Quadri di amore, dieci opere da conoscere

Quadri di amore

Una lista di dieci quadri di amore da conoscere, scelti tra le opere più famose (o meno) della storia dell’arte.

Da quando ha fatto la comparsa su questo pianeta, l’uomo ha celebrato l’amore.

O meglio: ha cantato, raccontato, messo in poesia e musica e, soprattutto, rappresentato questo sentimento travolgente, capace di assumere svariate forme.

E quale occasione migliore per parlare d’amore, se non la festa di San Valentino? E allora, mentre propinate alla vostra dolce metà l’ennesimo orso di peluche a grandezza d’uomo con annesso mazzo di fiori e cioccolatini di sottomarca oppure, qualora foste single, vi rinchiudete nella vostra “Sala Ovest” elogiando i vantaggi della solitudine, per poi circondarvi di ogni sorta di comfort food per colmare il vostro vuoto esistenziale, beccatevi questa lista di dieci quadri di amore che, siamo certi, strapperanno un’emozione anche al cuore più duro e insensibile.

Quadri di amore, dieci opere da conoscere

Il Bacio – Franceso Hayez

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Onnipresente in tutti i libri scolastici di storia, letteratura e arte e fonte di ispirazione per il marchio di una nota marca di cioccolatini Il Bacio, opera dipinta da Francesco Hayez nel 1859 e di cui esistono ben tre versioni, è l’emblema della forte passione amorosa.

Nella sala di un castello medievale una coppia di giovani amanti si baciano. Sono tanti i particolari che colpiscono: il vestito della ragazza, di un azzurro intenso, rapita dalla passione e il giovane, di cui notiamo due caratteristiche: il coltello che porta sotto il mantello e il piede che poggia sullo scalino a sinistra, a indicare che egli sta per andare via da quel luogo.

Francesco Hayez non ha lasciato nulla al caso: pittore emblematico del Romanticismo italiano, ha sempre nascosto nelle sue opere un significato politico. Il Bacio, in particolare, unisce il fascino per il passato con lo spirito patriottico che stava attraversando l’Italia, desiderosa di divenire una nazione e non più colonia di potenze straniere.

Ecco allora che questo quadro trascende dal significato sentimentale per divenire un manifesto, tramite un’accurata simbologia. Il giovane è un patriota costretto a partire per la guerra e i suoi abiti rossi, uniti all’azzurro di quello della ragazza e al bianco delle pareti, richiamano alla bandiera della Francia e all’alleanza tra Napoleone III e Cavour dello stesso anno, fondamentale per la seconda guerra d’indipendenza.  Invece, l’ombra che si staglia minacciosa sulla sinistra della scalinata sembra essere quella di una spia austriaca (riferimento agli Asburgo, nemici dell’Italia), in procinto di interrompere quello che è un vero e proprio bacio d’addio.

Il Convegno – Antonio Ambrogio Alciati

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Il nome di Antonio Ambrogio Alciati vi dirà poco. Nato a Vercelli nel 1887 si specializzò nella ritrattistica di figure femminili. Il Convegno, opera datata al 1918, non rientra in quella categoria perché rappresenta tutt’altro: l’appuntamento fugace tra due amanti (un convegno), divisi da un cancello.

Le mani dei due protagonisti non si sfiorano nemmeno, appoggiate alle sbarre. Ma il giovane riesce a rubare un bacio alla sua amata, vista soltanto da dietro con i capelli raccolti e il vestito arancione.

Le pennellate forti e corpose sembrano conferire al dipinto un’atmosfera da sogno. E se il bacio non fosse nient’altro che frutto della fantasia del giovane uomo? O è tutto vero?

Qualunque sia la risposta, non c’è ombra di dubbio che Il Convegno rappresenti una delle forme più rischiose, ma anche più affascinanti dell’amore: quella della voglia di abbandonarsi ad esso, senza paura delle conseguenze che porta.

Quadri di amore: Gli amanti – René Magritte

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Un uomo e una donna che si baciano. Fin qui tutto normale se non fosse che i loro volti e le loro teste sono coperte da un lenzuolo bianco, che sembra dividerle. Questa è la descrizione de Gli amanti, una delle più celebri opere del pittore surrealista René Magritte, di cui esistono due versioni.

Nella prima, conservata alla National Gallery of Australia, i due amanti hanno il volto rivolto verso gli spettatori, sullo sfondo di una pianura verde. La seconda, la più famosa, è conservata al MoMa di New York e, come scritto poc’anzi, mostra i due protagonisti che tentano di baciarsi ostacolati dal lenzuolo.

La prima cosa che viene in mente è l’aria enigmatica e conturbante che lo avvolge. Tra le varie chiavi di lettura ce ne è una che collega questo dipinto alla morte, come suggerisce l’abito da funerale indossato dall’uomo e il colore rosso del muro alla sinistra che richiama all’amore impossibile tra una persona viva e una defunta. In parole povere: l’uomo non sembra aver elaborato il proprio lutto, innamorato ancora della moglie morta.

