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Eroica Fenice

"Fortuna" di Alessandro Sesti al TRAM: storia di un ossimoro

“Fortuna” di Alessandro Sesti al TRAM: storia di un ossimoro

Giovedì 17 maggio è andato in scena Fortuna al TRAM, Teatro Ricerca Arte Musica, quinto spettacolo all’interno della rassegna del festival TrentaTram, che prevede undici spettacoli nei quali si esibiscono tutte compagnie under 30. Lo spettacolo è interamente scritto e interpretato da Alessandro Sesti,  accompagnato con la chitarra da Nicola Papapietro; entrambi fanno parte della compagnia umbra SMG.

“Fortuna” di Alessandro Sesti al TRAM, omertà e silenzio

Chi non ricorda la storia della piccola Fortuna? Stuprata più volte dal compagno della madre, muore a sei anni, uccisa dal mostro che puntualmente usava violenza su di lei e anche sugli altri suoi amichetti. La vicenda è emersa nel 2016, dopo due anni di silenzio e di omertà, due anni in cui tutti sapevano ciò che stava accadendo al Parco Verde di Caivano, ma in cui nessuno osava proferire parola sull’orrore che si stava consumando.

Senza alcuna pretesa di condanna, senza la retorica che avrebbe rischiato di rendere finto il messaggio, Alessandro Sesti ci racconta del Parco e dei fantasmi che vi abitano: il giovane extracomunitario ucciso perché pretendeva un contratto di lavoro regolare, Paolina, la signora un po’ ritardata sopravvissuta agli innumerevoli disastri della sua vita, le due signore che stanno sempre al balcone e conoscono i fatti di tutti quanti. Non si sa se siano veri o fittizi questi personaggi e forse non interessa nemmeno tanto: il punto è che rendono verosimile la trama, equilibrando momenti di ironia e momenti di tensione.

Proprio le parole che potevano salvare la piccola Fortuna ed Antonio Giglio, suo compagno di disavventure, fluiscono velocemente dalla bocca dell’attore, in un lungo monologo che amalgama ironia, dolore, tensione, tenerezza e rabbia. Tutta la sofferenza viene sputata via, come un male da cui è necessario curarsi in fretta: è l’indifferenza il veleno che rende torbidi gli animi che sono coinvolti nella vicenda, rende belve feroci e assassine non tanto meno di chi ha alzato le mani e se l’è sporcate.

Lo spettacolo Fortuna al TRAM manda un messaggio alla coscienza di tutti

Singolare è inoltre il fatto che una compagnia non napoletana abbia deciso di scegliere una vicenda nostrana. È un segnale forte e tangibile: non serve essere campani per percepire la disperazione della nostra terra; una disperazione che è estesa anche su tutto il resto dell’Italia. Fortuna al Tram è una rappresentazione contro il silenzio e l’omertà, che non coinvolgono necessariamente gli episodi di violenza domestica, molto spesso considerati meno gravi rispetto ai fatti di mafia; estende il suo discorso a tutto il sistema di favoritismi e di illegalità che avvizzisce tutto il Paese.

“Cerchiamo di dare una scossa a questa situazione, nel nostro piccolo, attraverso il teatro” spiegano Alessandro e Nicola alla fine della rappresentazione. È la coscienza di tutti gli spettatori il destinatario vero e proprio di Fortuna, affinché casi come questi divengano a poco a poco una minoranza, per non dover più tenere dentro dei mostri che ci arrovellano lo stomaco e ci mangiano da dentro.

 

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