Andy e Norman: Gigi e Ross al Teatro Diana | Recensione

Andy e Norman: Gigi e Ross al Teatro Diana | Recensione

Gigi e Ross tornano in teatro con un nuovo spettacolo da non perdere!

Al Teatro Diana, dal 23 Marzo al 4 aprile, va in scena lo spettacolo teatrale “Andy e Norman”, la brillante e divertente commedia di Neil Simon reinterpretata da Gigi e Ross, il duo comico napoletano formato da Luigi Esposito e Rosario Morra che tutti sicuramente ricordano come storici conduttori del programma televisivo “Made in Sud”. Dopo una serie di grandi successi in radio, in   televisione e al cinema, Gigi e Ross tornano a teatro, dove si sono formati e dove è iniziata la loro carriera. E lo fanno cimentandosi in questa riscrittura dello spettacolo del drammaturgo e sceneggiatore statunitense che ebbe tanto successo a Broadway nel 1966. Con loro sul palco l’attrice Arianna Di Stefano, nel ruolo di Sophie. La regia è di Alessandro Benvenuti.

Andy e Norman: la recensione

La vicenda è ambientata da Simon nella San Francisco degli anni Sessanta. Andy e Norman sono due amici e coinquilini, scapoli e con una condizione economica e di vita precaria. I due sono anche colleghi: collaborano, infatti, alla scrittura di articoli per alcune riviste e soggetti porno. Andy si occupa della parte contabile e Norman è scrittore. Con quegli incarichi minori i due cercano di recuperare la cifra di denaro che serve per ripagare l’uomo che ha finanziato il loro grande progetto artistico: una commedia a cui manca soltanto il finale, mentre Andy cerca di rimandare il pagamento dell’affitto del loro appartamento uscendo con la loro padrona di casa. La loro amicizia di lunga data viene messa alla prova dall’arrivo improvviso di Sophie, la loro nuova vicina di casa, una ragazza americana di cui entrambi si innamorano. “Andy e Norman è una storia di amicizia fra due uomini prima, e poi fra i due uomini di prima e una donna all’improvviso… Ma è anche una storia d’amore in tempi simultanei degli stessi due uomini verso la medesima improvvisa donna”, scrive Benvenuti in una nota allo spettacolo.

“Andy e Norman” è uno spettacolo che regala al pubblico due ore di divertimento, leggerezza e spensieratezza. Le battute ironiche ed esilaranti, gli spassosi equivoci che si vengono a creare tra i tre personaggi ideati da Simon, la recitazione brillante e serrata costituiscono una combinazione vincente. Il tutto viene reso ancora più godibile dalla grande bravura artistica, dalla comicità e dalla complicità di Gigi e Ross. Al duo si integra molto bene Arianna Di Stefano, la quale dimostra padronanza della scena e grande capacità di calarsi nel ruolo della ragazza americana indipendente e determinata che si ritrova ad interagire con questi due amici stravaganti che incarnano l’essere frenetico, quasi nevrotico dell’uomo contemporaneo. Come suggerisce ancora Benvenuti nella sua nota: “Il genere comico è un ottimo modo di raccontare le nostre imperfezioni avendo sempre, e ben presente come scopo finale quello di regalare non tanto una soluzione o un’assoluzione (ma poi da che?) al pubblico, ma piuttosto regalare uno specchio elegante e lindo dentro al quale, se non guarirci, almeno sorvegliare le nostre febbricitanti, piccole, indifese anime”.

Con la mediazione delle risate generate dalle loro gag, infatti, la storia di Andy e Norman induce anche alla riflessione su due temi centrali e importanti nella vita di ogni essere umano: l’amore e l’amicizia, due forme di legame assoluto che gli individui stabiliscono tra loro, sentimenti che avvicinano e congiungono due anime affini e di cui si ragione da sempre, non solo nel teatro ma anche nel cinema, nell’arte, nella cultura in genere. Amore e amicizia possono sembrare due argomenti banali per i problemi che affliggono il mondo a noi contemporaneo. Eppure mai come ora si sente il bisogno di evocare questi due tipi di rapporto con l’altro: dopo due anni di pandemia, lunghi periodi di lockdown e isolamento domestico, in tutti noi c’è il desiderio di recuperare legami forti che solo un amico o una persona amata possono donarci, di colmare la mancanza delle persone a cui teniamo di più e da cui il virus ci ha tenuti lontani.

