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Isole Azzorre

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Lungo le coste del Portogallo esiste un arcipelago di nove isole di origine vulcanica conosciute con il nome di Azzorre. Un luogo dove la natura domina con i suoi paesaggi mozzafiato e che non ha nulla da invidiare a località esotiche come i Caraibi o le Hawaii.

Storia delle Isole Azzorre

Il nome “Azzorre” deriva dal portoghese Açores che indica l’astore, un uccello intravisto dai primi navigatori proprio in quelle isole e che venne scambiato erroneamente con un’altra specie, la poiana.

Gli storici considerano i Cartaginesi il primo popolo ad aver visitato l’arcipelago, come testimonia la scoperta di alcune monete d’argento risalenti al 300 a.c. A parlare delle Isole Azzorre per la prima volta è l’Atlante Mediceo del 1351, che ne indica anche la posizione.

Dopo le imprese di Cristoforo Colombo che vi giunse nel 1493 di ritorno dalle Americhe, le Azzorre vissero un periodo di splendore grazie all’aumento della popolazione con l’arrivo di coloni di nazionalità diversa (genovesi, inglesi, fiamminghi, mori, francesi e gli schiavi africani), nonché alla sua posizione cruciale per le rotte dei commerci nelle Indie e nel Nuovo Mondo. Dopo un lungo periodo di dominanza spagnola, le Isole Azzorre furono restituite al Portogallo nel 1640.

In tempi più recenti, anche l’arcipelago fu investito dagli eventi del ‘900. Nel 1931 le Azzorre si ribellarono al regime di Salazar e gli Anglo-Americani vi installarono basi militari. Fu però con la rivoluzione dei Garofani nel 1976 e la conseguente fine della dittatura che alle Azzorre fu riconosciuto lo status di Regione Autonoma dalla neonata repubblica del Portogallo.

Particolarità di ogni isola dell’arcipelago

Le nove isole che costituiscono le Azzorre si distinguono per la diversità dei paesaggi e dei luoghi da visitare, capaci di accontentare ogni tipologia di turista.

L’Isola di Corvo è la più piccola dell’arcipelago. L’UNESCO le ha conferito il titolo di Riserva mondiale della Biosfera nel 2007 ed è merito delle sue spiagge ottime per gli amanti del surf.

Ma il suo fascino risiede anche nei suoi luoghi di interesse come Villa do Corvo, l’unico centro abitato dove si trovano la chiesa di Nostra Signora dei Miracoli, dedicata alla patrona dell’isola e Alto dos Mohinos, nota per i suoi mulini a vento.

Flores è, assieme a Corvo, l’isola più occidentale dell’arcipelago. A regnare qui è la campagna, con le sue colline verdi e le casette che danno l’impressione di un’atmosfera contadina e semplice.

I luoghi di interesse sono costituiti dalle formazioni rocciose dell’isola come l’Arco di Santa Cruz des Flores e l’isolotto di Maria Vaz, ma anche le grotte marine di dos Enxaréus e do Galo ideali per chi pratica immersioni. Tra i monumenti non si può non citare la Chiesa di Nostra Signora della Concezione, una bellezza all’interno e all’esterno con la sua immensa facciata. L’isola è però nota anche per la Festa do Emigrante che si celebra il terzo lunedì di luglio e dedicata al ritorno a casa degli emigrati.

Graciosa è la seconda isola più piccola dell’arcipelago. L’isola Bianca”, così come è conosciuta per la predominanza di questo colore, è piena di luoghi da visitare come il villaggio di Santa Cruz da Graciosa o la Chiesa Madre, particolare per la facciata di pietra nera e il suo patrimonio, consistente in opere d’arte fiamminghe del ‘500 e del ‘700. In stile fiammingo sono anche i tanti mulini a vento rossi che campeggiano sull’isola, un tempo usati per produrre il pane.

