Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Porto di Napoli: un rapporto di interdipendenza con la città

Porto di Napoli: un rapporto di interdipendenza con la città

Il Porto di Napoli è uno dei più importanti d’Europa, con i suoi 12 km di estensione dal centro della città verso la sua parte orientale. Il Porto di Napoli è delimitato a ponente dall’antico Molo San Vincenzo, volto alla difesa del porto, e a levante dalla diga foranea Emanuele Filiberto duca d’Aosta. Le prime opere portuali risalgono al Medioevo nell’ambito del porto romano di Vulpulum, seguite poi nei secoli dalla costruzione di numerose opere foranee.

Storia del Porto di Napoli

La fondazione del Porto di Napoli s’inserisce nell’ambito della colonizzazione greca. Il periodo più florido, e quindi lo sviluppo vero e proprio del porto in età greca, si ebbe alla metà del V secolo a.C. periodo durante il quale, grazie all’influenza ateniese, divenne uno dei più importanti del Mediterraneo. Per quanto concerne l’età romana, è certificata la presenza di un grande bacino ben protetto che occupava l’area di piazza Municipio. Infatti, proprio in quell’area, recentemente sono state rinvenute cinque imbarcazioni e l‘antica banchina portuale durante gli scavi per la realizzazione della stazione Municipio.

Con lo svilupparsi della dominazione normanna, il porto conobbe un periodo di grande splendore; ma il periodo di massimo splendore si ebbe con l’avvento degli Angioini, nella seconda metà del XIII secolo, sotto il regno di Carlo I d’Angiò, grazie al quale il Porto di Napoli si ampliò, arricchendosi di nuovi edifici parallelamente allo sviluppo della città.

Sotto il Regno dei Borbone (XVIII secolo) il Porto di Napoli si afferma come uno dei più attrezzati e forti a livello europeo. A Napoli attraccavano navi veneziane, genovesi, inglesi, turche, danesi ed altre. Anche la flotta militare mercantile, affidata all’intervento del ministro Acton, fu resa molto più potente. Fu il governo del ventennio a conferirgli l’importanza sempre crescente con la quale è giunto ed è conosciuto tutt’oggi.

Il Porto di Napoli oggi

Il Porto di Napoli rappresenta, come dice l’accezione stessa, una sorta di porta di ingresso della città partenopea, attraversata quotidianamente da innumerevoli turisti e cittadini, dove lavoratori e merci s’intrecciano.
Attualmente la maggior parte dei traffici marittimi sono concentrati nei due moli principali: il Molo Angioino, il Molo Beverello, dove attraccano gli aliscafi che collegano Napoli con le isole del Golfo (Capri, Ischia, Procida)Calata di Massa, da dove partono i traghetti e le navi veloci.

Dal Porto di Napoli, essendo esso centrale, sono raggiungibili alcuni dei principali punti di interesse della città; tra questi, il Palazzo reale, il Maschio Angioino, Piazza Municipio, la Galleria Umberto e il Vomero, tutte facilmente raggiungibili a piedi.

Ricordiamo che, il mare, nel tempo, ha rappresentato la principale risorsa per le città portuali, strumento fondamentale per gli scambi tra popolazioni, genti, culture e tradizioni. Grazie ai vari Porti, si sono innescati diversi processi di sviluppo locale e soprattutto una continua trasformazione degli approdi, degli elementi naturali e dell’ambiente costruito.

Esistono città che, nel corso del tempo sviluppano un rapporto di interdipendenza con i propri porti, una tra queste è sicuramente Napoli; infatti, è proprio in questa ottica che il Porto di Napoli ha assunto e conserva ancora oggi, un’importanza strategica, sia nelle propria funzione di collegamento, sia per la collocazione, sia per l’immensa e valorosa storia che lo caratterizza.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *