Cosa sono le microplastiche: quanto sono dannose per l’ambiente

Cosa sono le microplastiche

Le microplastiche sono delle particelle presenti non solo negli oggetti di plastica che vengono abbandonati nell’ambiente, ma si trovano molto spesso anche all’interno di prodotti insospettabili come creme o dentifrici. La loro grandezza va dai 5 mm al micron e trasportate dall’acqua e dal vento, stanno colonizzando ogni angolo della terra compresi fiumi e laghi.

Le microplastiche: un grave danno per l’ambiente e un importante pericolo per la salute

È stato dimostrato, di recente, che nei cosmetici le microplastiche costituiscono quasi il 90% del peso del prodotto finale e che talvolta vengono utilizzate anche in agricoltura. Infatti, esse sono presenti nei fertilizzanti per controllare il rilascio delle sostanze: di conseguenza, queste particelle finiscono direttamente nel suolo e ciò può essere molto pericoloso. L’Università di Vienna ha analizzato le deiezioni di 8 individui tra cui un italiano ed ha dimostrato che le microplastiche dopo aver attraversato il nostro tubo digerente vengono espulse. 

Le microplastiche sono presenti anche nei capi di abbigliamento sotto forma di microfibre e, secondo alcuni studi, lavare almeno 6 kg di indumenti sintetici può rilasciare fino a 700 mila microfibre che finiscono prima nei fanghi (circa l’84%) e il resto direttamente in mare e nel suolo, in quanto i depuratori non sono stati creati per eliminarle.

Che impatto hanno sul mondo animale?

Le microplastiche, quando finiscono in mare, molto spesso vengono ingerite dai pesci in quanto vengono scambiate per plancton. Purtroppo, è stato constatato che un pesce su quattro, durante la sua vita, le ingerisce: tuttavia, nelle preparazioni alimentari, al pesce viene rimosso il tubo digerente, nel quale si possono trovare le particelle dannose. Nel caso dei molluschi, invece, ciò non avviene: di conseguenza, consumandoli si è esposti facilmente all’ingestione di queste particelle, che inevitabilmente finiscono nel sangue e nei tessuti.

Nei fondali degli oceani è stata trovata una quantità esorbitante di microplastiche soprattutto per quei prodotti che hanno una degradazione lenta o addirittura lentissima, come ad esempio le bottiglie di plastica. A partire dal 1 gennaio 2020 è stato vietato il commercio di tutti i prodotti che ne contengono, di certo questa non sarà la soluzione al problema ma ci permette di alleggerire un po’ la situazione. Secondo una ricerca di Greenpeace nelle cozze cinesi si trova la presenza più alta di microplastiche, ma non solo. Purtroppo, sono presenti anche nell’acqua minerale, nel sale e nel miele.

Le microplastiche: la ricerca di una soluzione al problema

Nel 2016 l’EFSA sottolineava la necessità di standardizzare i metodi per evidenziare la presenza di microplastiche in quanto molto spesso si ottenevano risultati diversi da un laboratorio all’altro. L’Università di Sichuan, in Cina, ha realizzato, nel 2022, un pesce robotico in grado di assorbire le microplastiche.

Si parla inoltre del cosiddetto effetto cavallo di Troia quando le microplastiche possono assorbire alcune sostanze tossiche come le diossine e trasportarle all’interno degli organismi; ad oggi, gli effetti sono ancora sconosciuti, per cui non è possibile stabilire se la tossicità delle microplastiche, in presenza di queste sostanze, aumenta o diminuisce

Il lago di Bracciano è una delle riserve di acqua dolce più importanti dell’Italia centro-meridionale. Per questo motivo, è stato scelto come campione di ricerca europeo per misurare la quantità di microplastiche presenti nelle acque, al fine di creare un protocollo standard di monitoraggio dei laghi; questo progetto si chiama Life Blu Lakes. È stato scelto proprio questo lago poiché esso è caratterizzato da un sistema chiuso: non ha ne emissari ne immissari. Per tale motivo, il lago di Bracciano è stato diviso in varie zone da analizzare attraverso l’utilizzo di particolari reti in grado di raccogliere anche le particelle più piccole, per poterle analizzare successivamente al microscopio.

Fonte immagine in evidenza: Wikipedia

A proposito di Francesca Torre

Vedi tutti gli articoli di Francesca Torre

Commenta