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Eroica Fenice

Tatsuo Horiuchi

Tatsuo Horiuchi e l’arte di dipingere senza pennelli

Nel film “Mona Lisa smile” (2003) alcune studentesse di Wellesley, un severo college femminile del New England degli anni ’50, guidate dalla prof.ssa Katherine Watson (Julia Roberts), riproducono il noto quadro “I Girasoli” di Van Gogh grazie ad una preziosa scatola-guida seguendo semplicemente dei numeri. Le loro personali interpretazioni del pittore olandese divengono con poco sforzo, ma con una buona dose di creatività, il prodotto finale di un’ “arte”  che non solo “le persone giuste” possono giudicare tale. Cos’è l’arte? Cosa la rende buona o non buona e chi lo decide?(…)L’arte non è arte finché qualcuno non dice che lo è! È arte!: durante una lezione, il ping pong fra allieve e docente cerca risposte nell’osservazione di dipinti ‘grotteschi’ e perfino di fotografie.

L’arte 2.0 di Tatsuo Horiuchi

L’arte di Tatsuo Horiuchi sembra riaccendere il dibattito della fittizia aula nella clip del film: può definirsi ‘arte’ una serie di “dipinti” realizzati grazie al programma Excel? È buona o cattiva arte e chi lo decide?

Tatsuo Horiuchi è un dolce vecchietto giapponese di 77 anni, ma il web lo ha già ribattezzato “il Michelangelo di Excel”. Originario di Nagano, nel 2000 Tatsuo va in pensione: dopo qualche settimana decide di iniziare a impiegare il proprio tempo libero dipingendo: “sono pazzo, ma penso che se non hai talento per il disegno, puoi dipingere grazie ad Excel”.

Dati i costi di pennelli, colori, tele e corsi di avviamento al disegno (“Non hai bisogno di spendere soldi in tele o colori e di preparare l’acqua e così via”), questo talentuoso signore giapponese, appassionato di pittura, comincia ad usare il programma Excel, già istallato sul suo PC personale, per dipingere.  “All’inizio mi sono chiesto: come posso dipingere con il mio PC? I software grafici sono costosi, ma Excel è preinstallato nella maggior parte dei computer” ha spiegato il pensionato, “ha più funzioni ed è più facile da usare rispetto a [Microsoft] Paint. Uso semplice strumenti di disegno vettoriale sviluppati principalmente per grafici e forme semplici”.

Il programma, considerato dai più un complesso e utile strumento per la realizzazione di sole tabelle di calcolo, diviene ben presto per Tatsuo, che non aveva mai usato prima questo software (“A lavoro non ho mai usato Excel, ma ho visto altre persone realizzare delle bellissime tabelle. Quindi mi sono detto, forse ci posso fare dei disegni?” ha dichiarato in un’intervista), né aveva mai dipinto (nonostante il suo amore innato per l’arte del proprio paese natale) una preziosa guida nella riproduzione di splendide immagini.

Autoshape e Smart art: così nasce l’arte di Horiuchi

Creando, infatti, dei grafici può poi colorarli come vuole e combinandone con altri, ne crea di originali, ispirandosi allo stile classico tipicamente giapponese. I suoi principali soggetti sono paesaggi rurali (ma anche lacustri e marini), sciatori, geishe,fiori, alberi di ciliegio, montagne innevate, pesci coloratissimi, eleganti cigni bianchi su sfondi monocolori, vulcani in eruzione, tramonti e fitte foreste di un verde intenso.

Horiuchi, sfruttando le diverse funzionalità in dotazione nel programma Excel come Smart Art e AutoShape, la funzionalità del foglio elettronico che permette di disegnare i contorni della figure ritratte, riempiendo poi le caselle seguendo i contorni e usando infiniti sfumature cromatiche per poi sovrapporle su diversi livelli (in italiano è il menu Forme). Un’altra tecnica usata da Horiuchi, sfruttando Excel è una forma di pixel art: le celle di Excel divengono piccolissimi quadratini, simili alle tessere di un mosaico, che compongono un’immagine più grande, e poi vengono colorate una ad una proprio come un’opera musiva o come la riproduzione- guida con i numeri del film del 2003.

Vincitore della sua prima gara mondiale, l’Autoshape Art Contest di Excel nel 2006 come maestro e specialista di Excel nel 2006, solo 6 anni dopo l’inizio di questa sua attività come pittore amatoriale e poi professionista, ha esposto alcune opere nei musei della città, ma è pronto a valutare eventuali proposte di acquirenti.

Tuttavia Horiuchi, da buon maestro, ha divulgato la propria tecnica a chi voglia cimentarsi come lui nell’arte di dipingere con il noto programma di grafici e tabelle, spiegando in un tutorial in inglese i diversi step per realizzare un’originale opera “pittorica”. Per scaricare, invece, i file Excel di sue opere, qui: Fiori di ciliegio al castello di Jogo (2006); Cascate di Kegon (2007)

È dunque ‘arte’ quella del giapponese Horiuchi? È buona o cattiva arte? A prescindere dai giudizi personali dei frequentatori della rete e dalle dettagliate definizioni che neofiti dell’arte pittorica cercano di attribuire ai prodotti realizzati da Tatsuo Horiuchi, la creatività dell’artista principiante e l’abilità nell’uso di un software progettato per altri scopi sembrano essere davvero artisticamente un’interessante riproduzione degli splendidi paesaggi e cultura del Giappone. Non vi chiedo di fare un compito, né di apprezzarlo,  vi chiedo solo di prenderlo in considerazione direbbe la professoressa Katherine Watson.