Seguici e condividi:

Eroica Fenice

La Tag: stand up comedy contiene 27 articoli

Teatro

Free Jazz: al Kesté il nuovo spettacolo di Saverio Raimondo

Al Kestè Abbash sabato 7 dicembre è andata in scena un’altra imperdibile puntata della rassegna Stand Up Comedy Napoli Night con il comico romano Saverio Raimondo nel suo Free Jazz. Al Kestè Abbash sabato 7 dicembre è andata in scena un’altra imperdibile puntata della rassegna Stand Up Comedy Napoli Night che ha visto esibirsi il comico romano Saverio Raimondo nel suo Free Jazz. La rassegna, organizzata da Stand Up Comedy Napoli, è diventata ormai un appuntamento attesissimo nel panorama dell’intrattenimento satirico partenopeo che dal cuore artistico del Kestè fa sentire la sua eco ben oltre i confini cittadini. A rompere il ghiaccio e accompagnare per mano il pubblico verso un’esperienza di risate vis-à-vis e humor nudo e crudo, sale sul palco il comico Davide DDL, divenuto ormai un volto familiare nel panorama della stand up comedy in formato napoletano. Con schietta ironia e surreale innocenza, Davide racconta le vicissitudini che lo hanno portato ad assumere un nome d’arte così criptico. Un codice che in fondo cela solo le iniziali del suo nome e cognome, un’identità nascosta appena per schivare i suscettibili e gli irritabili. Quando ormai il pubblico si è messo comodo, l’atmosfera dell’Abbash si riscalda ancor più al suono squillante della voce di Saverio Raimondo. Il Satiro parlante irrompe sulla scena in tutta la sua dissacrante e dilagante ironia e scopre subito le carte, quello che sta per accadere non è uno spettacolo preconfezionato bensì un esperimento con cavie umane in cui tutto o quasi può accadere. Lo spettacolo che Raimondo preannuncia non seguirà un copione ma si nutrirà di spunti e idee a ruota libera, un free jazz di comicità senza filtro di cui il pubblico è allo stesso tempo vittima consenziente e carnefice complice. E come promesso Raimondo parla e spazia di idea in idea, saltellando irriverente tra piccole ansie e drammi quotidiani come tra più intime riflessioni, tutto ridimensionato nella chiave dell’ironia e amplificato nella dimensione del paradosso e del libero pensiero politicamente scorretto. Gli incontri importanti della sua carriera, la fobia degli aerei, la sessualità e il surrealismo della pornografia moderna sono piccoli pezzi di un mosaico di idee che lo spettatore vede piano piano comporsi davanti agli occhi, una miscela di disarmante creatività e impudica sincerità. La stand up comedy a Napoli è ormai una realtà che è entrata in maniera dirompente nella scena comica cittadina riadattando quello che è uno stile tipicamente americano di affrontare e confrontarsi con il pubblico alla dimensione quotidiana e spontanea della comicità partenopea. Ma dal cuore sacrale del Kestè e dalla vivacità delle sue sperimentazioni artistiche, la stand up comedy rifugge gli schemi e supera i limiti della territorialità collocandosi di diritto tra i riferimenti nazionali del genere. La sperimentazione continua e con essa anche la rassegna di Stand Up Comedy Napoli Night: prossima tappa il 15 dicembre. La banda al completo dei comedian napoletani si riunisce al solito posto. Vincenzo Comunale, Davide DDL, Flavio Verdino e Adriano Sacchettini vi aspettano dal palco del Kestè Abbash con un […]

