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Eroica Fenice

La Tag: Film contiene 9 articoli

Nerd zone

Dune, Filippo Rossi racconta le origini della saga fantascientifica di Herbert

Dune, alla scoperta dell’imminente film basato sulla saga fantascientifica di Herbert grazie al saggio di Filippo Rossi Dune è il nuovo film kolossal di fantascienza diretto da Denis Villenueve (tratto dal romanzo dello scrittore statunitense Frank Herbert) che sarà presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il 3 settembre. Tra i protagonisti di questa nuova avventura dal sapore epico abbiamo Timothèe Chalamet, Zendaya, Rebecca Fergurson, Josh Brolin, Oscar Isaacs, Dave Bautista, Javier Bardem e Jason Momoa. Per poter approfondire e scoprire il mondo immaginario creato da Herbert, il saggista Filippo Rossi ha realizzato un volume: “Dune- Tra le sabbie del mito” pubblicato il 25 febbraio 2021 da Edizioni NPE. L’autore, dopo aver raccontato il mondo di Star Wars nei saggi “La Forza sia con voi – Storia, simboli e significati della saga di Star Wars” (2015, scritto con Paolo Gulisano), “Tutte le Guerre Stellari – La metafisica della Forza nella saga di Star Wars” (2020) e quello dedicato a Superman con “Super – Ottant’anni del primo supereroe: da Nembo Kid a Superman” (2018), ha deciso affascinare i nerd di oggi con questa epopea spaziale scritta da Herbert. Come prima domanda le volevo chiedere in che modo avesse conosciuto il ciclo di Dune dello scrittore americano Frank Herbert? Nel 1986 avevo quindici anni e aprivo per la prima volta il libro Dune di Frank Herbert. L’avevo ordinato sul vecchio catalogo di distribuzione postale Euroclub, al quale era abbonata mia madre, poiché attratto dalla copertina (tratta dal poster del film di David Lynch, datato 1984) e dal riassunto della trama. In quel grande romanzo del 1965, capostipite della saga fantascientifica omonima, il protagonista Paul Atreides ha la stessa età: quindici anni. Cosa che ovviamente mi coinvolse nel profondo. In un paio di anni ho completato la lettura dell’esalogia letteraria originale, condendola con la visione dello storico, controverso film di Lynch. Nel tempo le riletture e le condivisioni si sono moltiplicate. Il lavoro per le Edizioni NPE esce al compiersi esatto dei miei cinquant’anni. Quest’anno, in autunno, a un secolo dalla nascita di Herbert (classe 1920), uscirà il film kolossal del grande regista canadese Denis Villeneuve tratto proprio dal primo Dune. Essendo io un appassionato di cinema, si tratta della realizzazione del pluri-decennale sogno di un’opera cinematografica tratta dal mio libro più amato che sia ambiziosa, ma soprattutto fedele e rispettosa. In questo incredibile meccanismo di coincidenze, che ovviamente coincidenze non possono essere, ho dunque ho costruito un saggio molto vasto. L’idea alla base è l’omaggio tanto alle mie fantasie giovanili, quanto ai maestri che mi hanno aiutato a realizzarle, facendomi uomo. L’obiettivo è seguire le profetiche tracce tra le dune di Paul “Muad’Dib” Atreides e dei suoi figli, per comprendere l’ossessione e distinguere le visioni dai miraggi. Perché ha deciso di scrivere un saggio dedicato a questa saga fantascientifica ? Il primo romanzo di Herbert è considerato il best-seller della fantascienza, il libro più venduto e più popolare del genere. È molto importante perché la fanta-filosofia, alla base anche del boom cinematografico di […]

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Black Widow, la recensione del film Marvel con Scarlett Johansson