L’amicizia tra Andy e Norman si fonda sul loro essere inseparabili, sulla loro volontà di aiutarsi a vicenda, di stare insieme anche nei loro continui battibecchi. È come se l’uno non funzionasse senza l’altro. Uniti negli affari e nella vita pur con le loro differenze caratteriali: Andy è più razionale, più concreto come chi ha il ruolo di far quadrare i conti nel lavoro e nella vita di tutti i giorni. Cinico quanto basta, Andy ha il compito di tenere con i piedi per terra Norman, grande sognatore e irrimediabilmente innamorato di ogni bella ragazza che incontra, innamorato dell’amore potremmo dire. L’arrivo di Sophie nelle loro vite potrebbe sconvolgere gli equilibri della loro amicizia e con lei si introduce anche il tema dell’amore. Un sentimento che inizialmente nasce dai sensi, dalla visione della bellezza di un volto e di un corpo, dal profumo che l’oggetto del desiderio emana e che l’innamorato sente ovunque e insistentemente, per poi trasformarsi nel non voler stare lontano neppure per un secondo da lui o da lei. È quello che accade a Norman quando si innamora perdutamente di Sophie, un amore che diventa quasi un’ossessione che lo porta ad intrufolarsi di nascosto o con una scusa nell’appartamento di lei, a guardarla dalla finestra con il telescopio mentre scende dall’autobus, a seguirla addirittura dove lavora. Quando poi l’amore viene ricambiato, è li che accade la magia.

Un altro elemento che colpisce è la scelta del regista di introdurre un narratore esterno per presentarci i personaggi e le situazioni. Si tratta di Bessy, la voce dell’appartamento in cui vivono e lavorano i protagonisti e in cui si svolge l’intera azione scenica. Una casa con un cuore pulsante nel legno delle porte e degli arredi corrosi dalle tarme, che vive e partecipa alla storia con i suoi rumori, con i suoi tanti oggetti con cui gli attori interagiscono continuamente. Molto bello anche il discorso dei ringraziamenti finali a conclusione dello spettacolo da parte degli attori, i quali hanno ricordato come questo spettacolo sia uno dei tanti rimandati a causa del Covid-19 e che hanno invitato il pubblico a sostenere il mondo del teatro e dello spettacolo che è uno dei settori che ha sofferto di più in questi anni difficili. Insomma, “Andy e Norman” è uno spettacolo da vedere assolutamente!

Fonte immagine: Ufficio stampa Teatro Diana.

A proposito di Rosaria Cozzolino

Sono nata il 13 marzo 1998 a Pollena Trocchia (NA). Fin dall’infanzia ho sempre cercato nuovi modi per esprimere la mia creatività e il mondo delle arti mi ha sempre affascinata e attratta. Ho frequentato per quattordici anni la scuola di danza classica e contemporanea “Percorsi di Danza” di Angelo Parisi, per poi abbracciare un’altra mia grande passione, il teatro, entrando nell’ “Accademia Vesuviana del Teatro e del Cinema” di Gianni Sallustro. La letteratura e la cultura umanistica in tutte le sue sfaccettature sono da sempre il faro costante della mia vita e ho deciso di assecondare questa mia vocazione frequentando il liceo classico Vittorio Imbriani di Pomigliano D’Arco (NA). Nel 2017 mi sono iscritta alla facoltà di Lettere Moderne presso l’università Federico II (NA) e ho conseguito la laurea nel luglio 2021 con una tesi in Letterature Moderne Comparate. Al momento sono specializzanda in Filologia Moderna sempre presso la Federico II e continuo a coltivare tanti interessi: la lettura, il cinema, le serie tv, il teatro, l’arte ma anche i viaggi e la scoperta di posti nuovi. Credo fermamente che la cultura sia il nutrimento migliore per l’anima ed è quello che vorrei trasmettere con la scrittura.

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