Post Impressionismo: due quadri simbolo

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Il Post Impressionismo, contrariamente a quanto si possa pensare, non è un movimento artistico, ma è un’etichetta che viene utilizzata per fare riferimento alle esperienze pittoriche sviluppatesi in Francia dopo l’Impressionismo.

Il termine fu coniato dal critico d’arte Roger Fry, in occasione di una mostra pittorica che si tenne a Londra nel 1910, durante la quale furono esposte anche le opere di Vincent Van Gogh, Paul Gauguin e Paul Cézanne. Il Post Impressionismo porta al culmine quel processo di ricerca infinito che diventa quanto più personale sia possibile. Caratteristiche comuni ai post-impressionisti  furono il rifiuto della sola impressione visiva, la tendenza a cercare la solidità dell’immagine, la libertà del colore. Importante caratteristica del Post Impressionismo è la possibilità di ricondurre i soggetti rappresentati alle forme geometriche, come il triangolo, il quadrato, ponendo le basi per le successive correnti artistiche. Le caratteristiche fondamentali di questo movimento sono la bidimensionalità e l’antinaturalismo, implicando un ritorno all’arte primitiva, la noncuranza per la tecnica e la rappresentazione della realtà in modo spontaneo, guardando nell’intimo dell’artista.

Di seguito, illustriamo due dei quadri simbolo del periodo pittorico in esame.

Innanzitutto, occorre precisare che il suddetto quadro fa parte di una serie intitolata Bagnanti e si trovano nei musei più prestigiosi del mondo. Le grandi bagnanti costituiscono indubbiamente il capolavoro di Cézanne. La scelta di rappresentare le bagnanti nude è indicativa di una sfida che Cézanne ha voluto lanciare, abbandonando le tendenze artistiche in voga in quel periodo. Le grandi bagnanti rappresentano l’idea di un’arte anticonvenzionale e controtendenza. Le protagoniste sono dipinte con forte spessore  si adattano geometricamente a tutti gli elementi che le circondano. La forte luminosità del quadro è dovuta al fatto che il colore è stato posto più volte sulla tela, il quale ha concesso a Cézanne di ottenere il chiarore finale che contraddistingue il quadro. Le linee nere che avvolgono le figure delle bagnanti contribuiscono a farle sembrare delle statue. 

  • Vincent Van Gogh, Notte stellata, 1889, Museum of Modern Art

Un paesaggio di campagna nella notte, le finestre illuminate dalle luci domestiche, mentre la luce della luna illumina un cielo nel quale aleggiano turbini terrificanti. Al centro, in basso si scorge una chiesa con un campanile e un grande cipresso interrompe la visione del paesaggio a sinistra. Oltre il villaggio, a destra, si nota un fitto bosco che sembra abbattersi sul piccolo borgo. Infine, in lontananza ci sono colline e montagne che sembrano onde in corsa verso le case. Van Gogh ha utilizzato brevi pennellate di colore  materico. Nei tetti le pennellate sono oblique, i cespugli e gli alberi sono formati da linee curve. Un’ampia gamma di blu e azzurri riempiono la tela: la luce notturna è caratterizzata dal blu oltremare, mentre la vegetazione è nera. Nel cielo, la luna e le stelle spiccano rispetto allo sfondo scuro, grazie all’utilizzo dei colori complementari al blu, come il giallo e l’arancione. L’illuminazione del dipinto è prodotta dalle gradazioni di blu, amalgamato al bianco e al giallo che creano luminescenze fosforescenti.

Fonte immagine: pixabay

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