... continua la lettura
Teatro

Stand Up Comedy Napoli Off al Nana

Stand Up Comedy Napoli Off! Arriva il format tutto napoletano di Stand Up Comedy in versione light nell’accogliente nuova costola del progetto, il Nana ai Quattro Palazzi. La comicità è targata Napoli in questo nuovo spettacolo di Stand Up Comedy con Vincenzo Comunale, Davide DDL, Flavio Verdino, Dylan Selina e, direttamente da Milano, Elisa Benedetta Marinoni, i nuovi talenti della comicità che sabato 23 novembre si sono esibiti senza peli sulla lingua dividendosi il palco con i loro monologhi. Questa volta si è tenuto al Nana- cucina artigiana e contadina, locale che nasce da una continua ricerca di combinazioni di gusto, dalla attenta rivisitazione della tradizionale cucina partenopea, capace di coccolare il palato in maniera elegante. Il posto giusto, insomma, dove poter vivere esperienze culinarie uniche, ricercate e extrasensoriali. Il primo a rompere il ghiaccio è il comedian napoletano Vincenzo Comunale con la sua simpatia disarmante, la naturale capacità di entrare in contatto diretto col pubblico unita alla preparazione artistica che lo caratterizza. Un monologhista comico che cerca di trasformare la sua passione in un vero e proprio mestiere. Il suo mito è Massimo Troisi, e si vede da come si muove. Nonostante qualcuno lo consideri ancora uno dei “talenti emergenti” della comicità all’italiana, in realtà Vincenzo ha già alle sue spalle una carriera di enfant prodige. Napoletano classe ’96 Vincenzo Comunale è tra i più giovani stand up comedian d’Italia. Fa ridere, intrattiene e prepara il pubblico, la parte più difficile di questo mestiere. Inizia a recitare fin da bambino, si cimenta in un’assidua frequentazione di accademie teatrali, laboratori di cabaret e ad esperienze teatrali e televisive (sia su reti locali che nazionali). Nel 2013 e 2014 vince, per due anni consecutivi, il “Premio Massimo Troisi” come miglior attore comico e nel 2014 arriva in finale al festival “BravoGrazie”, il più importante concorso di comici d’Italia. Nel 2016 vince la “Zelig Champions Lab”, il primo campionato comico tra i laboratori Zelig di tutta Italia, con la squadra del lab di Salerno. Nel 2016 corona il suo sogno con il suo esordio a “Zelig”, canale 5 in prima serata, nell’ultima edizione del programma: “Zelig Event”, presentata da Michelle Hunziker e Christian De Sica. Vincenzo Comunale, dopo aver scaldato il pubblico con gag acute ed esilarante lascia il palco ad altri giovani colleghi. Davide DDL padroneggia il palco con molta naturalezza, affronta temi di morte, sesso, discriminazioni di genere. Brillante è la gag sui metodi con cui si accoppiano gli animali, con una particolare attenzione ai panda. Sul palco non ha il flow di Vincenzo, ma parla senza tabù e peli sulla lingua, riuscendo a coinvolgere il pubblico eterogeneo del Nana. Flavio Verdino è il terzo a salire sul palco. Lui è forse quello con meno esperienza, affacciatisi appena un anno fa sulla scena. E un po’, si vede. Il monologo è interessante: parla della sua vita, del rapporto con i genitori e con la fidanzata. A volte “perde un po’ il pubblico”, che a tratti lo interrompe: piace quello che […]

