HOW LONG IS NOW, lo spettacolo sul nostro tempo al Teatro Civico 14

HOW LONG IS NOW, spettacolo di CUBO TEATRO / 2020, è andato in scena venerdì 29 e sabato 30 ottobre al Teatro Civico 14 di Caserta. 

«Viviamo il presente. Un eterno presente senza memoria, senza conseguenze, senza responsabilità, mentre tutto attorno invecchia, si ammala, crolla, collassa. In cui lo scopo non è cambiare la vita, ma sopravvivere. Eva. L’ultima volta che ci siamo visti, mi hai fatto tre domande. Questo documentario è la mia risposta per te».

Inizia così HOW LONG IS NOW, lo spettacolo portato in scena venerdì 29 e sabato 30 ottobre sul palco del Teatro Civico 14 di Caserta. L’opera è una produzione di CUBO TEATRO / 2020, compagnia la cui ricerca artistica esplora la multidisciplinarità come linguaggio del contemporaneo: spaziano, infatti, dal teatro alle visual arts, dalla musica all’arte contemporanea. La regia è affidata a Girolamo Lucania, con l’interpretazione di Stefano Accomo e Dalila Reas.

HOW LONG IS NOW racconta la storia di una coppia durante il lockdown. Adam vive in una casa senza finestre, dove lavora montando video pubblicitari e in cui, insieme a Eva – dottoressa che si troverà a combattere la pandemia in prima persona, in ospedale – prova a ‘viaggiare’ e a immaginare storie e luoghi con l’aiuto di un video-proiettore. Quando, trascorsi diversi mesi, la situazione sembrerà finalmente essersi stabilizzata e si cercherà di ritornare alla normalità e di riprendere vecchie abitudini e relazioni, qualcosa in Adam sarà ormai cambiato irrimediabilmente: dedicherà, allora, una videolettera alla sua Eva per spiegarle i motivi delle sue drastiche scelte, per rispondere a tre domande e, soprattutto, per chiederle scusa.

All’accensione delle luci, ciò che colpisce immediatamente è la scenografia, essenziale ma efficace. Giusto al centro, troviamo una ring light a LED e una piantina appoggiata su un cubo nero che – in corso d’opera – diventerà anche il tavolo attorno al quale discutere e fare pace o la scrivania su cui lavorare. Dietro agli attori, invece, su uno schermo, vengono proiettate le immagini che hanno fatto la storia: dalla catastrofe di Hiroshima e Nagasaki a quella dell’11 settembre, con la caduta delle Torri Gemelle; dalla protesta di Piazza Tienanmen alla Royal Family; dalla Conferenza di Jalta fino agli sbarchi dei migranti.

Le immagini scorrono veloci, alcune – come quelle degli incendi in Amazzonia del 2019 o dei disastri ambientali degli ultimi anni – sono anche più ‘azzeccate’ di altre, un pugno forte e ben assestato nello stomaco dello spettatore. Uno dei più grandi meriti della regia, però, sta nell’aver saputo bilanciare queste ultime con la scena vera e propria, evitando di spostare l’attenzione soltanto allo schermo e distraendo così il pubblico dai racconti e dai dialoghi dei protagonisti.

HOW LONG IS NOW è – dalle note di regia – «una domanda senza punto interrogativo, perché non è possibile sapere quanto durerà il presente». È, però, anche uno spettacolo in cui ciascuno degli spettatori è chiamato ad interrogarsi sul ruolo che fino ad oggi ha assunto e che, da oggi in poi, assumerà all’interno di una società sempre più malata. Una società cronofaga, che non dà spazio alle alternative e anestetizzata dal (falso) benessere e dalle informazioni; colma di disagio sociale e in cui il divario economico fra le classi sociali aumenta costantemente. Ma, soprattutto, che vive nella Antropocene – quindi direttamente responsabile di mutamenti climatici ormai irreversibili che rischiano di rendere invivibile il nostro pianeta.

HOW LONG IS NOW cerca di indagare il presente e, soprattutto, il futuro più vicino ponendo alcune scomode domande: in un contesto tanto estremo, è possibile sopravvivere come Adam(o) ed Eva nel loro piccolo giardino dell’Eden? E ancora: siamo padroni della Storia? Il domani arriverà? E noi?

Per maggiori informazioni sulla stagione teatrale 2021/22 clicca qui o visita il sito: http://www.teatrocivico14.org

About Davide Traglia

Davide Traglia. 23 anni. Nato a Formia ma casertano d’adozione. Diplomato al liceo classico "Agostino Nifo" di Sessa Aurunca e attualmente iscritto al corso di Laurea Magistrale in Filologia Moderna della "Federico II" di Napoli. I miei libri preferiti sono I Pensieri di Leopardi, La Metamorfosi di Kafka e Siddartha di Hesse. Conosco religiosamente tutte le battute di Jep Gambardella e di Titta Di Girolamo. Da qualche tempo, mi diletto nella scrittura di racconti brevi e riflessioni.

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