Ma forse c’è un significato più profondo, complice anche il periodo particolare che oramai ci accompagna da due anni: quello dell’incomunicabilità e dell’impossibilità di poter esprimere le proprie emozioni, anche tramite un semplice bacio.

Paolo e Francesca da Rimini – Dante Gabriel Rossetti

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In questa carrellata di quadri di amore non potevano mancare loro, gli amanti per eccellenza che a scuola abbiamo adorato (e anche odiato, alcuni di noi): Paolo e Francesca, a cui il pittore preraffaellita Dante Gabriel Rossetti dedicò questo splendido trittico nel 1855.

La storia dei due protagonisti è nota: Dante Alighieri la racconta nel quinto canto dell’Inferno dove le loro anime, assieme a quelle dei lussuriosi, vengono sobbalzate da una forte bufera, così come forte fu la loro passione in vita.

Gabriel Rossetti ha bene in mente i momenti topici di questo canto, che riassume in tre scene: alla destra viene rappresentato il momento del bacio tra i due amanti, con il libro “galeotto” del loro amore proibito poggiato sulle  gambe di entrambi, illuminati dalla luce che proviene dall’enorme finestra circolare alle loro spalle… ed è come se il tempo, attorno a loro, si fosse fermato. La scena alla sinistra mostra Paolo e Francesca dannati, che volano abbracciati in mezzo a una pioggia di fuoco. A dividere lo spazio al centro ci sono Dante e Virgilio, che li osservano commossi e provati dalla loro vicenda.

Tra tutti i dipinti dedicati ai due amanti più celebri della letteratura italiana, questo è senz’altro uno dei più belli che siano mai stati dipinti.

Il Bacio – Gustav Klimt

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Chi non conosce Il Bacio di Gustav Klimt? Tra tutti i dipinti di amore, quello del pittore viennese è forse il più rappresentato su svariati gadget: tazze per la colazione, coperte, cuscini e chi ne ha più ne metta.

Dipinto tra il 1907 e il 1908, mostra un uomo e una donna abbracciati in uno spazio astratto: è difficile capire dove si trovino, anche se l’erba sotto ai loro piedi ci fa intuire che il luogo sia un prato. Ad avvolgere la coppia è un lungo lenzuolo dorato, così come è dorato lo sfondo.

Ma non sono solo questi gli unici dettagli da notare. Klimt rappresenta la coppia con caratteristiche distinte. L’uomo ha la pelle grigia e scura e porta sulla testa una corona di ghirlande, considerato un simbolo d’amore nel mondo classico. La donna ha invece la pelle chiara, i capelli e il corpo sono pieni di fiori mentre il viso è colto dall’estasi del momento, con tanto di guance rosse. Klimt riesce ad esprimere la forza unificatrice dell’amore, capace di incollare assieme due universi così distinti come quello maschile e quello femminile.

Amore e Dolore – Edvard Munch

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L’amore può assumere forme molto disturbanti. Lo sapeva benissimo l’autore de L’urlo, Edvard Munch, che tra il 1893 e il 1895 dipinse uno dei quadri meno romantici di sempre: Amore e Dolore.

Una donna abbraccia e bacia il proprio uomo sul collo ed è proprio su di lei che si rivolge la nostra attenzione. Quel bacio dato sul collo, unito ai lunghi capelli rossi come il sangue che si sparpagliano sulla schiena dell’amato, pallido come un cadavere, e al buio della scena ci fanno pensare che non ci troviamo davanti a una persona innamorata, ma a un mostro. Non a caso, questo dipinto è conosciuto con un altro nome: Vampire, “Il vampiro”.

La vita di Edvard Munch, pittore espressionista, è segnata da eventi luttuosi e drammatici. La madre muore quando era ancora bambino e, in seguito, perde la sorella a causa della tubercolosi a soli quindici anni. Anche questo quadro è legato a un evento drammatico: la relazione tossica con la modella Tulla Larsen, terminata nel 1902.

Il quadro diventa così emblema del carattere provato e tormentato del pittore norvegese, che nemmeno nell’amore riuscì a trovare una stabilità mentale ed emotiva. Anzi, vi trovò nient’altro che, come recita il suo titolo, soltanto “dolore”.

Quadri di amore: Sopra la città – Marc Chaghall

Quadri di amore

Marc Chagall è uno dei pittori più affascinanti di tutto il ‘900. Nato in Russia e di religione ebraica le sue opere, ispirate all’infanzia, sono piene di elementi fantastici e fiabeschi e trasmettono un messaggio di ottimismo, nonostante i problemi vissuti dalla sua famiglia. La comunità ebraica non era vista di buon occhio dallo zar e anche quando gli Chagall si trasferirono a Parigi dovettero fuggire nel 1940 in seguito all’occupazione nazista della città, stabilendosi negli Stati Uniti.