Black Widow, la recensione dell’ultimo film del MCU con Scarlett Johansson, quando il genere super-eroico incontra Mission Impossible In un momento di ripresa del settore cinematografico dopo una lunga chiusura, a causa della seconda ondata di Covid-19, ad aiutare il box-office italiano c’è l’ultimo film del Marvel Cinematic Universe. Si tratta di Black Widow, diretto da Cate Shortland, sceneggiato da Eric Person e Jac Shaeffer e basato sul personaggio creato da Stan Lee, Don Hack e Don Rico nel 1964. La pellicola, accolta in modo positivo dalla critica, sperimenta insieme alla classica formula dei Marvel Studios anche il modello di Mission Impossible e Jason Bourne, unendo il genere super-eroico allo spy-thriller. La trama di Black Widow, tra gli eventi di Captain America Civil War e Avengers Infinity War Dopo gli avvenimenti di Captain America: Civil War, Natasha Romanoff (alias Vedova Nera), è ricercata per essersi opposta al Trattato di Sokovia e per aver tradito Tony Stark per Steve Rogers. Durante la sua fuga, la femme fatale interpretata da Scarlett Johansson dovrà fare i conti col proprio passato. Rincontrerà la “sorella” Yelena Belova e i “finti genitori” Alexei/Red Guardian e Melina per un viaggio verso la “Stanza Rossa” per scoprire il proprio passato. I personaggi del film; Scarlett Johansson, Florence Pugh e David Harbour promossi Il primo merito va a Scarlet Johansson e alla sua performance nella quale riesce a bilanciare le sue ottime doti di recitazione con i combattimenti intrisi di arti marziali, confermandosi sia come attrice adatta per film d’autore (come Vicky, Cristina e Barcellona, A Marriage Story, The Prestige e Jojo Rabbit) ma anche per pellicole d’azione (la sua esperienza come Vedova Nera ma anche in film come Ghost in the Shell o Lucy di Besson). Altra piacevole sorpresa è il personaggio di Yelena interpretato dalla giovanissima Florence Plugh, che sa rubare la scena e confermarsi  come attrice polivalente (veniva dai successi di critica come Piccole Donne e Midsommar- Il villaggio dei dannati). David Harbour ci regala un simpatico personaggio che riesce a smorzare la tensione e strappare una risata al pubblico, e c’è la voglia di rivederlo di nuovo nel futuro del Marvel Cinematic Universe. Invece Rachel Weisz interpreta un personaggio molto particolare che a tratti può sembrare un nemico o un traditore ma in realtà aiuterà le nostre protagoniste nella loro missione. Per quanto riguarda i nemici della pellicola, anche Taskmaster ruba la scena alle protagoniste del film, grazie al suo silenzio e alle sue abilità da assassino dopo aver memorizzato i combattimenti di molti eroi come Hawkeye, Captain America e Black Panther. Unica nota dolente tra i personaggi è il cattivo di Ray Winstone: siamo lontani dal fascino di Loki di Tom Hiddleston, dal timore generato da Thanos interpretato da Brolin, dal vendicativo e megalomane Mysterio di Jake Ghyllenhaal e dal cattivo tormentato Erik Killmonger di Michael B. Jordan ma molto meglio di altri villain malriusciti come Malekith di Christopher Eccleston. Nonostante ciò, comunque riesce a trasmettere, con la sua prepotenza e arroganza, un sentimento di […]

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Cinema e Serie tv

Cinema epico è in crisi? In realtà la risposta giusta è no!