Graciosa è però nota anche per la Calderia, l’enorme cratere di un antico vulcano divenuto monumento naturale regionale per via dell’immensa vegetazione che ospita al suo interno.  Tra le feste popolari molto sentita è quella del Devino Espirito Santo, festeggiata durante la Pentecoste e di origine medievale. Rappresenta anche una buona occasione anche per assaggiare la “zuppa dello spirito santo”, preparata con riso e carne benedetta dai preti.

São Jorge è un’altra meta ideale per i surfisti per la presenza della Faja de Santo Cristo, una laguna nota anche per la specialità tipica che sono le vongole. Tra i luoghi da visitare ci sono O Topo, un piccolo villaggio di pescatori noto per la presenza di un faro e il Parco Naturale Florestal de Silvera, un parco naturale da percorrere a piedi e da cui è possibile raggiungere punti panoramici da cui si può vedere l’isola dall’alto

Failal è tra le Isole Azzorre la più amata dai turisti per via dei suoi paesaggi incantevoli e per attrazioni come la città di Horta, dove è presente un murales lungo la banchina del porto costituto da disegni di navigatori che si sono succeduti nel tempo. Nella stessa città Antonio Tabucchi ha ambientato il romanzo Donna di Porto Pim, da una delle spiagge più note dell’isola.

Se siete amanti delle balene a Failal potreste avere l’opportunità di incontrare questi cetacei la cui carne, un tempo, era alla base dell’economia. È anche possibile intravedere i delfini, praticando immersioni in mare aperto.

Pico è forse la più vulcanica tra tutte le Isole Azzorre. Non a caso si è guadagnata il soprannome di “Isola grigia” per via del suo terreno vulcanico, i cui nutrienti sono fondamentali per i vigneti che producono un rinomato vino dichiarato “patrimonio dell’umanità” dall’UNESCO nel 2004.

La città peschereccia di Madalena è uno dei luoghi da visitare, un porto dove giungono le navi provenienti dalle altre isole. A Pico sono presenti due interessanti musei: il Museu dos Baleeiros, dedicato alle antiche barche usate per cacciare le balene e il Museo del vino, dove sono illustrate le antiche tecniche di coltivazione dell’uva.

Terceira ospita la capitale delle Azzorre, Angra do Heroismo, fondata nel 1534 e ricca di monumenti come la Chiesa della Misericordia e il Museo della città, situato nell’ex monastero di San Francesco. Interessanti sono anche i villaggi di Porto Judeu pieno di piscine naturali e Biscoitos, dove si trova un Museo dedicato al Verdelho, un rinomato vino bianco.

São Miguel è nota per essere la sede della Presidenza della Regione autonoma delle Azzorre. L’isola offre uno scenario diversificato a cominciare da Ponta Delgada, cittadina ricca di mercati e negozietti o la Ribeira Grande, un ricco paesaggio naturale dove è presente la Chiesa dello Spirito Santo, un’opera architettonica dalla facciata spettacolare da ammirare in tutto il suo splendore quando è illuminata di notte.

La più meridionale delle isole è invece Santa Maria, dove il verde delle campagne si alterna al giallo delle spiagge. I Barreiros sono l’attrazione più famosa al mondo: distese di terreno rosso accesso la cui bellezza viene esaltata al tramonto. Da non perdere la Chiesa de Nossa Senhora de Purificação, una cattedrale situata a Santo Espirito, dove si possono ammirare gli affreschi tipici del territorio.

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Immagine di copertina: Ufficio turistico delle Azzorre

A proposito di Ciro Gianluigi Barbato

Classe 1991, diploma di liceo classico, laurea triennale in lettere moderne e magistrale in filologia moderna. Ha scritto per "Il Ritaglio" e "La Cooltura" e da cinque anni scrive per "Eroica". Ama la letteratura, il cinema, l'arte, la musica, il teatro, i fumetti e le serie tv in ogni loro forma, accademica e nerd/pop. Si dice che preferisca dire ciò che pensa con la scrittura in luogo della voce, ma non si hanno prove a riguardo.

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