Roma antica e fascismo: differenze, propaganda e confronto storico

Roma antica e fascismo

Roma antica e fascismo: due realtà storiche separate da secoli, ma spesso accostate a causa dell’uso strumentale che il regime di Mussolini fece del mito della romanità. Ma quali sono le reali differenze tra queste due epoche? E quali, invece, gli eventuali punti in comune? Un confronto attento e rigoroso è fondamentale per evitare semplificazioni e distorsioni storiche.

Confronto storico: Roma antica vs Fascismo

Ambito Roma Antica Fascismo
Struttura politica Istituzioni rappresentative, Senato, conferimento legale del potere Dittatura personale, partito unico, assenza di opposizione
Integrazione sociale Assimilazione graduale, concessione della cittadinanza Discriminazione razziale, leggi razziali (1938)
Politica estera Autonomia e indipendenza Sudditanza alla Germania nazista
Approccio coloniale Romanizzazione (integrazione culturale e giuridica) Sfruttamento e oppressione

Il fascismo e il mito di Roma: un’appropriazione ideologica

La propaganda fascista e l’uso della romanità

A partire dal 1921, con la trasformazione del movimento in partito, la propaganda fascista si appropriò in modo sistematico dei simboli, dei miti e della retorica della Roma antica. L’obiettivo era quello di presentare il fascismo come l’erede diretto della grandezza di Roma, di legittimare il regime agli occhi degli italiani e di costruire un’identità nazionale forte e aggressiva.

Mussolini e l’immagine dell’Impero

Mussolini si presentò come il nuovo Cesare, colui che avrebbe riportato l’Italia agli antichi splendori imperiali. Nel suo discorso di proclamazione dell’Impero (1936), affermò che l’Italia fascista era «la riapparizione dell’impero sui colli fatali di Roma». La romanità divenne quindi uno strumento simbolico fondamentale per il fascismo, utilizzato per definire la sua identità politica, la sua organizzazione, il suo stile di vita e i suoi obiettivi.

Differenze fondamentali tra Roma antica e fascismo

La politica: dal dibattito alla dittatura

Il sistema politico romano: repubblica, impero e senato

Il sistema politico romano, pur avendo conosciuto diverse forme di governo (monarchia, repubblica, impero), si è sempre basato su un principio fondamentale: il potere doveva essere conferito, controllato e rinnovato attraverso istituzioni e assemblee rappresentative. Anche durante l’Impero, il Senato mantenne un ruolo importante di controllo e di indirizzo politico. I romani, pur con tutti i limiti e le contraddizioni del loro sistema politico, non avrebbero mai accettato un potere assoluto e incontrollato, non giustificato da un conferimento legale.

Il regime fascista: un solo uomo al comando

Al contrario, il regime fascista si caratterizzò per la concentrazione del potere nelle mani di un solo uomo, Benito Mussolini. Dopo la marcia su Roma (1922), il re Vittorio Emanuele III affidò a Mussolini l’incarico di formare un nuovo governo. Ben presto, il partito fascista divenne l’unico partito ammesso, e Mussolini instaurò una dittatura personale, eliminando ogni forma di opposizione e di controllo, consolidata attraverso le leggi fascistissime.

La politica e la società a confronto

La società: dall’integrazione alla discriminazione razziale

La società romana: integrazione e cittadinanza

La società romana, pur essendo gerarchica e basata sulla schiavitù, era caratterizzata da una notevole capacità di integrazione. I popoli conquistati venivano gradualmente assimilati, e la cittadinanza romana veniva concessa a un numero sempre maggiore di individui, indipendentemente dalla loro origine etnica o geografica.

Il fascismo e le leggi razziali

Il fascismo, invece, soprattutto a partire dagli anni Trenta, adottò una politica di discriminazione razziale, culminata con l’approvazione del Manifesto della razza e la promulgazione delle leggi razziali (1938), che colpirono in particolare gli ebrei. Questa politica, ispirata dal nazismo tedesco, era del tutto estranea alla storia e alla cultura romana.

La politica estera: autonomia vs. sudditanza

I Romani erano gelosi della propria indipendenza e autonomia in politica estera.
Mussolini, invece, dopo un’iniziale fase di autonomia, si legò sempre più strettamente alla Germania nazista di Hitler, finendo per subordinare gli interessi italiani a quelli tedeschi, con conseguenze disastrose per il paese.

Il colonialismo: sfruttamento vs. romanizzazione

Il colonialismo fascista in Libia ed Etiopia fu caratterizzato da una politica di sfruttamento delle risorse e di oppressione delle popolazioni locali, senza alcuna volontà di integrazione o di sviluppo.
Al contrario, la romanizzazione delle province conquistate era un processo graduale di integrazione culturale, politica ed economica, che portava alla diffusione della lingua, del diritto, delle istituzioni e dello stile di vita romano.

Roma antica e fascismo: un confronto necessario per comprendere la storia

In conclusione, il confronto tra Roma antica e fascismo evidenzia differenze profonde e sostanziali. Il tentativo del regime mussoliniano di “fascistizzare” la storia romana è stato un’operazione ideologica e propagandistica, che ha prodotto una distorsione della realtà storica. Lo studio della storia, al contrario, deve essere basato sul rigore scientifico, sull’analisi critica delle fonti e sul rifiuto di ogni forma di strumentalizzazione e di violenza.

Immagine in evidenza: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 18 Gennaio 2026

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A proposito di Adele Migliozzi

Laureata in Filologia, letterature e civiltà del mondo antico, coltivo una grande passione per la scrittura e la comunicazione. Vivo in provincia di Caserta e sono annodata al mio paesello da un profondo legame, dedicandomi con un gruppo di amici alla ricerca, analisi e tutela degli antichi testi dialettali della tradizione locale.

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