... continua la lettura
Teatro

Filippo Giardina: la satira non parla di attualità | Intervista

Filippo Giardina torna sul palco con FORMICHE, il suo nuovo live completamente inedito. 24 le date già pubblicate per la prima parte del tour che riparte da Caserta e arriva fino al Teatro Brancaccio di Roma. Il tour è organizzato e promosso da The Comedy Club, la nuova casa della stand up comedy italiana dove convivono appassionati, comici e aspiranti tali. Questa giovane realtà è nata a Napoli con l’obiettivo di diffondere la comicità stand up in tutto il paese attraverso eventi live e produzioni video con i migliori comici d’Italia. Filippo Giardina, uno dei maggiori pionieri della stand up comedy italiana, ha deciso di affidarsi proprio a The Comedy Club per la promozione online di Lo ha già detto Gesù e per il tour del suo nono monologo satirico FORMICHE. Del nuovo spettacolo live, del precedente pubblicato su Youtube e di tante altre cose belle ne ho parlato al telefono con Filippo all’indomani del sold out di FORMICHE a Caserta. Intervista a Filippo Giardina Questa sera ti esibirai a Avellino con il tuo nuovo monologo Formiche, come è nato? Il processo di creazione è sempre lo stesso. Per un anno, mi prendo appunti perché devo risolvere l’idea “che cosa cavolo ho da dire?” e poi, una volta che ho sistemato tutte le cose che mi interesserebbe dire, inizia il lungo processo di scrittura che termina due o tre mesi dopo che ho debuttato con lo spettacolo. Quindi si aggiungono sette-otto mesi in più, per questo io faccio uno spettacolo ogni due anni. Formiche è uno spettacolo più politico rispetto agli altri ed è uno spettacolo di cui vado molto orgoglioso. È molto più satirico, ma non come quella satira che viene fatta in Italia, quella basata sullo sberleffo che io chiamo “Travagliate”. La vera satira dovrebbe parlare di temi e raramente di attualità politica. Anzi non dovrebbe mai parlare di attualità, l’attualità è il commento spicciolo e banale, da troppi anni la satira è stata appiattita e abbruttita sull’attualità. Di quali temi dovrebbe riappropriarsi? La satira dovrebbe riappropriarsi dei temi etici: la satira parla di etica, sempre. Ti mette di fronte a una cosa e ti chiede se sei d’accordo o meno su quella sulla quale stai ridendo. Non deve lanciare strali. Ti faccio un esempio. Vent’anni fa, prima di Internet, molti comici italiani se usciva la legge finanziaria se la studiavano e ti dicevano: «Guarda, ti dicono questo, ma in realtà è qualcos’altro». Questa cosa non aveva senso nemmeno prima, però, permetteva che lo ‘spettatore medio’, disinteressato alla politica, potesse venire a sapere qualcosa. Oggi, qualsiasi proposta politica dopo cinque minuti ha almeno quindici articoli che dicono tutti il contrario degli altri, perché c’è questa dittatura del presente: ogni giorno bisogna scrivere, ogni giorno bisogna commentare e giustamente le persone non capiscono più niente. Io credo che qualsiasi cittadino debba porsi dubbi etici. Se io dovessi andare a capire come si risolve il problema dell’Ilva, io, in qualità di comico, a che titolo ne parlo? Ma che ne […]

... continua la lettura
Teatro

Giorgio Montanini a Napoli, Come Britney Spears

Sabato 26 ottobre, Giorgio Montanini torna a Napoli, come previsto dalla rassegna nazionale The Comedy Club, la cui tappa più importante e cult è quella del Kestè. Ad aprire la serata è Davide Diddielle, laureatosi in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali per non deludere il bambino omonimo che sognava di non lavorare mai. La giovane voce comica, per nulla banale, prepara con cura il terreno a Giorgio Montanini fronteggiando un pubblico inizialmente distaccato. All’arrivo del re della Stand Up italiana, posso giurare di vedere il Kestè Abbash riempirsi di nuvole nere contornate da lampi e fulmini. Si alza persino il vento. Vorrei mettere in guardia gli inesperti in materia di Stand Up Comedy o magari trovare loro direttamente un riparo, fiutando l’odore dell’imminente temporale che affonderà le sue lame acuminate di pioggia nella nostra pelle. Ma i colori intorno a noi si fanno sempre più scuri e Giorgio Montanini annuncia il primo tuono con un sogghigno, seguito da un sorso di birra. Il palco ci consegna un Giorgio trascurato che difende, però, con le unghie e con i denti il suo peculiare portamento austero. Ha le labbra contratte, le sopracciglia accigliate e gli occhi della follia. Quella Follia che Erasmo da Rotterdam fa parlare così: “in me non c’è posto per il trucco, non fingo con la mia espressione qualcosa di diverso da ciò che si nasconde nel cuore.” Giorgio Montanini è arrabbiato. Fulmina la platea e il genere umano tutto, con uno sguardo nel primo caso, con una semplice mossa nel secondo. Giorgio Montanini mette in discussione l’antropocentrismo. Dalla notte dei tempi cerchiamo disperatamente la “giusta strada” dell’evoluzione, col miserabile risultato di trovarci in mezzo ad analfabeti funzionali e stupidi. Ci siamo convinti che il lavoro e la remunerazione siano i valori fondanti della nostra realizzazione, per poi regredire culturalmente e socialmente. Il bello è che la colpa non è degli stupidi. La colpa è dei buoni. Di chi diserta la battaglia, affidando la rappresentazione dei propri sani principi a una minorenne con la sindrome di Asperger. La nostra rivoluzione è pari a una flebile emissione puzzolente di gas intestinali proveniente dall’ano. L’ipocrisia e il politically correct ci annebbiano la vista e sono loro i primi veri nemici da stendere, perché non ci fanno vedere chiaro, ci illudono di poter cogliere il senso della vita in un’atleta paralimpica adolescente come Bebe Vio, quando il senso non c’è. Non siamo altro che esseri insulsi che tentano di sopravvivere in una terra che non fa per loro. Si pensi al neonato che nasce in inverno! Una volta partorito, va coperto, protetto, tutelato. Perché il territorio gli è ostile. Prendere consapevolezza del fatto che siamo in mano al nulla potrebbe essere l’occasione per vivere più tranquilli, la smetteremmo di essere la merce del nostro sistema capitalistico. Torneremmo ad essere umani. Accetteremmo di essere dei falliti. Perché l’uomo può perdere, può sbagliare, può cadere e può rialzarsi, sempre. Ecco perché “Come Britney Spears”, perché lei ha avuto il coraggio di rialzarsi. E invece […]