Cinema epico è in crisi? In realtà la risposta è un no ! La storia di un genere che ha raccontato le geste dell’umanità tra capolavori e flop Il cinema epico è in crisi? Questa è una domanda molto interessante per un genere che comprende, per la maggior parte dei casi, kolossal di Hollywood basati su avvenimenti storici, episodi mitologici o religiosi. Il cinema epico conobbe il suo massimo splendore tra gli Anni Cinquanta e Sessanta, con capolavori come “I dieci comandamenti “(1956), “Ben-Hur “(1959), “Spartacus “(1960),” Lawrence d’Arabia” (1962) e “Cleopatra” (1932). Adesso è davvero in stato di decadenza? Il cinema epico tra Mel Gibson e Ridley Scott, William Wallce contro Massimo Decimo Meridio Nel 1996 usci nelle sale “Braveheart- Cuore Impavido” di Mel Gibson dedicato alla storia di William Wallace, l’eroe nazionale della Scozia del XIII secolo che affrontò l’invasione inglese. In seguito al grande successo della pellicola, Gibson tornerà a recitare in un nuovo dramma storico, “Il Patriota” di Roland Emmerich ma gli esiti furono diversi. Il film ottenne un discreto successo. ma le recensioni furono principalmente negative a causa di una vicenda “maggiormente romanzata” che rifletteva solo il punto di vista degli indipendentisti raffigurando l’esercito inglese come totalmente malvagio. Nel frattempo, un altro film epico riuscì a riscuotere successo sia tra la critica cinematografia e il pubblico (nonostante il parere contrario di molti storici antichi). Si tratta del film “Il Gladiatore” di Ridley Scott con Russel Crowe e Joaquin Phoenix nei rispettivi panni di Massimo Decimo Meridio e dell’imperatore Commodo. Anche se vi sono diversi errori storici come la morte di Commodo nell’arena contro il protagonista oppure l’uccisione di Marco Aurelio per mano del figlio, la pellicola fu elogiata per la sua eleganza e per la capacità degli attori protagonisti di inscenare il dramma umano. Dopo il successo del Gladiatore, che incassò 465 milioni di dollari su un budget di 107 milioni (come riportato da Box Office Mojo), Scott tornò a cimentarsi col genere epico senza arrivare agli stessi risultati. E’ il caso delle pellicole “Le Crociate-Kingdom of Heaven” (2005) e “Robin Hood” (2010) che ottennero pochi consensi tra il pubblico e recensioni generalmente negative. Nel frattempo anche Mel Gibson tornò col genere epico, ma con un diverso approccio. Puntò su film a basso budget contro il modello kolossal di Scott. Così arrivarono nelle sale “La Passione di Cristo” (uscito nel 2004, costato 30 milioni ne incassò 612 milioni) e “Apocalypto”(2006, costato 15 milioni ne incassò 120 milioni), il primo racconta la vicenda della crocefissione di Gesù mentre il secondo si concentra sui Maya. Purtroppo Gibson dovette affrontare le accuse di razzismo per i questi due film, in particolar modo per la rappresentazione degli “Ebrei come assetati di potere” e i Maya come “un popolo selvaggio dedito a guerre e sacrifici”. I vari tentativi di Hollywood; il caso di Troy, Alexander, King Arthur e 300 Nel frattempo, anche altri registi di Hollywood provarono a cimentarsi nel genere preferendo il modello blockbuster con attori noti. E’ il […]

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Super-eroi: alla scoperta degli antenati degli odierni paladini della legge

Super-eroi, in occasione dell’uscita nelle sale di Black Widow e The Suicide Squad, alla scoperta dei primi paladini della giustizia Al momento i super-eroi dominano il mondo dei nerd. Nei prossimi giorni usciranno nelle sale i film Black Widow e The Suicide Squad mentre Netflix con le serie tv The Umbrella Accademy e Jupiter’s Legacy sfida Amazon Prime Video con The Boys e Invincible. In tutto questo, molti si pongono una domanda: da dove e quando nascono i supereroi? Chi sono i super-eori ? Quando hanno fatto la loro prima apparizione ? Il vocabolario Treccani propone come definizione di supereroe la seguente: “Personaggio immaginario, nato nell’ambito dei fumetti per ragazzi e poi trasferito nel cinema, dotato di forza muscolare, di capacità sensoriali e talvolta di capacità intellettuali straordinarie e sovrannaturali, che si assume il compito di proteggere l’umanità da catastrofi naturali o accidentali e […], di combattere pericolosi e astuti criminali, di fronte ai quali le regolari forze dell’ordine risultano impotenti” Se pensassimo a tutto il nostro bagaglio culturale, in tutte le epoche non sono mancati individui del genere. È il caso degli eroi dei miti greci come Ercole, Giasone e Ulisse oppure personaggi più antichi come Gilgamesh o quelli dell’età medievale tra cui re Artù, Rolando e Robin Hood. Nonostante ogni epoca avesse i suoi “super-eroi”, i più prossimi a quelli attuali comparvero solo all’inizio del secolo scorso. Tarzan e John Carter, i due super-eroi di Edgar R. Burroughs Edgar Rice Burroghs, scrittore americano e autore di molti romanzi fantastici e avventurosi, pubblicati a puntate su riviste (le famose pulp fiction), è, secondo molti, il padre dei moderni super-eroi. Nel 1912 comparve John Carter nelle pagine del romanzo “Sotto le lune di Marte” mentre due anni dopo nacque Tarzan delle scimmie. John Carter, ex-soldato dell’esercito confederato, viene teletrasportato sul pianeta Marte dove scopre che lo scontro tra due civiltà ha contribuito alla fine del pianeta. Qui, il nostro eroe, trovandosi in un’atmosfera diversa dalla nostra, sviluppa dei poteri come super-forza e capacità di compiere grandi salti. Diverso è il caso di Tarzan, alias John Clayton visconte di Greystoke III. Figlio di due superstiti di un ammutinamento, i coniugi Greystock non riuscirono a sopravvivere nella giungla, lasciando il proprio figlio nelle mani dei “mangani”, una specie di gorilla. Il bambino riesce ad adattarsi nella giungla, sviluppando una notevole forza e resistenza nonché abilità tattiche. Le due creazioni di Burroghs hanno contribuito alla nascita di Superman.Infatti il supereroe kryptoniano è stato abbandonato dai genitori originari, proprio come Tarzan, e su un pianeta alieno ha sviluppato i superpoteri come John Carter. McCulley e il primo super-eroe con identità segreta e costume, il caso di Zorro Nel 1919 nasce un altro personaggio molto apprezzato grazie a film e serie tv. Si tratta di Don Diego de la Vega, conosciuto col nome di Zorro e creato dallo sceneggiatore e scrittore Johnston McCulley. La sua prima apparizione è nel romanzo “La Maledizione di Capistrano”, anche esso pubblicato a puntate sulla rivista All-Story Weekley. Siamo nella […]

