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Eroica Fenice

ArsNova Napoli e Assurd, come zingari a bordo di una roulotte

ArsNova Napoli e Assurd, come zingari a bordo di una roulotte

Il 9 dicembre sono arrivati sul palco del Piccolo Bellini di Napoli due formazioni diverse coniugate dall’immortalità della musica popolare: gli ArsNova Napoli e Assurd. L’evento fa parte della rassegna BeQuiet concerti al Piccolo Bellini organizzato sotto la direzione artistica di Apogeo Records e dallo stesso collettivo BeQuiet di Giovanni Block. 

Protagonisti Gianluca Fusco (voce e chitarra), Antonino Anastasia (tamburi e percussioni), Marcello Squillante (voce e fisarmonica), Bruno Belardi (contrabbasso), Michelangelo Nusco (violino) e Vincenzo Racioppi (charango e mandolino) di ArsNova Napoli e Cristina Veltrone e Lorella Monti di Assurd, un progetto musicale nato negli anni Novanta.

Un evento dalla portata eccezionale, tanto che registra sold out a pochi giorni dalla messa in vendita dei biglietti. Si tratta della concretizzazione di un sogno, quello dei giovani polistrumentisti partenopei di suonare in concerto con chi, prima di loro, si è lasciato sedurre dalla cultura contadina, dalle sonorità mediterranee e dai ritmi passionali e impetuosi delle tammorre e dei tamburelli. 

Tra una tarantella campana e una pizzica pugliese, l’alchimia della serata viene alimentata dalla presenza di Alessandro De Carolis al flauto, Marcello Smigliante Gentile al mandolino e Davide Chimenti, l’autore che fa capolino sul palco per raccontare la storia de “La Catalana”, il brano che ha anticipato l’uscita dell’ultimo disco degli ArsNova Napoli, dal titolo E senza l’acqua la terra more (per l’etichetta Apogeo Records). La catalana  fu scritta da Davide una ventina di anni fa, durante un viaggio con gli storici Scetavajasse, tra la Svizzera e il Piemonte. Il fatto curioso è l’origine dell’impulso per la composizione del pezzo. Davide si lasciò ispirare dal ritmo di musiche tradizionali iberiche suonate da gitani che ascoltò da un vinile…trovato in un bidone della spazzatura a Ginevra.

ArsNova Napoli e Assurd, la fusione in una dimensione onirica

La voce calda e corposa di una delle due “scugnizze” di Assurd si alza sul palco:

«Stasera c’hann assittati…Ch’sufferenza!»

Ma l’entusiasmo dei musicisti non implode, tutt’altro. Scoppia e zampilla ovunque. Arriva fino in platea.
L’eccitazione è carica dei colori del Mediterraneo, dalle sfumature brillanti e sfaccettate, che sembrano colare dalla tavolozza di un pittore impressionista pronto a dipingere ogni volto e a trasformare ogni cosa. Così, il palco sfuma e le poltrone evaporano. Lasciano il posto alla strada – il palcoscenico naturale di ArsNova Napoli e Assurd- che si materializza sui frantumi del teatro ormai inesistente. Una riga bianca in mezzo alla via sfreccia insieme a noi che, nel frattempo, prendiamo le sembianze di zingari e veniamo catapultati a bordo di una roulotte insieme ai musicisti. Mare, monti, colline e distese di ulivi si dispiegano sullo sfondo dei nostri finestrini. Non abbiamo tappe obbligate, ci limitiamo a godere della purezza della strada e del dialetto locale che riecheggia a ogni fermata.

Sincronizziamo le nostre mani a ritmo di musica, e si viaggia.

Drogati dal mix esplosivo del sound made in Sud di ArsNova Napoli e Assurd, siamo tutti figli della terra, viaggiamo a bordo di una roulotte a una velocità incredibile e ci dirigiamo sempre più a sud, fino a che una “Serenata maledetta” ci riporta a teatro.

Segue uno scroscio di applausi.

Fonte immagine: https://www.facebook.com/events/394233594610345/

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