... continua la lettura
Teatro

FAKEminismo, il nuovo spettacolo di Daniele Fabbri | Recensione

L’ultima volta di Daniele Fabbri a Napoli risale a non molto tempo fa, allo scorso 27 Aprile, a quando, terminato il tour di Fascisti su Tinder, aveva portato al Kestè i suoi Nuovi Monologhi. Sabato 5 ottobre, il palco del Kestè Abbash lo ha di nuovo accolto, ospitandolo per il suo nuovo monologo FAKEminismo, inaugurando così la nuova stagione di stand up comedy del locale, giunta alla sua quinta edizione. FAKEminismo, il racconto della serata Ore 22:00, iniziano a scendere le prime persone nella saletta di Abbash che si riempie in poco tempo, sotto le note di grandi classici del rock come Wish you were here, Whiskey in the jar, Smoke on the water e Stairway to heaven. Ad aprire le danze di questa quinta stagione ci pensa Flavio Verdino, uno dei protagonisti principali dei tanti open mic al Kestè. Dopo aver scherzato sulla sua somiglianza con Umberto Smaila, inizia il suo monologo sulla rivalutazione della mediocrità. Una mediocrità come una serie di step da rispettare per combattere la tossicità delle aspettative sociali che portano le persone ad una lesionista gara per essere il migliore. Verdino è dissacrante, senza scrupoli, è a suo agio nel profanare tabù inviolabili come la morte. E lo fa mettendo in gioco se stesso, con sicurezza e forse anche con una sorta di piacere perverso. La sua esibizione è convincente, un’ottima prova per riscaldare gli animi del pubblico che accoglie con un’ovazione il principale protagonista della serata: Daniele Fabbri. Prima di iniziare il monologo, Fabbri chiede a una ragazza del pubblico di completargli il trucco sull’occhio destro e di farsi schiaffeggiare, un invito accettato con un po’ di ritrosia. FAKEminismo nasce dalla volontà del comedian di immedesimarsi, quanto più possibile, nel mondo femminile e, nel farlo, inizia facendosi carico di uno dei suoi simboli: il trucco. Come il precedente monologo, Fascisti su Tinder, la premessa è la stessa: l’emancipazione dal retaggio cattolico e dal patriarcato maschile. Qui, però, si sviluppano nuovi esiti e nuove riflessioni. Con sagacia demolisce, tassello dopo tassello, i vincoli insensati di una certa cultura cattolico-patriarcale che sono invisibili, ma che incombono sulle dinamiche sociali del nostro paese, soprattutto nei rapporti con l’altro sesso. Il femminismo che racconta è fatto di empatia e uguaglianza, non di isterica censura, non in una guerra a chi è più discriminato. Uno dei maggiori danni fatti dal patriarcato (raffigurato da Fabbri nell’immagine di tre vecchietti scorbutici e superdotati) non sta soltanto nel riduttivo ruolo assegnato alla donna, ma anche in quell’imperativo di rimuovere il dolore e di costante obbligo di mostrare la propria mascolinità che crea in tanti uomini ansie e angosce. Oltre ai momenti maieutici di riflessione, non mancano quelli più scanzonati. Piccole gag costruite con fervida immaginazione, dei piccoli bozzetti fumettistici (non è certo un caso). Anche con questo spettacolo, il comedian romano dimostra di essere uno dei migliori esponenti della stand up comedy italiana. La sua è una comicità fatta di quell’acume in grado di ribaltare un pregiudizio, che fa della risata uno […]

