Goal di Raul: i 3 più importanti

Goal di Raul: i 3 più importanti

Raul Gonzalez Blanco è nato in Spagna, a Colonia Marconi, da un padre elettricista e da una mamma casalinga. Raul, col tempo, diventerà il cuore pulsante della Spagna calcistica. Grazie ai suoi goal, al suo carisma, al suo madridismo e alla sua iconica maglia numero 7, ha attirato verso di sé non solo consensi, ma anche tante antipatie. Oggi lo si conosce per la sua professionalità, la sua educazione e le sue doti da uomo d’area. Il piccolo di Colonia Marconi ha, invece, sofferto molto e ha rischiato di perdersi lungo il percorso. Muove i suoi primi passi nel San Cristobal, squadra del quartiere. Non è ancora attaccante, ma segna a raffica. I suoi goal attirano l’attenzione delle grandi squadre. Il papà, tifosissimo dell’Atletico Madrid non ha dubbi: Raul viene ingaggiato nelle giovanili dei colchoneros. Raul nella categoria Infantil segna 65 goal e vince il campionato di Spagna. Il presidente dell’Atletico, Jesus Gil y Gil prende una decisione shock: le giovanili vengono chiuse a causa dei costi troppo elevati. A 15 anni Raul è senza squadra, ma non c’è da disperarsi. Arriva il Real Madrid. Così un tifoso dell’Atletico Madrid diventa una leyenda blanca.

La storia di Raul al Real Madrid

La data storica è il 29 ottobre del 1994. Il campo è la Romareda, lo stesso in cui, sedici anni dopo, chiuderà la sua formidabile carriera. Jorge Valdano, allenatore del Madrid lo fa debuttare. Il Real perde 3-2 contro il Saragozza, ma l’attaccante gioca un partidazo. Il primo goal, di una lunga serie, arriva giusto una settimana dopo. Indovinate contro chi? Beh, contro l’Atletico Madrid, la sua ex squadra. A 17 anni vince la sua prima Liga e chiude la stagione con 17 reti all’attivo. Fabio Capello lo plasma: arriva a Madrid e gli consegna la numero 7. Arriva la pubalgia e con essa un periodo non semplice. Nel 2000 Florentino Perez acquista il club e avvia il progetto Galacticos. Vengono acquistati Zidane, Beckham e Ronaldo, ma la bandiera rimane sempre lui. Il siete è il capitano e il numero lo certifica: nella storia del Real Madrid il 7 è un simbolo.

Nel 2002 vince la Champions League, segnando contro il Bayern Leverkusen. Giunge la nona Champions dei blancos. Non vincerà mai il Pallone d’Oro, ma resterà un punto di riferimento assoluto. Dopo tante stagioni da protagonista, si trasferisce in Germania, allo Schalke 04. Si adatta ad un nuovo ambiente, un nuovo clima e un nuovo modo di vivere il calcio. I goal di Raul sono tanti e tutti pesanti, spesso decisivi. Ecco i goal di Raul: i 3 più importanti per comprendere quanto l’attaccante spagnolo sia stato fondamentale per costruire la storia del Real Madrid così come la conosciamo noi oggi.

I 3 goal di Raul più belli e importanti

Partita Data Competizione
Real Madrid-Atletico Madrid 4-2 5 Novembre 1994 La Liga
Manchester United-Real Madrid 2-3 9 Aprile 2000 Champions League
Slovenia-Spagna 1-2 18 Giugno 2000 Europei

Real Madrid-Atletico Madrid 4-2 (5/11/1994)

Tra i goal di Raul, questo è indimenticabile. Siamo nel 1994 e Raul passa ai blancos dopo che i colchoneros smantellano tutto il settore giovanile. Il futuro capitano del Real Madrid sta giocando e convincendo, ma il goal non è ancora arrivato. Alla sua seconda apparizione con la maglia del Real non fallisce. Gioca con la naturalezza di un veterano, muovendosi tra le linee. Michael Laudrup serve una palla in mezzo all’area di rigore e Raul di sinistro, senza pensarci due volte, come un rapace d’area, insacca in rete. Diego, il portiere colchonero, rimane immobile. È 3-1 per il Real. È il segnale che il ragazzo scartato dall’Atletico è pronto a prendersi la città. Il derby terminerà con un sonoro 4-2 per i blancos grazie alla splendida partita del 7, che si guadagna anche un rigore trasformato da Zamorano. Per Raul è solo l’inizio di una storia che cambierà il destino del club.

Manchester United-Real Madrid 2-3 (9/04/2000)

Il Real Madrid gioca l’andata dei quarti di finale di Champions League in casa e non riesce ad andare oltre il pareggio. Le Merengues, al ritorno, sono ospiti del Manchester United. I Red Devils capitanati da Roy Keane, si schierano con Van der Sar, Gary Neville e Stam; in mezzo al campo Beckham e in attacco Yorke. Il Real risponde con Casillas, Roberto Carlos, Salgado, Raul, e in attacco Karanka. Una partita tutt’altro che noiosa. Le speranze madridiste passano tutte dall’Old Trafford, il rinomato Teatro dei sogni. Il primo tempo termina con il Real in vantaggio grazie ad un’autorete di Keane. Il secondo tempo sale in cattedra Raul. Il 7 blanco legge il momento come un «campione consumato». Servito dalla destra da McManaman, inventa un sinistro a giro che infila Van Der Sar. È un gesto tecnico che ammutolisce l’Old Trafford. L’attaccante farà doppietta e il Real Madrid approderà alle semifinali di Champions League. Una qualificazione che segna uno dei capitoli più iconici della sua epopea europea.

Slovenia-Spagna 1-2 (18/06/2000)

18 giugno 2000. È la seconda giornata del campionato europeo che si svolge in Belgio ed Olanda. La Furia Roja inciampa con la Norvegia e perde 1-0. La Spagna si deve rifare con la Slovenia. Dopo appena quattro minuti di gioco la squadra di Camacho passa in vantaggio. Dal limite dell’area Salgado tenta il tiro, ma si infrange sul muro sloveno. A causa di un rimpallo la sfera giunge a Raul che cerca di gestire al meglio un pallone difficile. Ci riesce e scaraventa un sinistro terribile. La palla si infila all’incrocio dei pali ed il portiere non può fare nulla. È un’esecuzione fulminea, resa ancora più impressionante dalla difficoltà del gesto tecnico. Il 7 riaccende la luce spagnola, spenta dopo la falsa partenza con i norvegesi. Tra i goal di Raul, questo è fenomenale e già a 22 anni è diventato il simbolo della nuova generazione spagnola. Purtroppo l’Europeo terminerà ai quarti con la Francia. Una sconfitta amara, ma che conferma la qualità del giocatore e la sua aspirazione a diventare il leader tecnico della nazionale.

«El Siete», l’eredità di una leggenda

Raul non è stato soltanto un grande giocatore, ma è diventato un’icona incastonata nella squadra più prestigiosa e vincente del mondo. Con la fascia al braccio e il numero 7 sulle spalle ha scritto la storia, prima la sua e poi quella del Real Madrid. Colpisce pensare che un ragazzo cresciuto con il cuore colchonero potesse diventare il simbolo del club rivale. La vita, però, gli ha messo davanti un bivio e lui, senza esitazioni, ha scelto di prendere calamaio e pergamena per scrivere la sua historia. Ha bruciato le tappe e sollevato trofei. Persiste, nel tempo, l’immagine della fedeltà, una bandiera capace di attraversare le epoche. Un ragazzo che non ha solo giocato a calcio, ma ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del club e di questo sport. Questi sono i goal di Raul.

Fonte immagine: Depositphoto

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