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Eroica Fenice

Mirko di Martino

Frida Kahlo di Mirko Di Martino al TRAM: la solitudine della colomba messicana

Sarà in scena fino a domenica 24 al TRAM di Napoli lo spettacolo Frida Kahlo, scritto e diretto da Mirko di Martino e prodotto dal Teatro dell’Osso. Le vite della celebre pittrice messicana e del suo compagno, marito e amante Diego Rivera rivivono sul palco grazie alla magistrale interpretazione di Titti Nuzzolese e Peppe Romano.

 

Frida, una vita dedicata alla pittura

“In nove mesi di agonia scoprii la pittura e una nuova ragione per vivere”. L’incontro fatale con i pennelli per la giovane Frida avviene durante un periodo di degenza forzata causato da un incidente che le provocò la frattura della spina dorsale. Frida Kahlo era una studentessa dell’Accademia di Arti di Città del Messico, accesa come un lume splendente nello spirito e nello sguardo. Diego Rivera ne notò subito la straordinaria tempra e predisposizione artistica.  Il seduttore, genio e orco della pittura messicana si innamorò di quella minuscola figura femminile che negli occhi neri come la notte conservava tutta l’energia della loro patria, il Messico. Il matrimonio tra “la colomba e l’elefante” è l’inizio di un connubio artistico che ispirerà Frida ma che le porterà anche troppo dolore da sopportare. “Se Diego non è felice io non riesco a stare tranquilla”. Quando l’arte della Kahlo irrompe e cattura l’attenzione della scena internazionale, la coppia si divide moralmente. “I surrealisti si sono convinti che la mia pittura sia surrealista – dice Frida – Io non lo sapevo finché Breton non è venuto in Messico. Ma non ho fatto altro che dipingere la mia realtà”. La solitudine di una donna che porta in se l’orgoglio e l’amore per il Messico si trasforma in arte incredibilmente comunicativa. Il travaglio per un rapporto che spesso appare a senso unico è la materia prima per la sua ispirazione.

Lo spettacolo di Mirko Di Martino tra narrazione recitativa e realismo scenico

Due sono le caratteristiche che rapiscono maggiormente l’attenzione del pubblico nello spettacolo di Mirko Di Martino. Una è la narrazione nella narrazione inscenata dagli stessi personaggi. Nessuna voce fuori campo ma solo Frida e Diego che, di quadro in quadro, di anno in anno, raccontano al pubblico cosa accade nel loro rapporto, nella loro arte e nei loro pensieri. L’incredibile somiglianza della Nuzzolese con la pittrice messicana è resa ancor più realistica grazie ai costumi di scena indossati che sembrano essere stati cuciti proprio in Messico.

La solitudine germogliata nell’infanzia e nutrita durante l’età adulta rende Frida una figura femminile fuori dagli schemi, di ardua comprensione ma di facile compassione. I dipinti citati nella rappresentazione scenica sono illustrati a parole dal personaggio che ci trasporta nella sua arte e nelle ragioni emotive dei quadri che dipinge. Osserviamo così con la mente il dipinto Solo Qualche Coltellata (ideato a causa dei continui tradimenti di Diego), La colonna rotta (specchio della frattura interna che l’artista porta nei suoi giorni) e Ford Hospital (creato in seguito all’aborto spontaneo che Frida subì dopo il sesto mese di gravidanza).

La gloria della fama minacciata dalle ferite domestiche della vita coniugale. Frida Kahlo era una donna divisa a metà e, nonostante il peso che la vita le aveva cucito addosso sin da giovane, ha saputo condurre la propria esistenza nel rispetto di se stessa e della sua arte.

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