Le piante carnivore sono piante che, per sopravvivere, si nutrono di insetti e piccoli animali. Durante la loro evoluzione, queste piante hanno sviluppato meccanismi sofisticati per attirare, intrappolare e digerire le loro prede. Se vuoi approfondire il mondo vegetale, scopri anche le nostre guide sulle piante grasse da esterno o sulle piante da interno.
Piante carnivore: tipi, cura e segreti per coltivarle in casa
Le piante carnivore, o piante insettivore, sono vegetali che hanno sviluppato la capacità di catturare e digerire piccoli animali, principalmente insetti, per sopperire alla carenza di nutrienti (in particolare azoto) nei terreni in cui vivono, spesso acidi e paludosi. Queste piante attirano le loro prede con una serie di strategie: colori vivaci, profumi, secrezioni zuccherine e forme particolari delle foglie.
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Classificazione: i principali tipi di trappole
Esistono diverse strategie di cattura. Ecco una sintesi per riconoscere le principali famiglie di piante carnivore.
| Meccanismo | Come funziona | Esempio principale |
|---|---|---|
| A scatto | Le foglie si chiudono rapidamente quando i peli sensibili vengono toccati. | Dionaea muscipula (Venere acchiappamosche) |
| Adesiva | Tentacoli con colla (mucillagine) che intrappolano l’insetto. | Drosera, Pinguicula |
| A pozzo (ascidio) | Foglie a forma di brocca contenenti liquido digestivo. | Sarracenia, Nepenthes |
| Ad aspirazione | Vesciche sommerse che risucchiano prede acquatiche creando il vuoto. | Utricularia |
Cosa sono le piante carnivore e come funzionano?
Queste piante non “mangiano” nel senso animale del termine, ma assorbono nutrienti. Vivendo in ambienti poveri di azoto, hanno evoluto la capacità di ricavarlo dalle proteine degli insetti. Una volta catturata la preda, la pianta secerne enzimi digestivi (simili a quelli del nostro stomaco) che sciolgono le parti molli dell’insetto, permettendo l’assorbimento dei nutrienti.
Le specie più comuni da coltivare
Non tutte le carnivore sono difficili. Alcune sono perfette per iniziare a coltivare in casa o in giardino.
Dionaea muscipula (Venere acchiappamosche)
È l’icona delle piante carnivore. Le sue trappole a scatto sono rapidissime (frazioni di secondo). Richiede sole diretto e molta acqua nel sottovaso durante l’estate, mentre in inverno va in riposo vegetativo.
Drosera e le trappole adesive
Le Drosera sembrano coperte di rugiada, ma quelle gocce sono in realtà colla mortale. Sono molto adattabili e catturano facilmente moscerini e zanzare. I tentacoli si piegano lentamente sulla preda per massimizzare la digestione.
Sarracenia e Nepenthes (trappole a brocca)
Le Sarracenia sono piante da esterno molto resistenti, con tubi verticali colorati. Le Nepenthes, invece, sono tropicali e spesso epifite (vivono sugli alberi): hanno spettacolari “brocche” pendule e richiedono umidità elevata e temperature costanti.
Come coltivare le piante carnivore: la guida pratica
Coltivare piante carnivore in casa può essere un hobby affascinante, ma richiede regole precise. Per approfondimenti tecnici, puoi consultare il sito dell’AIPC (Associazione Italiana Piante Carnivore).
Acqua e terreno: gli errori da evitare
- Acqua: Regola d’oro: mai usare acqua del rubinetto. Il calcare è letale. Utilizza esclusivamente acqua piovana, demineralizzata o distillata (quella per i ferri da stiro).
- Terreno: Non usare terriccio universale! Serve un substrato acido e povero di nutrienti. La miscela ideale è torba acida di sfagno mista a perlite (per areare).
- Nutrimento: Non concimare mai. Le radici brucerebbero. Le piante devono cacciare da sole. Se sono al chiuso, possono sopravvivere lunghi periodi senza prede, o puoi fornire tu un insetto vivo (mai carne o formaggio!).
Curiosità e cultura pop
Le piante carnivore hanno sempre stimolato l’immaginario collettivo. Dalla mostruosa Audrey II del film “La piccola bottega degli orrori” alle Piante Piranha di “Super Mario Bros.”, sono spesso dipinte come minacce giganti. Nella realtà, le specie più grandi come la Nepenthes rajah possono occasionalmente catturare piccoli topi o lucertole, ma nessuna è pericolosa per l’uomo.
Domande frequenti (FAQ)
Articolo aggiornato il: 28 gennaio 2026

