Seguici e condividi:

Eroica Fenice

La Tag: vino contiene 2 articoli

Culturalmente

Vino e viticoltura nel mondo antico: dal simposio all’Enotria

Il consumo di vino, partecipe di molteplici funzioni tecnologiche, sociali ed ideologiche, frutto di un sapere che manipola la natura rendendola fruibile, è carico di valenze simboliche, dalle quali scaturiscono la ricca mitologia e l’alta ritualizzazione che lo hanno accompagnato lungo tutta la storia dell’Occidente, perdurando ancora oggi. Esso, agendo sul paesaggio con i suoi armoniosi filari, ha viaggiato nel corso dei millenni tra popoli e lingue diverse, in un’area estremamente vasta, dall’India al Mediterraneo, presso le località in cui si sviluppò l’innovazione della viticoltura. La coltivazione della vite dai Sumeri all’antica Grecia  Sui bassorilievi assiri con scene di banchetto sono rappresentati schiavi che attingono il vino da grandi crateri e lo servono ai commensali in coppe ricolme; nell’epopea di Gilgamesh, mitico re sumero, il vino – mediante la sua emblematizzazione in Siduri – è l’elemento femminile medianico senza il quale il sovrano non potrebbe effettuare la metamorfosi verso un’umanità nuova, creatrice di civiltà. La viticoltura, i cui albori vanno individuati nella regione del Caucaso, in Armenia e nel Turkestan, si diffuse attraverso gli altopiani iranici e il Mar Nero verso sud, nel Mediterraneo, dove ebbe larga diffusione in Egitto e nel vicino Oriente. Qui, la pratica della vinificazione divenne molto intensa e diffusa intorno al II millennio a.C., in modo particolare nel Delta del Nilo; alcune pitture tombali egizie attestano, infatti, il sistema di coltivazione “a pergola”, la pigiatura dell’uva, la fermentazione nelle anfore e perfino una rudimentale pratica di invecchiamento. Fu proprio questa bevanda resinata ad essere introdotto in Grecia, inizialmente nelle isole di Lesbo e Samo, nell’Egeo. Già l’Iliade parlava del vino di Pramno, il più antico tra i vini greci, prodotto nell’isola Icària, dall’unica vite che i Greci conoscevano come sacra; e sempre nell’Iliade, nella descrizione dello scudo di Achille, si dipinge una florida vigna a ceppo con sostegni a paletto. Anche l’Odissea ci fornisce un’interessante informazione storica: il primo “DOC” della storia enologica si chiamerebbe Ismàro, dall’omonima località dell’Egeo settentrionale. Il ciclo epico greco fissa, così, l’inizio del tempo dell’uomo: l’arte di navigare e l’arte della vinificazione. In Grecia, il consumo del vino era vissuto come rito collettivo, da svolgersi nello spazio del “simposio”, letteralmente “il bere insieme”, una forma di socialità con delle regole miranti alla precisa divisione del piacere, nel rispetto di determinate proporzioni nella miscelazione e nella quantità spettante a ciascuno: nel mondo antico, infatti, vi era consapevolezza dell’ambiguità insita nell’inebriante succo d’uva, in grado di appropriarsi della mente di chi lo avesse bevuto. In virtù di una simile importanza sociale e rituale, i Greci contribuirono enormemente alla viticoltura, sviluppando efficaci tecniche, in seguito introdotte anche presso le popolazioni con cui essi si relazionarono, contribuendo a rendere la vite parte integrante della cultura dei popoli del Mediterraneo. Dal simposio all’Enotria, “la terra del vino”  Attraverso i Greci ed i Fenici, l’arte della coltivazione della vite si estese dapprima in Italia meridionale e Sicilia, poi, per il tramite degli Etruschi, nelle regioni centro-settentrionali. Il vino è infatti, uno dei prodotti dell’antichità legato al […]

... continua la lettura
Food

Wine Lovers in quarantena, l’iniziativa di Wine and Thecity

In questo periodo di reclusione forzata è partito il progetto Wine Lovers in quarantena, lanciato da Wine&Thecity, l’impresa culturale che celebra l’ebbrezza creativa e la cultura del vino. L’obiettivo è quello di fare rete in questo periodo di grande isolamento domestico, di condividere (anche se solo virtualmente) esperienze e consigli enologici. Pertanto, dallo scorso 21 marzo, l’account Instagram wineandthecity_napoli si è arricchito di un nuovo contenuto multimediale. Condividere la cultura del vino Ogni giorno sul canale IGTV Instagram di Wine&Thecity vanno in onda brevi videomessaggi – della durata di uno o due minuti – che personaggi più o meno noti (influencer e giornalisti del settore, pizzaioli di fama e Stelle Michelin, produttori vitivinicoli e personaggi del mondo della cultura) hanno registrato da casa propria, nei quali raccontano cosa bevono in tempo di quarantena. Ciascun personaggio consiglia un vino da bere tra aneddoti, suggerimenti e riflessioni. In tanti hanno aderito all’iniziativa tra cui il pizzaiolo Gino Sorbillo, da sempre al fianco di Wine&Thecity, lo scrittore Maurizio De Giovanni, lo chef Stella Michelin Luciano Villani de La Locanda del Borgo di Aquapetra Resort, Roberto Di Meo, Presidente Assoenologi Campania e vignaiolo che, nella sua casa di Avellino, degusta un calice di Fiano di Avellino 2018 dell’azienda di famiglia. Ancora, lo chef Stella Michelin Domenico Candela del ristorante George del Grand Hotel Parker’s di Napoli, il collezionista e gallerista Peppe Morra che, sorseggiando l’aglianico dell’Antica Vigna di San Martino, racconta come coltivare la bellezza in questo periodo di quarantena; Fiorella Breglia di Cucino per amore che invita a brindare con le bollicine di Ca’ del Bosco. Tanti i contributi di giornalisti ed esperti del settore da tutta Italia: Antonio Paolini dalla sua casa in Abruzzo, Luciano Pignataro da Salerno, Licia Granello da Torino, Antonella Amodio, Santa Di Salvo da Napoli, Camilla Rocca dal Lago di Garda. Wine Lovers in quarantena: intervista a Donatella Bernabò Silorata Per saperne di più sull’iniziativa Wine Lovers in quarantena abbiamo rivolto qualche domanda a Donatella Bernabò Silorata, fondatrice di Wine&Thecity. Com’è nato il progetto “Wine Lovers in quarantena”? In modo del tutto casuale, parlando al telefono con un amico che mi raccontava di aver stappato un importante rosso toscano, una di quelle bottiglie da grandi occasioni. Mi descriveva il vino e ho pensato, «dai mandami un video messaggio che te lo pubblico come consiglio alla community di Wine&Thecity». Da qui l’idea di coinvolgere altri amici a raccontarsi e a raccontarci cosa stanno bevendo in questi giorni di quarantena. All’iniziativa hanno aderito in tanti, non solo personaggi del settore enogastronomico, ma anche del mondo della cultura. Sì, perché il vino è cultura, il vino è una passione trasversale. E anche perché, da sempre, attraverso Wine&theCity promuoviamo in maniera del tutto non convenzionale la cultura del vino, del bere bene. Sono orgogliosa e grata di aver ricevuto i contributi di Maurizio De Giovanni e di Peppe Morra ed altri ne arriveranno. Dal momento che siamo obbligati a stare a casa, come possiamo acquistare vino in questo periodo di quarantena? Tante […]

... continua la lettura