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Cinema e Serie tv

Onward e la magia di farsi trasportare in un nuovo mondo

Disney Pixar torna con un nuovo film d’animazione Onward, questa volta nei piccoli schermi delle nostre case, per scaldarci il cuore con una nuova storia. Onward: una strada tortuosa per protagonisti e registi Un po’ come il viaggio dei due fratelli, neanche quello dell’uscita di questo film è stato tutto rose e fiori. Programmato inizialmente per il 6 marzo 2020 e rinviato successivamente al 19 agosto 2020, a causa dell’emergenza Covid sbarca su Disney plus il 6 gennaio 2021, disponibile senza costi aggiuntivi per tutti i suoi utenti. Il 22° lungometraggio d’animazione Pixar scritto e diretto da Dan Scalon (il suo secondo lavoro dopo Monster University del 2013) Onward segue la storia dei fratelli Ian e Barley, due elfi cresciuti in un mondo fantasy una volta ricco di magia, e ora abbandonato alle comodità della tecnologia. I due ricevono, per il sedicesimo compleanno di Ian un bastone magico, che darà loro la possibilità di evocare il padre morto tanti anni prima di malattia, per passare un’ultima giornata con lui. Per realizzare il loro sogno però, i due eroi dovranno affrontare un viaggio nelle loro terre, alla ricerca della pietra magica che permetta di attivare la magia. Riusciranno i due a completare la loro avventura e a rincontrare il padre? Magia per grandi e piccini La storia di Ian e Barley, ispirata al passato del regista, ha cercato di raccontare, ripercorrendo gli stereotipi del tipico “viaggio dell’eroe”, l’accettazione del dolore dovuto a una perdita. E così quello che ai più piccoli altro non sembra un buffo cartone ricco di animali fantastici, come manticore ed unicorni, ai più grandi ricorda che il dolore non può essere un punto fisso e che è necessario andare avanti. Il simpatico elfo blu protagonista, coi suoi modi timidi ma realistici di interagire con i suoi coetanei, nel rapporto conflittuale con il fratello, che dalla morte del padre funge da figura di riferimento, propone un modello quasi rappresentativo dei nuovi adolescenti. Ian intraprende un viaggio alla ricerca di qualcosa di già perso, di memorie da costruire con un padre che non ha mai avuto l’opportunità di conoscere, in cerca di un’infanzia che gli è stata strappata via. Quasi si antepone alla sua figura il personaggio del fratello: appassionato di videogiochi e giochi di ruolo, sempre pronto a citare una serie fantascientifica, Barley sembra quasi portare su di sé il ricordo dell’adolescenza degli anni ottanta, facendo sentire a casa anche i più grandi. Lui, che conserva ancora qualche ricordo dell’infanzia passata col padre, intraprende il viaggio per cercare di farsi perdonare dagli errori che sente di aver commesso. Ma il passato non può essere cancellato e non c’è nient’altro da fare, se non guardare al futuro. Ancora censure in casa Disney Come già avvenuto precedentemente per la Bella e la bestia, anche questo film è stato censurato in diversi paesi a causa di una citazione da parte di un personaggio che strizza l’occhio all’LGBTQ+ community. Questa volta parliamo di un personaggio secondario, una poliziotta ciclope che in una […]

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Pieces of a Woman, il dolore dopo la tragedia

