Ulisse è una delle figure più affascinanti della poesia epica, un personaggio fortemente radicato nella letteratura italiana. Sono tante le poesie su Ulisse giunte fino ai nostri giorni, componimenti che ancora oggi suscitano grande suggestione. Dante, Foscolo, Pascoli, Saba, D’Annunzio, per citare solo alcuni celebri poeti, hanno decantato le gesta dell’eroe greco, celebrandone la grandezza in versi pieni di significato.
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L’Ulisse di Dante: la sete di conoscenza
Nella Divina Commedia, il Sommo Poeta Dante Alighieri incontra l’eroe greco nel XXVI canto dell’Inferno. Qui, Ulisse, dopo la partenza dall’antro della maga Circe, appare assetato di conoscenza e spinge i suoi compagni oltre i limiti del mondo conosciuto. Il suo viaggio si conclude tragicamente con un naufragio di fronte alla montagna del Purgatorio, simbolo del limite umano di fronte al divino. I versi più celebri del suo discorso sono:
Considerate la vostra semenza:
fatti не foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza.
| Autore | Interpretazione del personaggio di Ulisse |
|---|---|
| Dante Alighieri | Eroe della conoscenza che sfida i limiti divini, punito per la sua superbia intellettuale. |
| Ugo Foscolo | Alter ego del poeta, simbolo dell’esule perseguitato dalla sfortuna ma reso immortale dalla poesia. |
| Giovanni Pascoli | Eroe stanco e disilluso che, tornato a casa, non trova più il senso della sua ricerca. |
| Guido Gozzano | Figura parodistica, un eroe moderno e stanco, lontano dalla grandezza epica. |
L’Ulisse di Foscolo: l’esule e l’alter ego
Nell’ambito delle poesie su Ulisse, è impossibile non menzionare Ugo Foscolo, che dedicò all’eroe greco il celebre sonetto A Zacinto. Le continue peregrinazioni di Ulisse diventano con Foscolo il suo alter ego; l’elemento in comune è l’identità da esuli che contraddistingue entrambi, anche se Foscolo, a differenza dell’eroe omerico, non tornerà mai più in Patria. Il poeta esprime questa condanna nei versi finali:
Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.
L’Ulisse di Pascoli: il ritorno e la disillusione
Nei Poemi conviviali, Giovanni Pascoli, nel poema L’ultimo viaggio, immagina che Odisseo, ormai vecchio, riprenda le tappe della sua esistenza, per poi scoprire con rammarico che quella sete di gloria e conoscenza non esiste più. Pascoli delinea l’immagine di un Ulisse che chiede alle sirene il vero senso della vita, ricevendo una risposta che ne annienta l’identità:
«Solo mi resta un attimo. Vi prego!
Ditemi almeno chi sono io! chi ero!»
E le Sirene […] dicevano: «Nessuno!».
Altre interpretazioni: da Gozzano a Levi
Il tema dell’eroe è palese anche in una poesia di Guido Gozzano. In Ulisse naufraga… a bordo d’un yacht, l’eroe appare in contrapposizione con la figura dantesca. Quella sete di conoscenza si dissipa nei versi ironici, che parlano di un eroe stanco e moderno. Invece, in Se questo è un uomo di Primo Levi, l’Ulisse dantesco diventa un simbolo di dignità umana. Durante l’esperienza nei lager, Levi si aggrappa al verso dantesco come un’ancora di salvezza contro la disumanizzazione.
L'”Ulissismo”: un fenomeno letterario e culturale
Per quanto riguarda il mito di Ulisse, gli storici parlano di “Ulissismo”, come vero e proprio fenomeno da analizzare. L’espressione è utilizzata per indicare il desiderio di liberarsi da ogni legame, trovando la propria stabilità in una trasformazione continua. Per questo motivo la figura di Ulisse sembra essere allegoria di una instancabile ricerca di verità. Il carattere diversificato delle poesie su Ulisse è ciò che più ammalia gli esperti. La sua proverbiale curiosità, intraprendenza e astuzia ne fanno un simbolo dell’essere umano. Dalla figura dantesca che si spinge oltre i limiti, al ritratto affettivo presentato da Cesare Pavese ne I dialoghi con Leucò, dove Ulisse si confronta con Calipso, le vicende di Odisseo sopravvivono come un mito universale.
Immagine in evidenza: www.wikipedia.org
Articolo aggiornato il: 28/08/2025