... continua la lettura
Teatro

Ho fatto bingo, lo spettacolo di Davide Marini al Kestè

Per la prima volta a Napoli, lo scorso giovedì il comedian e doppiatore YouTube romano Davide Marini si è esibito con il suo primo monologo da un’ora Ho fatto bingo al Kestè. Come ci aveva annunciato durante la nostra intervista, la speranza era quella di farsi «du’ risate». Aspettativa tutt’altro che disattesa, anzi, ampiamente superata. Ho fatto bingo, lo spettacolo Poco dopo le 22.00, i primi spettatori iniziano a scendere nella saletta sotterranea del Kestè Abbash. Marini è con Davide DDL (Davide Di Lorenzo), il secondo performer della serata. Hanno un po’ di ansia, quella fisiologica prima di ogni spettacolo. Tra gli interrogativi su quanti spettatori saranno presenti e i pareri sullo spettacolo di Louis C.K. a Milano, DDL manifesta il suo desiderio di individuare lo spettatore più sudato: uno spettatore sudato può sempre fare comodo durante uno spettacolo. Verso le 23.00, è proprio DDL a salire sul palco e ad aprire le danze. Il suo è un breve monologo sullo zoo di Napoli, occasione perfetta per presentare Davide Marini che, oltre all’attività di comedian, ha anche un canale YouTube dove doppia video buffi di animali. «Cercheremo di farci du’ risate», dopo essere salito sul palco, Davide Marini si presenta così, non nascondendo al pubblico una certa ansia e rammaricato dal non poter avere un po’ di “zinza” dal suo personaggio Mirko il koala. Ho fatto bingo è un monologo in cui Davide ripercorre le piccole “sfighe” della sua vita. Quelle avversità che per anni ha temuto di raccontare per la vergogna ma delle quali adesso ride con leggerezza. C’è spazio per tanti temi: le catene di Sant’Antonio della zia, il regime di terrore psicologico messo su dagli amici che volevano per forza farlo uscire di casa la sera (chi non ci è passato?), l’invadenza degli urologi, il rapporto contraddittorio e misterioso con la sessualità, la rottura di una storia d’amore di tre anni… Salta da un argomento all’altro in maniera lieve, sdrammatizzando su tutto ciò che per anni ha costituito un vergognoso peso. Il risultato è molto apprezzato anche dal pubblico, che non risparmia risate e applausi. Il fenomeno dell’anti-ciclone africano che si sviluppa – per motivi ignoti – nell’area circostante il palco lo fa sudare a dirotto. Ma Davide non si ferma e tira dritto con il suo monologo, mostrando anche notevoli doti da rumorista, degne di Larvell Jones di Scuola di Polizia. A tenere uniti i vari temi, la figura del bingo che diventa metafora della nostra esistenza. Il bingo è quel luogo impregnato da fumo di sigarette, dove orde agguerrite di persone si accalcano nella frenetica corsa al segnare sulle proprie cartelle i numeri chiamati a velocità supersonica. Tutti alla ricerca della cosiddetta botta di fortuna che non può certo cambiare le nostre vite, ma sicuramente costituire un momentaneo palliativo alle fatiche quotidiane: sempre che, dopo aver vinto, riusciate ad uscirci dal bingo. Per ogni persona che vince ce ne sono almeno un altro paio che imprecano, sconfitte con soltanto un numero mancante. Una ruota di […]

