Storia delle migrazioni: un’analisi dall’antichità a oggi

Storia delle migrazioni

La storia delle migrazioni è uno dei grandi temi sociali che definiscono l’umanità: gli uomini si muovono da sempre ed è grazie a questi processi che è stato possibile popolare via via i continenti. Comprendere le cause e le direzioni di questi flussi è fondamentale per leggere il presente.

Le cause delle migrazioni: fattori di spinta e attrazione

Alla base di ogni migrazione ci sono due forze complementari. I fattori di spinta (push factors) sono le condizioni negative che spingono le persone a lasciare il proprio paese: guerre, povertà, persecuzioni, instabilità politica e disastri ambientali. I fattori di attrazione (pull factors) sono invece le condizioni positive che rendono una destinazione desiderabile: opportunità di lavoro, stabilità, sicurezza e migliori condizioni di vita.

Le grandi ondate migratorie a confronto

Periodo storico Principali flussi e protagonisti
Antichità Popolazioni nomadi. Popolamento dei continenti (es. Homo Sapiens dall’Africa).
Età Moderna (XVI-XIX sec.) Europei verso le colonie (Americhe, Africa, Asia). Tratta atlantica di circa 11 milioni di schiavi africani.
Età Contemporanea (1820-1940) Circa 60 milioni di Europei emigrano, principalmente verso gli Stati Uniti, in cerca di lavoro.
Dal 1960 a oggi Flussi verso l’Europa (prima interni, poi extra-europei). L’Italia diventa paese di immigrazione.

Dall’antichità al Medioevo: nomadi e sedentari

Nelle epoche più antiche, moltissime popolazioni sono rimaste nomadi, in quanto la loro economia era legata alla pastorizia, al commercio o al mare. Nelle società medievali, invece, si affermò un modello fondato sulla proprietà terriera, che aveva come caratteristica la sedentarietà. Questo non fermò la ricerca di nuovi luoghi e percorsi, un impulso che portò alla “scoperta” geografica determinante dell’America.

L’età moderna: l’espansione europea e le migrazioni forzate

A partire dal Cinquecento, sempre più persone lasciano l’Europa e si dirigono in Sud America (spagnoli e portoghesi), Nord America (olandesi, inglesi, francesi) e altre parti del mondo. Gli Europei si stabilizzano ovunque, spesso sostituendosi alle popolazioni indigene, che vengono combattute o deportate. Questo periodo è segnato da una delle più grandi migrazioni forzate della storia: fino al 1807, anno in cui fu dichiarata illegale la tratta, circa 11 milioni di schiavi africani vengono deportati nel Nuovo Continente.

L’età contemporanea: i flussi verso Americhe, Europa e Italia

Tra il 1820 e il 1940, emigrano circa 60 milioni di europei, la maggior parte dei quali negli Stati Uniti. Con la fine della Prima guerra mondiale, però, comincia un processo inverso. Il boom economico europeo degli anni Sessanta crea un forte bisogno di manodopera, attirando prima migranti interni al continente (italiani, spagnoli, greci) e poi da fuori Europa (turchi, marocchini, tunisini).

Dalla fine degli anni Ottanta, con la caduta dei regimi comunisti e le guerre in ex Jugoslavia, milioni di persone dall’Est si spostano verso ovest. Contemporaneamente, flussi sempre più importanti arrivano da Africa, Asia e Sud America.

Negli anni Settanta, anche l’Italia diventa una meta attraente. I primi flussi includono somali, etiopi, filippini e marocchini. Questi migranti spesso partono soli e mandano una parte dei soldi guadagnati – le cosiddette rimesse – alle famiglie. Secondo i dati ufficiali ISTAT, al 1° gennaio 2023 la popolazione straniera residente in Italia è di oltre 5 milioni di persone.

Emigranti europei sbarcano a Ellis Island, a New York, (USA), nel 1902
Emigranti europei sbarcano a Ellis Island, a New York, (USA), nel 1902

Dove vedere la storia delle migrazioni in Italia

Per comprendere a fondo la storia dell’emigrazione italiana, un’esperienza tangibile è visitare il principale museo dedicato a questo tema.

Un luogo da visitare: MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana

  • Luogo: Commenda di San Giovanni di Pré, Genova
  • Indirizzo: Piazza della Commenda, 1 – 16126 Genova (GE)
  • Cosa vedere: Il museo offre un percorso multimediale e interattivo che racconta le storie degli emigranti italiani, dal loro punto di partenza a Genova fino all’arrivo nelle Americhe. È un’esperienza immersiva per capire le speranze e le difficoltà di milioni di persone.
  • Sito Ufficiale: www.museomei.it

Fonte immagine: Pexels

Articolo aggiornato il: 24/08/2025

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A proposito di Costantino Gisella

Sono nata a Napoli nel 1977 e sono cresciuta con la musica di Pino Daniele, i film di Massimo Troisi e il Napoli di Maradona. Ma non sono mai stata ferma e infatti metà del mio cuore e’ nel Regno Unito dove ho vissuto per svariati anni. Dopo l’esperienza all’estero, ho deciso di iscrivermi all’ Università di Napoli “L’Orientale” (sono laureanda in Lingue e Culture dell’Europa e delle Americhe) per specializzarmi in quella che è la mia passione più grande: la letteratura anglo-americana. Colleziono dischi in vinile, amo viaggiare e non rientro mai da un posto senza aver assaggiato la cucina locale perché credo che sia il modo migliore per entrare realmente in contatto con culture diverse dalla mia.

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