L’amore è una delle tematiche predominanti di questo grande artista, in particolare quello per la scrittrice Bella Rosenfeld che sposò nel 1915 e che divenne la musa di molti dipinti, come in Sopra la città del 1918. Il pittore ritrae sé stesso e la moglie abbracciati, mentre volano sopra la città di Vitebsk, situata in Bielorussia. La Rivoluzione russa c’è stata da poco e Chagall dipinge la città come la vedeva: divisa dalle recinzioni di legno, con i tetti delle case grigie e, in basso a destra, un uomo (forse un senzatetto) disteso, mentre dorme.

In questo contesto il volo di Bella e Chagall ha un messaggio potente: l’amore non deve mai mancare, anche quando la difficoltà e la miseria sembrano avere la meglio.

Diego nella mia mente – Frida Khalo

Fino ad ora abbiamo parlato di quadri di amore dipinti da uomini. Ma le pittrici non sono da meno e Frida Khalo, una delle più note al grande pubblico, ne è la dimostrazione. Oltre che dalla pittura, il grande amore dell’artista messicana era rappresentato da Diego Rivera, la cui storia fu molto travagliata e il cui divorzio fu alla base di uno suo autoritratto: Diego nella mia mente, del 1940.

Vestita con il tehuana, l’abito tradizionale messicano, Frida si ritrae con uno sguardo che vorrebbe essere indifferente, ma che in realtà non lo è: sulla sua fronte, infatti, compare il viso di Diego da cui si propagano delle radici che formano una sorta di ragnatela, come se Frida volesse tradurre in immagine la sua intenzione di non lasciare andare quell’uomo che, pur avendola tradita più e più volte, continua ad amare. A dimostrazione c’è anche la corona che lei porta sulla testa, costituita da fiori di buganvillea (una pianta molto diffusa in Messico) e di margherite, che richiamando al gioco del “m’ama, non m’ama” sottolineano ancora di più il tormento.

Quadri di amore nella street art

Heart – Keith Haring

Assieme a Jean-Miquel Basquiat, Keith Haring è stata una delle colonne portanti del graffitismo o street art. Raggiunse la notorietà negli anni ’80 dipingendo murales nella metropolitana di New York e le sue opere sono esposte nei maggiori musei di tutto il mondo. Fu un grande sostenitore delle lotte per i diritti dei gay e per la sensibilizzazione sull’AIDS, malattia da cui lui stesso era affetto e che se lo portò via a soli 31 anni, nel 1990.

Il marchio di fabbrica dell’artista statunitense sono ovviamente i famosi omini stilizzati: allegri, colorati e dal tratto fumettoso, che rendono le sue opere accattivanti. Nonostante lo stile semplice, Haring non rinuncia a trasmettere messaggi importanti e Heart ne è l’esempio perfetto. Su uno sfondo bianco troviamo due omini che danzano, sorreggendo un enorme cuore rosso pulsante.

Cosa rende unico questo disegno? Una cosa tanto semplice quanto geniale: gli omini di Haring non sono sessualmente identificabili. Sono uguali, non hanno qualcosa che li differenzia e ciò veicola perfettamente il messaggio del writer di Reading: l’amore non si classifica in base al sesso, alla razza, alla religione o a qualsivoglia costrutto sociale: il suo è un messaggio universale, che lega tante persone differenti in tutto il mondo.

Kissing Coppers – Bansky

Chiudiamo questa rassegna sui quadri di amore restando nell’ambito del graffitismo con il misterioso Bansky e un suo disegno comparso nel 2004 sul muro di un pub di Brighton e dal titolo emblematico: Kissing Coppers.

Come suggerisce il titolo, il disegno mostra due poliziotti dipinti in bianco e nero, che si scambiano un bacio. La scelta di Brighton come “cornice” del disegno non è casuale: la città inglese ospita una comunità LGBT ed è anche il centro di uno dei più importanti pride.

Ma l’opera è anche una presa in giro verso l’autorità e tutte quelle istituzioni in cui l’omosessualità viene soppressa, in questo caso le forze di polizia. Per la sua natura provocatoria l’opera fu vandalizzata e trasferita su tela e nel 2014 è stata battuta all’asta per 420.000 euro.

Immagine di copertina: Wikipedia

A proposito di Ciro Gianluigi Barbato

Classe 1991, diploma di liceo classico, laurea triennale in lettere moderne e magistrale in filologia moderna. Ha scritto per "Il Ritaglio" e "La Cooltura" e da cinque anni scrive per "Eroica". Ama la letteratura, il cinema, l'arte, la musica, il teatro, i fumetti e le serie tv in ogni loro forma, accademica e nerd/pop. Si dice che preferisca dire ciò che pensa con la scrittura in luogo della voce, ma non si hanno prove a riguardo.

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