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La Tag: preservativo contiene 2 articoli

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Contraccezione d’emergenza: guida all’utilizzo

Alla contraccezione d’emergenza si ricorre dopo un rapporto a rischio (non protetto o non protetto adeguatamente), per evitare una gravidanza indesiderata. E’ un metodo ancora ignorato da tante donne italiane, visto che una gravidanza su 5 è, ancora oggi, indesiderata. Ma di cosa si tratta di preciso e in che modo va utilizzata? Innanzitutto, il termine “emergenza” indica l’occasionalità con cui ricorrere a questa forma contraccettiva, che non deve, dunque, sostituire un regolare metodo contraccettivo. Non va confusa con i metodi anti-concezionali, proprio perchè il medicinale non va assunto prima del rapporto sessuale. Il farmaco denominato comunemente “pillola del giorno” contiene l’ormone progestinico “lenonorgestrel” e agisce bloccando l’ovulazione oppure impedendo l’impianto di un ovulo già fecondato. Deve essere assunto preferibilmente entro 12 e non oltre 72 ore dal rapporto non protetto, con un’efficacia stimata intorno all’85%. Spesso, nei due giorni successivi all’assunzione, è possibile incorrere in diversi effetti collaterali, come nausea, vomito, diarrea, cefalea e vertigini. E’, dunque, necessaria la massima cautela. Insieme alla “pillola del giorno dopo”, fra la contraccezione d’emergenza, troviamo la “pillola dei 5 giorni dopo”, in commercio dal 2012. Anche in questo caso, la sua azione inibisce e ritarda l’ovulazione, bloccando di conseguenza la fecondazione. Tuttavia, ha un’efficacia maggiore (circa il 98%), che può aumentare a seconda della distanza che intercorre dal rapporto sessuale a la sua assunzione. Entrambe le “pillole” non proteggono dalla gravidanza qualora si verifichino altri rapporti a rischio durante lo stesso ciclo, e non proteggono da malattie sessualmente trasmesse. Inoltre, se il processo di impianto è già iniziato al momento dell’assunzione (anche se da poco tempo), il farmaco non è efficace. Per le donne di età pari o superiore a 18 anni, il medicinale non è soggetto a prescrizione medica, obbligatoria, invece, per le donne minorenni, e che può essere effettuata dal proprio medico di base, da un medico del consultorio, pronto soccorso, medico di guardia o ginecologi privati. Non bisogna essere accompagnati dai genitori o da una persone maggiorenne. Non trattandosi di farmaci abortivi, il farmacista o il medico obiettore di coscienza è obbligato per legge a rilasciare la ricetta o a vendere il farmaco. Da maggio del 2015, infatti, non è più obbligatorio presentare un test di gravidanza negativo per il rilascio. Infine, è possibile ricorrere allo IUD al rame, un contraccettivo d’emergenza costituito da un supporto in plastica che, avvolto da un filo di rame, viene inserito nell’utero. Gli ioni rilasciati dalla spirale impediscono la sopravvivenza degli spermatozoi all’interno dell’utero, causando unareazione infiammatoria nell’endometrio ed ostacolando l’annidamento di un ovulo fecondato. Rende, infatti, l’utero inadatto alla gravidanza, impedendo che l’ovulo, nel caso venga fecondato, possa impiantarsi e svilupparsi. La sua efficacia si aggira intorno al 99% e può essere applicato anche 4-5 giorni dopo il rapporto sessuale a rischio. Per ricorrere al dispositivo, occorre rivolgersi a un ginecoloco, che in genere sconsiglia l’utilizzo alle donne giovani o che non hanno ancora avuto gravidanze, sia perché l’inserimento è più doloroso, sia perché sono più frequenti crampi o dolori e, soprattutto, perché un’infiammazione/infezione […]

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Preservativo femminile: guida all’utilizzo

Preservativo femminile. Ne avete mai sentito parlare? Probabilmente no. Eppure, i profilattici (ovvero i dispositivi medici utilizzati durante i rapporti sessuali per prevenire una malattia sessualmente trasmissibile o per ridurre la probabilità che si generi una gravidanza) possono essere sia femminili che maschili. Il preservativo femminile rientra nella categoria dei cosiddetti “contraccettivi barriera” (non ormonali) ed è, in sostanza, una guaina trasparente che si inserisce nella vagina prima di un rapporto sessuale. Non va assolutamente confuso con il diaframma anticoncezionale, dal quale differisce sia per aspetto che per livello di protezione. La guaina, collegata a due anelli flessibili posti alle sue estremità, consente di raccogliere lo sperma e, in questo modo, di proteggersi da gravidanze indesiderate (perché viene evitato il contatto diretto tra lo spermatozoo e la cellula uovo) e di limitare la trasmissione di malattie veneree (come la gonorrea, la clamidia, la candidosi, l’AIDS, etc.). Proprio per questo, la LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids) lo ha promosso come metodo contraccettivo dedicandogli la giornata delle donne nel 2008. Ottenuta l’autorizzazione della Food And Drugs Administration, il preservativo femminile è stato commercializzato in Europa a partire dal 1993. Tuttavia, in Italia è considerato un metodo piuttosto innovativo, perché entrato nel mercato solo di recente (e senza troppo clamore). A differenza del nostro Paese, in cui il profilattico femminile, non è facilmente reperibile né presente nei consultori, in Brasile il governo lo distribuisce gratuitamente a tutte le donne che ne fanno richiesta e in Francia, su sollecitazione di moltissime associazioni, è stata lanciata una campagna specifica rendendolo disponibile a prezzi accessibili. Si tratta, senza dubbio, di un’opzione in più per le donne che vogliono gestire in prima persona la propria sessualità e la propria protezione. Il preservativo femminile è costituito da due anelli flessibili, collegati mediante una morbida membrana, sintetica o naturale, di lunghezza pari a 17 cm, paragonabile a quella del condom classico aperto indossato dall’uomo. A differenza di quest’ultimo, però, il profilattico femminile presenta una base più larga, in modo da consentire agilmente l’ingresso del pene all’interno della vagina. Durante le prime applicazioni, è possibile riscontrare difficoltà nel corretto posizionamento del preservativo femminile. Tuttavia, è importante sottolineare che non bisogna utilizzarlo insieme al condom maschile, né più di una volta e, ovviamente, è necessario gettarlo in caso di lacerazione, rottura o scadenza. Nessun metodo contraccettivo – sia meccanico, ormonale, impiantabile o naturale – garantisce una copertura totale da gravidanze indesiderate e da malattie sessualmente trasmesse. Tuttavia, il preservativo femminile offre una valida protezione, paragonabile a quella offerta dal preservativo maschile. Tra i vantaggi del preservativo femminile: – la possibilità di essere inserito in vagina anche prima del rapporto (fino a 8 ore) e il fatto che non richieda l’immediato ritiro del pene dopo l’eiaculazione (quindi non sarà necessario interrompere il rapporto per inserirlo); – una migliore trasmissione del calore rispetto al preservativo maschile, che rende le sensazioni legate al rapporto più naturali; – un costo relativamente basso (circa 6€ per 3 preservativi).

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