Cosa vedere a Benevento (e dintorni) in uno o più giorni?

Cosa vedere a Benevento (e dintorni) in uno o più giorni

Cosa vedere a Benevento (e dintorni) in uno o più giorni? Alla scoperta del capoluogo di provincia tra storia, leggende e natura

Cosa vedere a Benevento (e dintorni) in uno o più giorni? Il capoluogo di provincia, situato nell’antico territorio del Sannio, ha molto da offrire ai visitatori. La città fu fondata dall’antico popolo italico dei Sanniti. In seguito, dopo la guerra tra Romani e le truppe di Pirro, i Sanniti affrontarono il ritorno delle truppe dell’Urbe dopo tre guerre sannitiche. La vittoria dei Romani fece si che la città cambiasse nome da Maleventum a Beneventum. Benevento  continuò ad avere importanza nei secoli successivi, divenne la capitale del ducato istituito dai Longobardi e poi, dopo la disfatta di Manfredi (figlio di Federico II di Svevia), gli abitanti accettarono di passare sotto il dominio della Chiesa. Benevento e Pontecorvo erano le due exclaves dello Stato Pontificio nel Mezzogiorno. 

Chiesa di Santa Sofia e chiostro, un luogo dal fascino misterioso

Cosa vedere a Benevento? In primis, ad accogliere i visitatori, c’è la Chiesa di Santa Sofia situata a Piazza Matteotti. L’edificio sacro venne edificato in Età longobarda dal duca Ginulfo II per poi essere completata da Arechi II. La visita è obbligatoria per la sua struttura piuttosto particolare. La pianta di questa chiesa non segue il modello della croce latina o greca; infatti abbiamo una pianta circolare, poi a stella e di nuovo circolare mentre i pilastri sono disposti radialmente

Ancora più suggestivo e misterioso è il piccolo chiostro (edificato nel XII secolo) situato dietro la chiesa e collegato al Museo del Sannio. Oltre ad una misteriosa colonna del chiostro con un nodo (spesso presenti nelle chiostri realizzati in stile romanico), ci sono molti capitelli decorati da diverse figure. Tra i primi c’è quello dedicato alla Natività con la Sacra famiglia e un angelo, altri capitelli mostrano ai visitatori delle scene di lavoro nei campi oppure rappresentazioni dei mesi dell’anno. Infine, c’è un bassorilievo dedicato al vizio della lussuria; rappresenta una giovane donna con un toro e un serpente che le mordono i seni. Il vero mistero di questo luogo è dovuto alla presenza di immagini di centauri scolpiti sopra il marmo.  La chiesa di Santa Sofia è entrata a far parte dei siti italiani tutelati dall’Unesco nel 2011

Hortus Conclusus di Mimmo Paladino, l’incontro tra Natura, arte e storia

Abbandonando l’arte medievale e percorrendo corso Garibaldi fino a vicolo Noce,  i visitatori possono conoscere una delle istallazioni artistiche più particolari della Campania. Si tratta del poco noto Hortus Conclusus (in latino “Giardino recintato”). Questo luogo, progettato dall’artista beneventano Mimmo Paladino, rappresenta la sintesi tra passato e presente nonché luogo di incontro tra Natura e uomo. Diversi simboli si rifanno alla città di Benevento come il teschio di bue a terra oppure le mura ispirate a quelle dell’età longobarda. Il mito irrompe nel giardino con la statua del cavallo dalla maschera d’oro (citazione al Cavallo di Troia e alla famosissima Maschera di Agamennone) e uno scudo gigante al centro  funge da fontana. Diverse fontane come “l’Ombrello capovolto” o quella “dell’Ominide” decorano questo piccolo angolo di natura nel centro storico cittadino. 

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Cosa vedere a Benevento? Il Museo del Sannio e Museo ARCOS

La città di Benevento può accontentare anche gli amanti della storia antica. Il primo museo consigliato per la visita è il Museo del Sannio, diviso tra il Complesso di Santa Sofia e la Rocca dei Rettori. Ci sono ben quattro aree tematiche: archeologia, medievalistica, arte e storia.  In questo piccolo museo è possibile percorrere tutta la storia della città: dai reperti del Paleolitico e Neolitico come lance  e pietre levigate all’età sannita con vasi e statue influenzate dall’arte greca. In seguito, i visitatori possono immergersi nell’età romana con busti e bassorilievi di patrizi, figure politiche locali, generali e perfino gladiatori. Dopo due piccole sale dedicate alla città durante il dominio longobardo; si accede ad una pinacoteca dove sono raccolti i quadri di pittori locali dal XIV al XVIII secolo. L’ultima sezione della galleria è dedicata agli artisti novecenteschi con le loro sculture, pitture o installazioni. 