... continua la lettura
Teatro

Davide Marini, un inaspettato stand up comedian | Intervista

«Non sai mai quello che succede nel futuro», ci rivela Davide Marini. Romano, classe 1988, una laurea in architettura e adesso in giro per l’Italia come stand up comedian. Uno scenario che, fino a pochi anni fa, non avrebbe mai immaginato. Folgorato da alcuni video di Giorgio Montanini, Daniele Fabbri e Saverio Raimondo su YouTube, ha intrapreso questo viaggio circa 3 anni e mezzo fa. È stato proprio Saverio Raimondo, con un workshop, a far scattare nel comedian romano la scintilla definitiva della stand up comedy. Nel frattempo, ha lanciato anche un canale YouTube di buon successo, Davide Marini – Comedian , dove doppia in maniera ironica video buffi di animali. Ho fatto bingo è il primo monologo da un’ora di Davide Marini che, il 25 Luglio, si esibirà per la prima volta a Napoli, al Kestè. Lo scorso venerdì è stato ospite al Giffoni Film Festival dove, in occasione dell’anteprima del nuovo Men in Black, ha presentato un suo nuovo video doppiato. Durante il frenetico tran tran imposto dal festival cinematografico, siamo riusciti a contattare telefonicamente Davide Marini che ci ha parlato del suo spettacolo, dei suoi primi passi nel mondo della stand up comedy e di tanto altro ancora. Intervista a Davide Marini Inizierei subito chiedendoti perché sei al Giffoni Film Festival? Stai presentando il tuo spettacolo? No, questa volta non è per la stand up. Sto partecipando al Giffoni perché c’è l’anteprima del nuovo Men in Black e, siccome io nei video doppiati ho un personaggio di nome Lillo che è un carlino, mi hanno contattato perché nel film c’è un carlino di nome Frank e quindi mi hanno chiesto di fare un video in cui si univano i due mondi. Così l’altro ieri ho pubblicato un video in cui Lillo ha un colloquio per entrare nei Men in Black perché è raccomandato da Frank. A proposito dei tuoi video doppiati su Youtube, come hai iniziato? Ho iniziato nell’Ottobre 2017 per puro caso. Non era un progetto, né avevo mai pensato di fare questa cosa per diventare famoso. Era così: mi piaceva farlo e mi piace farlo. Ricordo che la comica Martina Catuzzi, che forse conosci non so, fece un video doppiato del Titanic. Mi sono detto: oh bella ‘sta cosa, mi fa ridere, voglio farla anch’io. E ho preso un video con una scimmia che attraversa un campo da golf. Durava sei secondi, ho fatto questo doppiaggio che sembrava che cercasse degli amici che cercavano parcheggio. A molti amici piaceva ma dopo un po’ ho visto molte persone che non conoscevo e che mettevano mi piace e condividevano. Così ho continuato a farli e piano piano si è espansa la cosa, senza che neanche me ne accorgessi. Di colpo è diventata una cosa che molti conoscevano, ancora adesso non riesco a capacitarmi di come abbiano questo successo. È iniziato prima il doppiaggio dei video oppure la stand up? La stand up. Sono circa 3 anni e mezzo che faccio stand up. All’inizio sono andato a tentativi […]

