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Controvento, gli eroi eretici di Gennaro Esposito

Controvento

Con “Controvento – Quattro pezzi eretici” si chiude la rassegna Storie al Verde un progetto di Teatro TRAM e compagnia Teatro dell’Osso che ha coniugato la magia del teatro con l’incanto dei più iconici giardini di Napoli. Lo spettacolo inedito, scritto e diretto da Gennaro Esposito, è andato in scena il 27 e 28 Luglio all’Orto Botanico di Napoli, ospite dell’ormai consueta rassegna Brividi d’Estate organizzata da Il Pozzo e il Pendolo.

“Controvento”, attraverso la formula dei monologhi già sperimentata nelle precedenti storie della rassegna Storie al Verde, mette a nudo l’anima e le vicende di quattro personaggi che hanno rinunciato a tutto per inseguire il loro sogno di libertà e giustizia. Protagonisti di “Controvento” sono quattro anime perdute nella coraggiosa quanto disperata difesa di un ideale, quattro eroi ed eroine che hanno consacrato la loro vita alla scienza, alla libertà e all’affermazione di principi di uguaglianza ma che hanno visto i loro ideali infrangersi sotto i colpi del pregiudizio e dell’intolleranza.

La prima scena rivela la solitaria prigionia di una presunta Janara, interpretata da Angela Bertamino, che ignara del proprio destino rivolge le sue parole ad uno sconosciuto ospite. Il dialogo con il silenzioso interlocutore darà alla giovane la possibilità di ripercorrere la sua storia, rimettendo insieme i pezzi che l’hanno portata lontana dalla strada tracciata dalla tradizione e vicina alla sua vera e indomita natura. La scena si sposta all’interno dello studio di Giambattista Della Porta (Antonio D’Avino) dove il filosofo rimugina sul senso dell’estrema rinuncia a cui è stato costretto dalla Santa Inquisizione, cancellare con l’abiura tutto quello in cui ha creduto e a cui ha dedicato i suoi studi e la sua passione.

Ma andiamo avanti ancora di quasi due secoli per ritrovarci a spiare Eleonora Pimentel Fonseca (Federica Flibotto) alle prese con la stesura di un nuovo articolo in cui si interroga sul senso della parola libertà. La concitata e appassionata scrittura riporta a galla tutti i dubbi che attanagliano lo spirito di Eleonora, si dipana attraverso le sue parole il conflitto tra la convinzione della necessità di un nuovo mondo e di nuove forme di potere per ristabilire i principi di uguaglianza e fratellanza e il senso di disapprovazione verso la violenza e l’arbitrarietà che sembra dominare anche le scelte dei suoi alleati. E’ infine un giovane Giordano Bruno, interpretato da Giuseppe Di Gennaro, a chiudere il viaggio di “Controvento”; seppur ancora acerbi i dubbi e le sue curiosità scuotono l’animo del filosofo che rivolgendo direttamente a Dio le sue perplessità sembra già preannunciare il destino che lo attende.

Al culmine delle loro vicende, ad un passo dalla loro estrema ora o perduti ormai nell’oblio cui sono stati costretti dall’ordine costituito, i protagonisti di “Controvento” si rivelano in tutta la loro umanità condividendo con lo spettatore passioni e ideali che hanno guidato le loro azioni, ma anche delusioni e sconfitte che hanno spezzato i loro passi. Ma seppur vinti dalla storia che ha in riservo per tutti loro destini di solitudine e sofferenza, gli eroi eretici di “Controvento” conservano intatto il candore degli eroi puri che fermamente e ostinatamente custodiscono dentro di sé la fiamma della fede nei loro ideali.

 

Fonte immagine: Teatro Tram

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A proposito di Rossella Siano

Napoletana di nascita e per vocazione. Appassionata di letteratura e scrittura nonostante la scelta di una professione molto poco poetica. Provo ad aggiungere poesia attraverso la condivisione di pensieri ed emozioni in queste pagine.

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