Pieces of a Woman è un film diretto da Kornél Mundruczó , presentato in concorso alla 77ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, durante la quale Vanessa Kirby è stata premiata con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. Il 12 settembre Netflix ne ha acquisito i diritti di distribuzione statunitensi e internazionali: il film ha avuto una distribuzione limitata nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 30 dicembre 2020, per poi venire pubblicato sulla piattaforma streaming a livello globale dal 7 gennaio 2021. La storia, diretta da Kornél Mundruczó con la sceneggiatura di Kata Wéber, sua ex partner, e s’ispira ad un’esperienza diretta della scrittrice. Con la firma di Martin Scorsese come produttore esecutivo, racconta un episodio che cambia per sempre il rapporto di Martha (Vanessa Kirby) e Sean (Shia LaBeouf). La trama di Piece of a woman La donna decide di partorire in casa ma la nascita della primogenita si trasforma in un incubo quando durante il travaglio la piccola perde la vita per mano di un’ostetrica confusa e agitata che verrà accusata di negligenza criminale. La vita della giovane coppia viene totalmente stravolta dal lutto, e il momento gioioso dell’ arrivo di una nuova vita, diviene un dramma. Inizia così un’odissea lunga un anno per Martha, che deve sopportare il suo dolore e al contempo gestire le difficili relazioni con il compagno e la dispotica madre che intenta una causa ai danni dell’ostetrica divenuta oggetto di pubblica denigrazione. Pieces of a Woman ha un’aria profondamente intima: è la storia di un dolore taciuto, che rimane inespresso nelle parole ma che viene percepito nelle sue molteplici sfumature, l’ elaborazione del lutto prende pieghe diverse a seconda dei personaggi. Ricercati toni di grigio fanno da sfondo alla vicenda dolorosa che si riflette in un’ ambiente esterno dominato dal disordine e dalla trascuratezza. Nelle sequenze scandite dal silenzio sono racchiusi i pensieri di una donna che impara a convivere con la sua perdita: Martha è la protagonista di una tragedia devastante. La scena iniziale è quella che si presta a un forte realismo e quando il film non è ancora a metà ci si domanda come la giovane donna possa andare avanti dopo quello che le è capitato. Sarà proprio lei a darci la risposta verso il finale, dopo averci tenuto a lungo a debita distanza. Senza fare eccessivi spoiler, Martha riesce ad affermarsi come persona di fronte all’anziana madre che, magari con buone intenzioni, cerca di fare quello che non può e non deve più fare, cioè decidere per la figlia, prendersi carico della sua vita e della sua sofferenza. Ella ci mostrerà a piccoli passi che è possibile giungere a quella luce in fondo al tunnel, attraversando il dolore e dandogli un volto ben riconoscibile. Nascita, morte e rinascita sono gli elementi di un ciclo vitale al quale non possiamo sottrarci. Fonte immagine: https://www.mymovies.it/film/2020/pieces-of-a-woman/

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Enola Holmes: nascosti nei misteri di Londra

