Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Ennio Coltorti

Ennio Coltorti ne Il sogno di Nietzsche al Piccolo Bellini

Il 12 ottobre, il Teatro Piccolo Bellini di Napoli ha spalancato le sue porte a Eroica Fenice, per introdurla nelle vie tortuose della mente tanto controversa quanto affascinante di Nietzsche, inerpicatesi neIl sogno di Nietzsche, lo spettacolo di Maricla Boggio, con la regia di Ennio Coltorti, in scena insieme a Adriana Ortolani e Jesus Emiliano Coltorti.

Il sogno di Nietzsche è uno spettacolo che ti droga. Ti lascia sniffare un’atmosfera onirica contenente le visioni allucinatorie di Friedrich Wilhelm Nietzsche, intento a rivivere alcuni dei momenti che hanno segnato la sua gioventù. L’aroma della musica classicheggiante che aleggia nell’aria annebbia la vista e fa battere forte il cuore, fino a farlo esplodere in un irrefrenabile impulso alla vita.
Il sogno di Nietzsche mostra il teorico dell’eterno ritorno, incarnatosi in Ennio Coltorti, estremamente simile a lui, attraverso una lente d’ingrandimento che vede il filosofo amare, soffrire e reagire.

Ennio Coltorti e Il sogno di Nietzsche: Lou Salomé come figura centrale

Lou Salomé, interpretata da Adriana Ortolani, è una donna bellissima, dotta, indomabile, piena di fascino, spregiudicata, anticonformista, distruttiva, quasi demoniaca. Una donna capace di legami appassionati, che sceglie di vivere l’amore fino in fondo, dotandolo di slancio intellettuale oltre che fisico, una donna che seduce e abbandona gli uomini perché l’amore rischia di diventare esigenza di possesso e smania di approvazione. Una donna brillante e dall’intelligenza rara, che scardina i luoghi comuni dell’Ottocento. Una donna promotrice precoce del concetto di libertà individuale come vero scopo della vita. Un vero uragano di vita.

L’intesa tra Nietzsche e Salomé è perfetta, ma Lou è una farfalla che non si lascia mai catturare e quando il sole tramonta se lo lascia alle spalle volando più forte, arrivando a toccare il cielo con le ali. Con la sua spassionata libertà, la sua bellezza semplice, ma magnetica, Lou porta scompiglio in Europa infrangendo i cuori di uomini eccezionali, tra cui Nietzsche.
Lou intende realizzarsi esclusivamente attraverso lo studio. Approda a Roma, dove conosce il filosofo tedesco Paul Rée (Jesus Emiliano Coltorti), il quale si invaghisce di lei che, però, ricambia l’attrazione solo a livello intellettuale proponendogli, perciò, un sodalizio culturale. Rée parla a Nietzsche di questa donna straordinaria e lo invita a conoscerla.
Lou propone ai due filosofi una sorta di collaborazione paritaria dedita allo studio non sbilanciata da rapporti sessuali. Si viene a delineare, così, un triangolo, una sorta di “Trinità” intellettuale che, noncurante della mentalità ottocentesca, decide di andare a convivere. Anche Nietzsche non sarà immune al fascino di Lou e perderà la testa, così Il sogno di Nietzsche ci restituisce un’immagine intima e quasi tenera del filosofo.

Nietzsche, filosofo solitario, frainteso sia al suo tempo che dopo, è celebre per la radicalità delle sue tesi. La sua opera, troppo spesso ridotta a slogan fascistoidi e mero “paraculismo” per condotte amorali, è in realtà frutto di un pensiero che ruota tutto intorno all’amore per gli uomini. Un amore duro e tirannico, che si presta a interpretazioni fuorvianti e aberranti, ma un sentimento puro e veramente sensibile.

Nietzsche ha amato profondamente gli uomini: la sua quotidianità, le persone che l’hanno caratterizzata e il suo pensiero lo dimostrano. Ha amato in modo viscerale, senza mai abbandonare la sua utopia di far dell’uomo (piccolo, meschino e opportunista) un Superuomo.

In un delirio crescente, tra creatività e follia, Nietzsche finisce per immedesimarsi nell’umanità tutta, dichiarando di sentirsi incarnare infiniti personaggi: re, imperatori, il principe Umberto e perfino l’”Anticristo” nella cui figura, in decisa contraddizione con se stesso, riconosce e ammira il Cristo sulla croce, perché mette davvero in atto l’amore.

L’amara confessione di Lou, infine, si scaglia come una saetta nel buio de Il sogno di Nietzsche. La luce arriva prima del suono ed è possibile immaginare il cielo ricoperto di nuvole cariche di pioggia. Nell’aria quasi si sente il profumo dell’arrivo del temporale. Le sue parole rimbombano: «Il mio progetto è fallito, nessuno vede nella donna un’amica, ma soltanto una moglie e un’amante».

L’interpretazione degli attori è magistrale. Impeccabile è la gestione delle luci in scena, attenta è la cura dei costumi che riproducono il contesto dell’epoca e oculata è la scelta delle musiche.

Lo spettacolo sarà in scena al Piccolo Bellini fino al 20 ottobre.

Immagine: Ufficio stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *