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Eroica Fenice

Birre e rivelazioni

Birre e Rivelazioni, questo giro lo offre il Bellini

Dal 27 gennaio al 5 febbraio, il palco del Piccolo Bellini ospiterà una produzione della Teatri Uniti, “Birre e Rivelazioni”.
Scritto, diretto e interpretato da Tony Laudadio, in scena con Andrea Renzi.

Birre, sì, ma rivelazioni?

Semplicità.
L’opera teatrale di Laudadio, dal punto di vista strutturale e registico, si può ridurre tutta in una  sola parola: semplicità.
Con accezione, se non fosse ovvio, assolutamente positiva, poiché, come i maestri ben sanno, la grandezza di qualcosa sta proprio nella sua naturalezza.

Nessuna elaborata scenografia attende lo spettatore al suo ingresso in sala, nessuno spettacolare o simbolico gioco di luci (d’altronde siamo in una birreria, che cosa ci si poteva aspettare?), nemmeno una grafica elaborata, posizionata al punto giusto.

Birre e rivelazioni: questo teatro è scarno nella forma, al fine di essere più abbondante nella sostanza

Saper muovere con la dovuta cura le fila in uno spettacolo così non è cosa facile, c’è da fare un atto di fede, lasciare ogni cosa in mano agli attori, impegnati ad essere tutto ciò che manca. Ogni cosa sta nella loro bravura, nella loro capacità di collaborare e non perdersi mai.

L’analisi sociologica della trama non è delle più originali, ma è molto affascinante. Viene accennata qua e là, in qualche battuta, ed è veramente interessante il modo in cui si pone davanti a certe questioni topiche. Non ci sono omosessuali in lacrime, nell’opera di Laudadio, né etero tutto d’un pezzo e invalicabili, ma solo uomini, con i loro limiti, i loro fantasmi e le loro paure.
Solo un neo, molto piccolo, macchia tutto ciò, ovvero la sensazione che manchi un tono in più, un leggero aumento di carico sull’argomento.

Ma nessuna tematica sembra essere lasciata fuori da questa lunga conversazione, divisa in tanti step, e anche l’aspetto etico e professionale del ruolo di educatore viene tirato in ballo. Quali siano i limiti, quali siano i giusti modelli non è risposta che è possibile trovare in questa opera, che lascia, ad ogni modo, gustose possibilità di riflessione.

“Birre e rivelazioni” di Laudadio è, sicuramente, un buon lavoro attoriale, perno su cui tutto ruota, ed è, nella sua natura scarna, uno dei motivi per cui vale la pena andare a teatro.