Enola Holmes come nuovo detective: la chiave degli enigmi La nostra recensione del nuovo film prodotto da Netflix: Enola Holmes. Perchè scegliere proprio questo da un lungo catalogo? Profumo di legna bruciata e di carta consumata. Soffi di vento che attraversano una finestra; il brivido di un mondo sospeso tra fantasia e realtà dove ogni situazione sembra così vicina al possibile e così legata all’improbabile. È in questo sogno ad occhi aperti che Enola Holmes ci trascina quasi prendendoci per mano. Millie Bobby Brown, vestita dalla protagonista di questa misteriosa storia, si trasforma dalla timida bambina di Stanger Things all’entusiasta sorella minore del più importante investigatore di tutti i tempi: Sherlock Holmes. Ad accompagnarla nella sua interpretazione, un cast vario formato da attori tra i più conosciuti del cinema americano; tra questi spicca Helena Bonham Carter riconosciuta per il suo ruolo di Bellatrix Lestrange in Harry Potter, che questa volta veste gli intriganti panni della signora Holmes, il tassello scomparso di una storia da completare pezzo per pezzo; e poi una serie di attori alle primissime armi, tra i quali riconosciamo l’eccellente interpretazione di Louis Partridge, già visto di sfuggita nella terza stagione de ‘’I medici’’ e questa volta impegnato nei panni del Visconte Tewkesbury, un giovane conte in fuga dal suo futuro. La regia, curata da Harry Bradbeer, è dinamica, ricca di continui spunti e altalenante tra momenti comici -ma mai banali- e spunti interessanti, battute dirette al cuore di ogni spettatore senza lunghi giri di parole.  Enola Holmes: la scelta del proprio futuro La Londra grigia e misteriosa che ci viene mostrata, stereotipo sempre apprezzato del carattere vittoriano che si lega tipicamente ai film di Sherlock Holmes, risalta con un contrasto; la vivacità della vita di campagna in cui Enola ha vissuto fino ai sedici anni e dalla quale sarà trascinata via. L’improvviso cambio d’atmosfera dipinge lo sfondo del percorso di crescita che la protagonista è costretta ad affrontare. E così la sua intera infanzia in campagna, con la sola compagnia della madre e della cameriera è dipinta di un giallo opaco, ricordo di un passato strappatole via, mentre l’intero presente è posto su uno sfondo più blu e grigio. La storia di Enola si costruisce lungo il suo percorso e tocca i temi più vari, dalla crescita, al futuro, alla singolarità, sfiorando anche se in piccola parte il femminismo. Lascia grandi e piccoli riflettere sull’importanza di ogni scelta, di ogni azione, di ogni parola. Ed è proprio la scelta per la costruzione di questo film a renderlo coinvolgente e mai noioso. I personaggi sembrano costruirsi insieme alle loro storie man mano che la pellicola scorre, l’intera trama, un po’ come la vita della protagonista, si svolge in un presente accattivante dove anche il più piccolo dei dettagli può trasformarsi in un indizio da seguire. L’immagine è dunque quella di un film interattivo, dove attraverso le parole – e i giochi che si possono creare con queste- la protagonista darà sempre occasione di conversare con il quarto schermo, coinvolgendolo e sottolineando la consapevolezza della sua presenza.   Vi è l’impressione di seguire Enola, di camminarle dietro, di nascondersi, lottare e sbagliare con […]

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Film in streaming da vedere e Serie Tv da non perdere

Durante un periodo in cui è “scesa la notte” sul nostro mondo, devastato dalla pandemia del Covid19, non ci resta che dar sfogo alla fantasia e all’immaginazione. Molti utilizzano i libri, altri il disegno, e altri ancora preferiscono aiutarsi con il cinema. Ecco dunque la lista di cinque film in streaming attuali da vedere e cinque serie da non perdere: Film in Streaming 1. Glass  Un film diretto da M. Night Shyamalan, in cui diciannove anni dopo i fatti di Unbreakable, ritroviamo il vigilante David Dunn (Bruce Willis) che con l’aiuto del figlio Joseph (Spencer Treat Clark), ormai ragazzo, dà la caccia a Kevin Wendell Krumb (James McAvoy), pericoloso assassino affetto da disturbo dissociativo dell’identità, su cui ha preso il sopravvento la sovrumana personalità che lui stesso definisce “la Bestia”. David e Joseph si mettono sulle tracce di quattro cheerleader rapite dall’assassino e riescono a liberarle dopo che David e la Bestia si affrontano ricorrendo a tutta la loro forza. Vengono però entrambi catturati dalle autorità e rinchiusi nell’ospedale psichiatrico dove si trova anche l‘Uomo di vetro, Elijah Price (Samuel L. Jackson), vecchio nemico di Dunn. Price è un uomo dalle straordinarie abilità mentali, condannato però in un corpo fragilissimo, le cui ossa si spezzano quasi semplicemente toccandole. A capo del reparto della struttura, dove si curano pazienti convinti di avere superpoteri, è la dottoressa Ellie Staple (Sarah Paulson), il suo compito è quello di convincere i tre uomini che le abilità che sostengono di avere sono frutto della loro immaginazione, dimostrandogli come quello che sono capaci di fare non è poi così insolito o inspiegabile razionalmente. Nessuno si rende conto del piano di Elijah, che sta agendo astutamente nell’ombra, cercando di manipolare tutti per condurre gli eventi all’inevitabile scontro tra i due superuomini. L’Uomo di vetro infatti vede in Kevin e David l’opportunità per rivelare al mondo l’esistenza di uomini straordinari come loro. Per vedere il film clicca qui : Infinity 2. Joker  Arthur Fleck vive con l’anziana madre in un palazzone fatiscente e sbarca il lunario facendo pubblicità per la strada travestito da clown, in attesa di avere il giusto materiale per realizzare il desiderio di fare il comico. La sua vita, però, è una tragedia: ignorato, calpestato, bullizzato, preso in giro da da chiunque, ha sviluppato un tic nervoso che lo fa ridere a sproposito incontrollabilmente, rendendolo inquietante e allontanando ulteriormente da lui ogni possibile relazione sociale. Ma un giorno Arthur non ce la fa più e reagisce violentemente, pistola alla mano. Mentre la polizia di Gotham City dà la caccia al clown killer, la popolazione lo elegge a eroe metropolitano, simbolo della rivolta degli oppressi contro l’arroganza dei ricchi. Si presenta con una carta, il Fleck di Todd Phillips, ma non è una carta da gioco: è il documento di una malattia mentale, che lo rende un emarginato, un rifiuto della società, come ci dice la prima sequenza del film, sovrapponendo al suo volto la cronaca di una città allo sbando, sommersa dalla spazzatura fisica e metaforica. Il film del 2019 ha consacrato Joaquin Phoenix con un […]

