter Pan

Nei Kensington Gardens a Londra fu installata nel 1912 un’opera realizzata dallo scultore George Frampton, sotto strette direttive di Barrie. Il giorno dell’inaugurazione, in mezzo a tanti bambini ed adulti, fu Barrie a sottolineare un grande problema: «In questa scultura non traspare il demone che è in Peter Pan», suscitando non poco sconcerto da parte dello scultore, la cui risposta fu: «Peter Pan un demone? Mai accostamento sarebbe più sbagliato».

A dispetto di ciò che ha realizzato la Disney, invece, la storia di Peter Pan non è così dolce e divertente come ci è stata raccontata durante l’infanzia e il suo ideatore lo sapeva bene. La prima edizione della storia, infatti, era riservata ad un pubblico di soli adulti.

Le vicende si svolgono proprio nei Kensington Gardens, all’interno dei quali Barrie si immaginò l’esistenza di un lago chiamato “l’isola degli uccelli” (idea iniziale grazie alla quale nascerà l’isola che non c’è). Questa oasi era governata dal Re Salomone, a cui venivano rivolte le suppliche delle donne che desideravano ardentemente un bambino ma non riuscivano ad averlo. Il Re Salomone inviava prontamente dei piccoli uccelli nelle case delle donne, che con il tempo, grazie all’amore materno, si sarebbero trasformati in bambini veri.

Fra questi vi era Peter, la cui sorte fu segnata dalla sua irruenza. Dopo appena sette giorni, infatti, tornò all’isola degli uccelli e dinanzi al Re Salomone fu punito e condannato a restare per sempre nel limbo dell’incertezza: né uccello né bambino. Peter riuscì a scappare nuovamente per tornare da sua madre ma al suo ritorno trovò una spiacevole sorpresa: la donna non solo aveva tra le sue braccia un nuovo bambino ma aveva anche sbarrato il resto delle finestre, dettaglio che ricorre anche nella favola Disney. Fu in quel momento che Peter si rassegnò ad una vita selvatica, vissuta nei giardini londinesi accanto ai bambini la cui sorte era simile alla sua ed a creature fantastiche. Egli col tempo divenne Peter Pan, per la sua dimestichezza nel suonare il flauto magico, che avrebbe iniziato a padroneggiare in preda alla nostalgia di casa.

Altro che polvere magica e pensieri felici

Peter Pan non è il bambino scanzonato che siamo abituati a vedere nei film d’animazione e nella favola Disney. Tutto l’opposto. Anche a causa del suo prematuro abbandono, è taciturno e insensibile, incapace di aiutare gli altri se non per un fatto utilitaristico. È aggressivo, infuriato e cinico. La sua figura resta ad oggi l’emblema di una vita dionisiaca, preda dell’unico desiderio di scappare dalla realtà, che per lui è solitudine.

Peter Pan e James Barrie

Al di là del mito, è molto probabile che l’autore abbia riversato nella sua creazione i drammi più profondi della sua esistenza.

Barrie, oltre a perdere prematuramente suo padre, fu investito da un ulteriore tragica perdita: quella della scomparsa di suo fratello David, quando aveva solo sei anni. Per alleviare i dolori di sua madre, la quale diventò completamente dipendente da lui, decise di annientare la sua vita, i suoi modi di fare, persino la sua personalità per vestire i panni di suo fratello. Egli sacrificò tutto ciò che era per emulare il piccolo David, che ormai non esisteva più.

Una similitudine di vita molto calzante: laddove Peter Pan non ebbe il tempo di pensare al suo futuro, poiché condannato ad essere ibrido per l’eternità, anche Barrie, prendendo il posto di suo fratello David, precluse a sé stesso la possibilità di essere chi voleva e di programmare un futuro che avesse il sapore del domani.

L’infanzia perduta di Peter Pan sembra quindi conciliare con quella di Barrie. Un dolore lancinante che si discosta molto dalle entusiasmanti avventure con capitano Uncino, Trilly, Wendy e i bambini sperduti.

Il giorno in cui morì David perse la vita anche James e Peter Pan, con il suo ritorno all’isola degli uccelli, sembra aver fatto lo stesso.

 

Immagine in evidenza: https://www.wikiwand.com/it/Neverland_-_La_vera_storia_di_Peter_Pan

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