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Eroica Fenice

La Tag: racconti contiene 3 articoli

Libri

Ornella Esposito e la napoletanita dei racconti di “Aghi”

Aghi: dieci racconti di napoletanità firmati da Ornella Esposito Non c’è niente di più napoletano che stare ad ascoltare storie e racconti di fronte ad una “tazzulella di caffè”: è questo l’invito che si sente di ricevere da Ornella Esposito leggendo il suo libro d’esordio Aghi, pubblicato da Augh! Edizioni. Leggere Aghi è sorseggiare la napoletanità raccontata dalla scrittrice a sorsi ora amari, ora dolcissimi, tra due risate e qualche lacrima. Protagonista indiscussa di questo libro è la città di Napoli  che fa da filo rosso per tutte le storie raccontate, sempre colorate dall’inconfondibile dialetto partenopeo attraverso cui Ornella Esposito lascia i suoi personaggi liberi di respirare e svelarsi con purezza, anche quando la narrazione passa dalla prima alla terza persona. Il filtro linguistico è solo uno degli espedienti utilizzati in Aghi per permettere al lettore di percepire tutta la veracità dei napoletani che lo popolano. La lente con cui Ornella Esposito racconta fatti e personaggi sfaccetta ambienti (dalle più famose Piazza del Plebiscito e via Toledo, passando per i quartieri reconditi, fino a Nisida), ma soprattutto superstizioni, credenze e tradizioni: è ben radicato il culto di Faccia Gialla (San Gennaro) il suo quadretto è invetiabilmente in vista, tappezza le pareti di pizzerie e panifici affiancato da quello di Maradona, mentre in sottofondo la voce di Mario Merola invade San Gregorio Armeno e i suoi pastori moderni e mentre tutti hanno sentito dire che Donna Carmela, vedova rinchiusa in casa, pratica il malocchio. Sarà vero? Ornella Esposito ha dedicato il suo libro agli emarginati Dopo aver letto questa raccolta, che ruba solo qualche ora di lettura, capiamo perché nella dedica iniziale Ornella Esposito abbia voluto dedicare il suo libro agli “emarginati”: le storie contenute in Aghi sono storie di sofferenza e ribellione, di degrado e di violenza talvolta ai limiti del deplorevole, i suoi sono personaggi umili e semplici eppure immensi in quelle esprienze che hanno gentilmente confessato alla fantasia della scrittrice che le ha poi donate a noi lettori. Eppure la realtà – che è poi la fonte di ispirazione di una scrittrice napoletana che ama la sua terra e la sua gente – la quale vi si scorge in queste storie frutto di fantasia ci apre a un sentimento di compassione, nel senso etimologico del termine e cioè quello di condivisione di pathos: sorridiamo all’ilarità di certe situazioni, ma piangiamo anche col cuore che si irrigidisce di rabbia il secondo immediatamente successivo a quello in cui viene trafitto da tanti piccoli aghi di triste consapevolezza. Aghi ha quindi come protagonisti gli emarginati, quelli dimenticati o quelli che non si possono difendere: un quindicenne rinchiuso nel carcere di Nisida che continua a sognare, una bambina troppo piccola per subire certe meschinità di adulti, un travestito intrappolato nella vita di strada, storie minime che convergono in un grande affresco napoletano e universale, contemporaneo ed eterno. Dentro ognuno dei personaggi di Aghi, si attua una rivolta silenziosa che, al di là di ogni aspettativa, viene ascoltata: la prima a farlo è […]

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Libri

“Stanze”: l’antologia di racconti dell’Università Federico II di Napoli.

