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Ezio Mauro in Berlino, Cronache del Muro al Teatro Nuovo

Ezio Mauro

Giovedì 21 novembre 2019, alle ore 21.00, il Teatro Nuovo di Napoli s’impolvera sotto i colpi dei picconi che hanno cambiato la storia di un Paese, rievocati nello spettacolo “Berlino. Cronache del Muro” da Ezio Mauro, giornalista e scrittore, ex direttore della Stampa e della Repubblica.
Lo spettacolo si apre sul giorno 13 agosto 1961, quando i cittadini di Berlino si svegliano in una città divisa in due da una cortina di ferro, e si dissolve nella notte del 9 novembre 1989, nel momento in cui la comunità si riunisce dopo l’abbattimento del muro e arriva sulle sue macerie Mstislav Rostropovich a creare, col suo violoncello, la colonna sonora dei muri che cadono.
Ezio Mauro ripercorre tutte le fasi della vicenda, da quel dopoguerra che ha diviso la Germania in quattro zone amministrate dalle quattro potenze vittoriose, consegnando all’Unione Sovietica più del 30 per cento del Paese, al blocco dei rifornimenti imposto dai russi, alla capitale, passando per i tentativi di fuga dei berlinesi disperati fino alla caduta e a ciò che oggi la Berlino conserva a memoria di uno dei suoi periodi più tristi.
Oggi tutto è ricomposto, la città e il Paese, la storia e la tragedia – racconta l’ex direttore di Repubblica – come se la caduta del muro contenesse il principio ordinatore della nuova Europa, finalmente libero dal sortilegio che lo imprigionava. Un miraggio già svanito.
Questa nuova produzione chiude la sua trilogia di cronache storiche, legate a importanti anniversari, che ha ripercorso, insieme al pubblico, gli eventi della rivoluzione russa e del sequestro Moro.

Lo spettacolo, scritto e narrato da Ezio Mauro, è presentato da Elastica in collaborazione con La Repubblica, e vede la collaborazione di Carmen Manti e Massimiliano Briarava (quest’ultimo anche in scena con Ezio Mauro), per l’adattamento e la messa in scena, Massimo Pastore, per l’identità grafica, e Roof Design, per le animazioni video.

Lo spettacolo di Ezio Mauro e l’importanza della memoria

Se non si vuole sprecare la vita, è necessario valorizzare la memoria. Difficile in un mondo dominato dalla fretta e proiettato continuamente verso il futuro, che non ha tempo per curarsi del passato.
Pensiamoci un attimo, se non avessimo memoria dovremmo imparare tutto da capo, ecco perché la storia è Magister Vitae. Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro, diceva lo scrittore cileno Luis Sepùlveda. Ciò che è stato ci scorre nelle vene, la nostra storia ci abita sotto pelle e non possiamo ignorarla. Fortunatamente, c’è chi trascrive la storia intrappolando per sempre il passato nei libri, che sono baluardi preziosissimi per ognuno di noi. Ezio Mauro, a distanza di trenta anni dai tormentati eventi d Berlino, oggi ha deciso di portare sul palco, in forma di conferenza teatrale, lo storytelling della caduta della fine di un’epoca, che si concretizza nel crollo del “mostro” che separava idealmente e concretamente la città e l’Europa: 156 chilometri per quasi quattro metri di altezza. E così il Teatro Nuovo di Napoli spalanca una finestra sul grigiore di quegli anni che vedono i genitori sollevare sulle spalle i bambini, per far vedere loro i nonni, i vecchi urlare da una parte della città le loro rassicurazioni ai figli che chiedono notizie, e i ragazzi che, i loro messaggi d’amore, li devono urlare a squarciagola per far sì che giungano al cuore delle proprie amate.
Giovedì 21 novembre, il Teatro Nuovo si riempie di giovani accompagnati da qualche insegnante che, a modo suo, oggi prende a picconate l’ideologia di chi fa carte nel mondo costruendo ancora muri di ogni genere tra la gente. Sì, perché il migliore espediente di una tirannide per controllare e governare un popolo è senza dubbio dividerlo, e i giovani sono il vero motore di ogni cambiamento sociale.

È importante ricordare.

 

Fonte immagne: https://www.facebook.com/events/2517909261760905/permalink/2517909305094234/

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A proposito di Chiara D'Auria

Nata e cresciuta in Basilicata, si laurea in Filologia Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. Scrive per abbattere barriere e scoperchiare un universo sottopelle abitato da anime e microcosmi contrastanti: dal borgo lucano scavato nella roccia di una montagna avvolta nel silenzio alle viuzze partenopee strette e caotiche, dove s'intravede il mare. Scrive per respirare a pieni polmoni.

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