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Eroica Fenice

Dragos Cristian, un comedian dal valore internazionale | Intervista

Si chiama Dragos Cristian e viene dalla Romania. Si esibirà domenica 14, alle ore 20.00, sul palco del Kestè di Napoli nel suo spettacolo Hungry Hungry Dragon. La serata al Kestè proseguirà, inoltre, con il Comedians Put On Tour, road trip di 5 comici in giro per l’Italia che verrà ripreso per realizzare una docu-serie targata Spaghetti Comedy Lounge. Il cast del “put on tour” è composto da Emanuele Pantano, Elisa Benedetta Marinoni, Pippo Ricciardi, Gabriele Antinori e Antonio Piazza.

Dragos è un cittadino del mondo, il suo scopo è unire le diverse culture europee attraverso la sua arte. Ha iniziato ad esibirsi con la stand up comedy nella fervente città di Singapore e si è spostato dal continente asiatico fino all’Inghilterra, la Germania e gli Stati Uniti. Ora Dragos Cristian arriva a Napoli, dopo essersi esibito anche a Milano, per presentarci il suo originale stile ironico. “Un patto con il mondo”, è così che definisce la sua commedia. Lo abbiamo intervistato prima dello show.

Intervista a Dragos Cristian

Quali sono i messaggi della tua comicità?

Voglio rendere la mia comicità educativa. Vengo dalla Romania e per questo, nei paesi in cui mi sono esibito, ho incontrato alcune barriere culturali riguardo la mia terra. Questa situazione è accaduta, per esempio, in Asia. Ecco perché nel mio show parlo della religione e delle tradizioni della Romania. Racconto anche di mia madre e di come affronta il fatto che sono sempre lontano da casa. 

Hai appena detto che hai dovuto affrontare delle barriere culturali durante il tuo spettacolo. Come le hai superate?

 Quando ho iniziato ad esibirmi, ho un avuto un po’ di problemi di comunicazione con il pubblico. La gente ha molti stereotipi riguardo alla Romania. Alcune volte mi sono imbattuto in fraintendimenti in merito alla tecnologia in Giappone. Generalmente posso dire che ci sono diverse differenze tra l’Est e l’Ovest dell’Europa. E gli Europei dell’Ovest pensano male degli Europei dell’Est. Di solito provo a trasformare la situazione in una “mentalità aperta” e ascolto prima di parlare troppo. Ora posso dire di aver oltrepassato la mia opinione e i miei punti di vista.

Perché hai scelto l’arte della Stand Up Comedy?

Ho iniziato ad esibirmi a Singapore e ci sono praticamente finito dentro. Mi trovavo con un mio amico in questa internazionale città asiatica e ho scoperto che mi piaceva fare la Stand Up Comedy. Ma se l’inglese non è proprio la tua prima lingua puoi incontrare il disappunto del pubblico. Così mi sono esercitato più e più volte fino a quando la gente ha iniziato a ridere.

Se dovessi descrivere l’Est Europa in poche parole, cosa diresti?

La gente ha ancora una mentalità conservativa ma questa sta diventando sempre più aperta. 

Quale può essere l’importanza della comicità oggi nel mondo? Te lo sto chiedendo perché stai provando a relazionare le culture con il tuo show.

Penso che i popoli europei non si conoscano bene tra loro e che la comicità possa davvero farli incontrare. Dobbiamo essere più ricettivi e con una mentalità aperta. Per esempio, ora, negli Stati Uniti ci sono un sacco di comici arabi che stanno andando alla grande e gli americani li hanno accettati perché hanno capito che non sono differenti da loro. Con un semplice show puoi insegnare la cultura alle persone. 

Cosa ti aspetti dallo spettacolo di Napoli?

Sono un po’ curioso. A Milano ho visto che la gente capisce l’inglese ma non è davvero abituata a parlarlo. Gli italiani non hanno la possibilità di esercitarsi nella lingua inglese e la imparano da soli dalla tv e da internet. Non so cosa accadrà. Sono pronto ad assumermi qualche rischio.  

 

*L’intervista è stata realizzata in inglese tradotta in italiano da Maria Balsamo.

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