Pubblicata da Dante & Descartes con il contributo del Dipartimento di Studi Umanistici  Federico II di Napoli, Stanze è un’antologia di racconti nati all’interno del seminario Scritture in Transito, tra Letteratura e Cinema, un progetto guidato dalla professoressa Silvia Acocella, docente di Letteratura Moderna e contemporanea), e coordinato da Francesco Amoruso, scrittore e cantautore. Stanze, struttura della raccolta L’antologia si apre con una sorta di “lettera” a chi legge e che funge da prefazione, dove la professoressa Acocella rivolge al lettore le sue parole chiarifiche e sincere. Il suo scritto, che precede quello degli autori, rappresenta l’antipasto per le prelibate vivande letterarie che di lì a poco imbandiranno le pagine. In L’attesa del vuoto c’è una descrizione quasi macabra di eventi veloci. L’incarnazione di un male sconosciuto, sembra fare da sfondo a tutta la storia. È presente una disperazione umana e disumana e una trasfigurazione irreale dell’uomo. Diverse metafore si fanno spazio all’interno della narrazione: l’uomo che diventa animale, l’uomo che nasce animale, e l’uomo che decide di essere animale. La stanza delle necessità è uno di quei racconti piuttosto avvincenti. Infatti sono presenti diverse storie che sembrano intrecciarsi in un solo punto. L’amore, diverso per ogni esperienza umana, viene incarnato da ognuno dei  personaggi. Il professor Gionata rappresenta un amore contaminato dal pregiudizio. L’uomo, omosessuale, non riesce a vivere la sua natura e i suoi sentimenti in modo espansivo. Giulia, invece, darà voce all’amore impossibile, quello verso un uomo che non si può avere e proiettato verso altre mete. Giancarlo, infatti, l’uomo irraggiungibile, racconterà invece un tipo di amore definibile come illecito. Infatti egli continuerà ad amare un sogno, che alla fine si rivelerà essere solo un capriccio. Argomento de La stanza dell’ospite è invece la maternità. Il racconto non costituisce la spiegazione emozionale di una vita che sta per nascere, quanto piuttosto un diario di bordo di qualcosa che la protagonista non saprà spiegarsi. In più punti il racconto sembrerà dipingersi di note paranormali ricongiungendo, di fatto, la realtà circostante e alla donna e al proprio intricato mondo interno che solo chi mette alla luce un altro essere umano può spiegare. Il racconto è emozionante e rapido, nel suo apparire sotto forma di parole chiaroscure. Salva Illum è uno scritto enigmatico. Le parti latine forniscono al racconto una patina antica che non disturba. Ci saranno descrizioni di luoghi, eventi, oggetti e persone, in modo sublime. Fino alla fine il suo climax narrativo tiene il lettore incollato alle pagine. Stanze, il racconto che sembra dà il nome all’intera raccolta, è quasi una poesia. Il testo è caratterizzato da una musicalità affine alle canzoni. Le descrizioni leggere e fresche scivolano sulla lingua di chi legge in modo quasi cantilenante. Una boccata d’aria che lascia riprendere tempo alla lettura più sprezzante dei racconti successivi. Nel racconto La grotta si viene catapultati in una storia dai toni distopici. Il mondo dei tre protagonisti, scosso da eventi drammatici, sembra essere solo un ricordo di quello che conosciamo. All’interno di esso troveremo la disperazione dell’adattamento, […]

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Déjà vu, nuovi vecchi pezzi di letteratura

Nato dal contest #GradoRetelling, lanciato più di un anno fa dalla rivista culturale online Grado Zero, Déjà vu è una raccolta di 16 racconti liberamente ispirati ai grandi classici della letteratura mondiale. Déjà vu, che va ad impreziosire la collana Perkins della Alessandro Polidoro Editore, è il risultato di molteplici esperimenti letterari ad opera di giovani scrittori, esordienti e non, alle prese con storie e protagonisti da smontare e rimontare riportandoli alla dimensione temporale del presente. Perfettamente in linea con i principi ispiratori della rivista che lo ha lanciato, il contest #GradoRetelling si poneva l’obiettivo di dare nuova vita a storie e personaggi della letteratura mondiale trasportando le loro vicende ad un intervallo temporale compreso tra gli anni Novanta e il futuro prossimo. Recuperando una tecnica didattica moderna, la sfida è quella di scrivere un racconto che, partendo da un tema, un personaggio o un episodio di un qualsiasi classico della letteratura, proiettasse l’intera vicenda in una dimensione temporale completamente diversa dall’originale conservandone, comunque, i tratti essenziali che li rendono riconoscibili e riconducibili alla narrazione originale. Déjà Vu, classici del passato proiettati nel presente La trasposizione temporale della narrazione consente, ovviamente, di calare i personaggi e la loro storia in uno scenario completamente diverso, immaginando per loro nuove connotazioni caratteriali, nuove esigenze e mutate difficoltà. La ricomposizione della narrazione assume così i tratti distintivi della contemporaneità annullando la distanza temporale che ci divide da storie e personaggi e che, in molti casi, li rende difficili da contestualizzare e quindi da comprendere nella loro essenza. Il risultato di questa sfida trova nella raccolta Déjà vu la sua consacrazione restituendo alla letteratura nuovi mosaici composti dei suoi vecchi pezzi. In Déjà vu ritroviamo sedici nuove vecchie storie, sedici vecchi amici alle prese con un mondo completamente diverso da quello di cui sono figli. È un mondo in cui cambiano tutti i riferimenti dell’esistenza umana e gli oggetti della scena, mutano il linguaggio e i suoi simboli, nonchè le relazioni interpersonali e le emozioni dei protagonisti. Tutto si ricompone in una scena che è più simile a quella che abbiamo quotidianamente davanti agli occhi o comunque proiettata in un futuro che ci appare familiare. Déjà vu è, quindi, contemporaneamente un tuffo in un mare di ricordi e un nuovo viaggio, è un ripercorrere vecchie strade che ci riportano alla mente momenti in cui un volto e la sua storia ci hanno fatto compagnia, ma guardarci intorno con occhi nuovi scoprendo nuovi dettagli e nuove emozioni. La sfida lanciata da Grado Zero di avvicinare al presente storie e personaggi che possono sembrare distanti nel tempo e conseguentemente difficili da comprendere, è una nuova e meravigliosa forma di esplorazione della letteratura, un modo per farci innamorare o rinnamorare dei classici rendendoli quello che, in fondo, sono sempre stati: universali e atemporali. Rossella Siano Fonte immagine copertina: Ufficio stampa

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