Invece, nella sezione ARCOS; i turisti hanno la possibilità di fare “un piccolo tour nell’antico Egitto”. Benevento era la sede dell’antico tempio di Iside costruito dall’imperatore Domiziano tra  l’88 e l’89 d.C. I vasi canopi sono testimoni della possibilità dell’esistenza in passato di tre santuari egizi: due templi consacrati a Iside (uno voluta da Domiziano nel I secolo d.C. e quello del I secolo a.C. in stile ellenistico-romano) e uno più piccolo rivolto a Osiride canopo. Oltre ai canopi, il museo raccoglie diversi sfingi e due statue di divinità: Thot con il volto di babbuino e Horus con quello di falco. 

Una passeggiata nel centro storico di Benevento, dall’antichità romana all’età dei papi

Proseguendo il tour nella storia antica della città di Benevento, ci sono altre due attrazioni dedicate agli antichi romani. Il primo è l’Arco di Traiano, voluto dall’imperatore romano nel 114 d.C. come ingresso per la Via traiana, la strada che collegava Benevento a Brindisi (attraversando il Sannio e l’Apulia). Alto ben 15,60 metri e largo 8,60 metri; questo edificio in marmo ha due facciate: la prima, rivolta all’interno della città, con scene di pace e la seconda, rivolta all’esterno, con scene di guerra. 

Invece, nel centro storico della città i visitatori sono accolti dal Teatro romano voluto da Adriano e ampliato da Caracalla. Entrando all’interno della struttura, è possibile sentirsi “trasportati indietro nel tempo” quando gli attori con maschere di legno recitavano passi delle opere tragiche dei greci Euripide o Sofocle.

Ultime importanti monumenti visitabili a Benevento sono la Cattedrale di Santa Maria Episcopo, il Palazzo di papa Paolo V lungo corso Garibaldi e la maestosa Rocca dei Rettori, la fortezza voluta da papa Giovanni XXII nel 1321. 

Il ponte delle janare a San Lupo, alla scoperta delle streghe di Benevento

La città campana è nota per le janare; ossia, le streghe che praticavano i loro sabba sotto un misterioso noce malefico nei pressi dell’affluenza tra i fiumi Calore e Sabato. Tra i luoghi più misteriosi della Campania c’è il Ponte delle Janare nella località di San Lupo.

La leggenda più famosa (da leggere completa qui) narra che gli abitanti della città trovarono una neonata nei boschi (nata dall’unione del diavolo con una strega durante un sabba). I paesani accolsero la neonata e questa crebbe diventando una bellissima fanciulla. La ragazza soleva pascolare le pecore e fare il bagno nuda nel torrente nei pressi del “Ponte delle Janare”. Qui conobbe un giovane proveniente dalla città limitrofa di San Lorenzo, il quale si innamorò follemente di lei. Costei non corrispondeva l’amore del giovanotto di San Lorenzo; così, adirato per il rifiuto della pastorella, la accusò di praticare le arti magiche. Gli abitanti di San Lupo accorsero contro la presunta janara e decisero di gettarla giù dal ponte facendola annegare nel fiume. Il corpo non fu mai trovato e molti viandanti raccontarono di aver visto un “fantasma femminile” che danzava o si tuffava nel fiume nei pressi di quel ponte maledetto.

Fonte immagine di copertina di “Cosa vedere a Benevento”: Flickr (immagine senza copyright)

A proposito di Salvatore Iaconis

Laureato in Lettere Moderne presso l'Universitá Federico II di Napoli il 23 febbraio 2022 e giornalista iscritto all'ordine regionale dal 26 gennaio 2021. Grande amante della lettura dai classici della tradizione fino ai best-sellers più recenti, appassionato di cinema in tutte le sue forme nonché di teatro, storia, arte e filosofia.

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