... continua la lettura
Teatro

Filippo Giardina chiude la stagione di Stand Up Comedy al Kestè

Sarà Filippo Giardina a chiudere la rassegna annuale di Stand Up Comedy del Kestè, domenica 9 giugno, salendo sul palco con il laboratorio di “Stand up Comedy Napoli”, nato a novembre 2018 e già diventato una realtà solida che sta scovando i migliori talenti partenopei da far esibire sul palco di Abbash, l’hub culturale del centro antico di Napoli, ormai punto di riferimento italiano per la Stand Up Comedy. Vincenzo De Luca Bossa insieme al fondatore del Kestè Fabrizio Caliendo e a Luciano Labrano ha dato vita a una stagione unica nelle viscere del Kestè, in quel luogo chiamato Abbash, per l’appunto,  che è un unicum per la produzione artistica, le mostre, la musica e la sperimentazione. Il nuovo hub culturale ha prodotto una stagione densa di ogni tipo di eventi. C’è stato spazio per la musica dal vivo, per il teatro, per le mostre, per i dibattiti culturali, per le presentazioni di libri e dischi, per la sperimentazione e tanto altro, ma su tutto lo spazio underground del centro storico di Napoli si è contraddistinto per essere divenuto la casa della Stand Up Comedy. Così il Kestè ha deciso di dedicare proprio alla Stand Up Comedy la chiusura di questa prima, importante e densa stagione artistica. «Nel momento che io mi stavo buttando dal decimo piano di un palazzo per suicidarmi, è passato un uccello, mi ha preso e mi ha riportato a terra.» È così che Filippo Giardina ci ha descritto il suo percorso comico. Prima di diventare cibo per vermi, Filippo avrebbe dovuto lasciare il segno, e ci è riuscito egregiamente, divenendo il padre fondatore della Stand Up Comedy in Italia. Il suo ultimo spettacolo “Lo ha già detto Gesù” ha attualmente superato le quaranta repliche toccando una trentina di città, registrando Sold Out, tra gli altri, al Teatro Sala Umberto di Roma, al Teatro Fontana di Milano, Teatro A L’avogaria di Venezia e al Teatro della Tosse di Genova. A giugno è in tour con lo spettacolo a Caserta, Bari, Trapani, Palermo, Milano, Brescia e Roma. Eroica Fenice ha avuto il piacere e l’onore di scambiare due chiacchiere con questo big della comicità italiana in occasione dell’appuntamento con la Stand Up Comedy di domenica 9 giugno. Il binomio Napoli/Stand Up Comedy “Toda joia… toda munnezza” a parte, quest’anno sono successe un sacco di cose belle a Napoli. Per la precisione, in un “posto magico”. È così che Filippo Giardina definisce il Kestè durante l’intervista. L’avventura nel mondo della Stand Up Comedy al Kestè inizia quattro anni fa, con le prime serate in sala San Gennaro, con Maurizio Capuano e il collettivo napoletano “Satirarum”. Negli anni, il Kestè si è impegnato a portare a Napoli quasi tutti gli artisti della scena nazionale, alcuni addirittura per la prima volta al Sud Italia. Il primo è stato Filippo Giardina, il fondatore di “Satiriasi”, con tutto il gruppo allora ancora unito. Proprio dopo un ennesimo spettacolo di Filippo Giardina organizzato dal Kestè al Maschio Angioino a luglio 2018, nasce il […]

... continua la lettura
Teatro

Carmine Del Grosso al Kestè. Una comedy tra amici

Si è esibito sabato 18 alla Stand Up Comedy del Kestè di Napoli il comedian beneventano Carmine Del Grosso. Il suo spettacolo intitolato #Solo si è presentato come una vera e propria chiacchierata tra amici. Confidenze e confronti sulla realtà quotidiana dei trentenni sono state messe a nudo su un palco intimo. Carmine Del Grosso, un uomo semplice e atipico del Sud Carmine sale sul palco intorno alla mezzanotte. Un orario insolito per lui, non abituato ad esibirsi così tardi. “Sono di Benevento, l’Isernia del Sud. Qualcuno ci è mai stato?”. Le sue prime parole denotano subito un tono colloquiale, dimesso, fraterno. Lo show si apre con riflessioni personali sul meteo che sta cambiando. “Ho rischiato davvero di non essere qui stasera a causa di una brutta influenza intestinale dovuta ai cambiamenti climatici. Quante stagioni ci sono in una settimana?”. Le considerazioni sul clima impazzito si soffermano sul personaggio di Greta, la piccola attivista svedese che allarma la società col problema del Global Warming. “Come fa una ragazza di 16 anni a parlare davanti ai politici? Noi italiani chi avremmo potuto mandare al Parlamento Europeo? Il ragazzino di ‘saluta Antonio?’”.  Da uomo del Sud trapiantato al Nord, Del Grosso ci racconta di quanto viaggi spesso scegliendo le soluzioni low cost. Ryan Air e Flixbus sono la sua prima scelta. “Una volta ho viaggiato su un Flixbus (che è la Ryan Air degli autobus) e l’autista era così umile da averci detto: vi ringrazio per avermi fatto viaggiare con voi”. Dalle incertezze degli spostamenti con i mezzi di trasporto, Del Grosso passa alla “follia dei social network” e all’influenza che questi assumono nella nostra società. “Avete notato quelle immagini condivise su Facebook dove la gente scrive ‘Amen’ per fare in modo che, ad esempio, un bambino africano non venga mutilato? Immagino il social media manager di Facebook che va in Africa e ferma un’esecuzione dicendo: Stop! Siamo arrivati a 1000 like!“. La vita del trentenne è davvero strana per Carmine: “Sia gli adulti che i bambini mi danno del Lei”. Racconta di avere mille paranoie, di andare la mattina presto in palestra insieme agli anziani e di divertirsi a stare la sera a casa guardando Un Giorno in Pretura alla televisione.  Ed è ancora più strano per lui essere del Sud ma vivere da astemio: “Quando devo chiedere ad una donna di uscire non so come fare dato che non bevo. Cosa le offro? Del cibo?”. Carmine e la sua vita da single al Nord “Perché una persona del Sud va a vivere al Nord? Parliamoci chiaramente. Lo fa solo per la carriera!”. Milano è per Del Grosso la città del marketing, dove tutto è in vendita, anche le cose più brutte. La gente non ha il tempo di innamorarsi  e lui non sa come relazionarsi in una città così frenetica. “Il mio coinquilino gay ha una vita sentimentale più felice della mia. Lo invidio!”. La ricerca del successo in una società competitiva porta, inevitabilmente, alla perdita dell’umiltà e della semplicità. “Posso […]