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Let it snow: innamorarsi sotto la neve, un film targato Netflix

Basato sul romanzo young adult dal titolo omonimo uscito nel 2015 – in Italia è edito da Rizzoli – e scritto da Maureen Johnson, John Green e Lauren Myracle, Let it snow: innamorarsi sotto la neve è un film diretto dal regista Luke Snellin con un cast formato da giovani – per lo più famosi – attori e attrici americani, trasmesso a partire dall’8 novembre su Netflix. A Gracetown è la Vigilia di Natale e gli abitanti della città si apprestano a festeggiare questa ricorrenza, quando una tormenta di neve cambia i piani di alcuni dei suoi giovani abitanti. Keon (Jacob Batalon) programma di dare una festa a casa sua ma il ritorno dei genitori, ignari delle sue intenzioni, lo costringe a cercare un altro posto dove farla. Tobin (Mitchell Hope) cerca il momento giusto per dichiararsi all’amica d’infanzia Angie (Kiernan Shipka) della quale è innamorato da sempre ma che sembra essere presa dal bell’universitario JP (Matthew Noszka). Dorrie (Liv Hewson), impiegata presso il Waffle Town, si dichiara a una coetanea che, però, si comporta con lei in maniera ambigua. Addie (Odeya Rush), migliore amica di Dorrie, crede che il fidanzato Jeb (Mason Gooding) la tradisca ed è talmente presa dalle sue paranoie da rischiare di rompere il rapporto che la lega alla ragazza. Julie (Isabela Merced) è rimasta bloccata su un treno dove incontra Stuart (Shameik Moore), celebre pop star in incognito che si unirà a lei e alla sua famiglia per i festeggiamenti. Le storie – che troveranno un epilogo proprio nei locali del Waffle Town – saranno introdotte dalla voce narrante di un altro personaggio, la strana donna che guida il carroattrezzi ricoperta di alluminio (Joan Cusack), in quella che ha tutte le caratteristiche della commedia romantica natalizia. Let it snow: innamorarsi sotto la neve, tre storie d’amore tra imprevisti e risate Luke Snellin è riuscito, grazie a una trama leggera, eppure significativa, e a un cast variegato ma che ben si amalgama nell’insieme narrativo, ad anticipare l’arrivo dell’atmosfera natalizia sul grande schermo. Le tre storie d’amore – tra i due migliori amici, tra le due coetanee gay e tra i due sconosciuti – sono state rese nel film nella maniera più semplice e spontanea, seppure non manchino imprevisti e incomprensioni, e per questo più autentica possibile. I protagonisti – lo sono tutti a turno – sono ragazzi e ragazze alle prese con quelle problematiche che, nella realtà, si ritrovano in molte altre storie: una lunga amicizia che, a volte, per uno dei due o per entrambi, è qualcosa di più e potrebbe diventarlo ma, spesso per paura di perdere sia l’amico/a sia l’eventuale partner, non si esterna; l’ammettere di essere gay rischiando di non essere compresi e, magari, derisi e/o emarginati dagli altri; l’impossibilità di credere che un personaggio famoso possa essersi innamorato di una persona comune; tutte queste storie trovano riscontro nella vita vera. Ed è proprio questo il grande pregio di Let it snow: essere, a una prima impressione, la solita smielata commedia romantica […]

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