... continua la lettura
Teatro

Carmine Del Grosso, un comedian beneventano al Nord

Carmine Del Grosso si esibirà domani alle ore 22.00 alla Stand Up Comedy del Kestè di Napoli Carmine, oltre ad essere un comedian, è anche autore e speaker radiofonico. Il suo show #Solo, uno spettacolo tra amici si presenta, appunto, come una semplice “chiacchierata tra amici” in cui dialogare e confrontarsi sui problemi della nostra società. Vincitore del Premio Ottovolante nel 2012, Del Grosso fa parte della StandUp Comedy di Sky Italia. Lo abbiamo intervistato prima della performance. Ciao, Carmine. Ci parli di te e della tua comicità? Sono beneventano e vivo a Milano da 5 anni. Ho scoperto la comicità a Roma dove ho frequentato l’Accademia Teatrale e alcuni laboratori comici. Sono sia autore che attore comico. Ho collaborato come autore per la Rai e attualmente faccio parte del team della StandUp Comedy di Sky Italia. Sto girando l’Italia con lo spettacolo intitolato #Solo. La mia comicità si basa sulla visione della realtà attraverso gli occhi dissacranti di un trentenne. Molte delle cose che racconto sono autobiografiche e altre parlano del nostro rapporto coi social network. Sono un campano atipico. Il mio accento e il mio stile di vita non vengono riconosciuti come campani. Sono astemio e non mangio molti carboidrati.  Credi ci siano delle differenze tra la Comedy Americana e quella Italiana? Mi fa piacere rispondere a questa domanda, perché, di solito, mi viene chiesto soltanto se c’è differenza tra il cabaret e la comedy. Noi abbiamo una tradizione diversa da quella americana, parlo di usi e costumi, di modi di fare. Veniamo dalla Commedia dell’Arte. C’è soprattutto una linea generale che tutti i comici del Mondo seguono: salire sul palco con i panni di se stessi. I monologhi possono essere satirici, oppure analizzano semplicemente la realtà quotidiana. Questo è il clima che troviamo ovunque, cambia solo il metodo. La percezione dell’arrivo della comedy in Italia è stata distorta. Si pensava fosse una sorta di satira accelerata e quindi si è creata una frattura comunicativa. Solo grazie a Netflix, negli ultimi 5 anni, siamo arrivati ad un’espansione verso un pubblico di giovani ed è questo il vero successo della comedy italiana. I ragazzi prima non andavano più agli spettacoli dei comici. Pensi che le barriere tra la comicità del Nord  e quella del Sud Italia siano state superate? A me piace quando ci si prende in giro sulle proprie origini. Molto probabilmente ci sono ancora delle differenze tra Nord e Sud ed è giusto che ci siano, parlo di differenze culturali. La comicità si basa su un’alterazione della realtà. Quindi se io sono nato a Napoli e voglio prendere in giro una persona che è nata a Milano lo faccio. L’importante è che ci sia parità tra i due. Quando un milanese mi sfotte chiamandomi terrone, non me la prendo perché cerco di sfotterlo di conseguenza. Bisogna essere alla pari nella presa in giro, non deve esserci alcun scalino tra le due parti. Abbiamo invece superato l’idea che chi è nato al Sud abbia una marcia in meno. Puoi […]

... continua la lettura