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Eroica Fenice

I Corti della Formica

I Corti della formica, i primi tre spettacoli in gara della XIV edizione

In scena al Teatro TRAM i primi tre corti teatrali in gara nel prestigioso festival di corti teatrali “I corti della Formica”

Giovedì, 10 ottobre al teatro TRAM sono andati in scena i primi tre spettacoli in gara dell’ambito festival di corti teatrali, diretto da Gianmarco Cesario ,” I Corti della formica”. Il festival, oramai giunto alla sua quattordicesima edizione, rappresenta un appuntamento fisso per gli amanti del teatro di qualità ed è, altresì, una fucina di talenti, di giovani autori e artisti provenienti da tutta Italia, i quali ogni anno lo arricchiscono di qualità e di magia, una particolare aura magica che è proprio del teatro di qualità.

I primi tre spettacoli in gara che hanno varcato la soglia del palcoscenico del TRAM sono stati, in ordine di apparizione, “Pop corn”, testo e regia di Nello Provenzano  con Roberto Ingenito e Laura Pagliara; “In-sanità” di Pietro Fusco con la regia e la interpretazione di Peppe Romano; infine, “Sulle note dell’inconscio”, testo e regia di Filippo Stasi con Anna Bocchino, Emanuele Iovino, Luigi Imperato e Nicola Tartarone.

“Pop corn”, “In-sanità”, “le note dell’inconscio”, i primi tre spettacoli in gara

Il primo spettacolo che ha anche aperto i battenti di questa nuova edizione de “I Corti della formica” è stato Pop-corn, uno spettacolo con testo e regia di Nello Provenzano. In questo corto teatrale un uomo e un donna rapiscono la scena per una ventina di minuti, rendendo palpabile e materializzando di fatto quello che è l’imbarazzo della timidezza del primo incontro. La scena diviene la sala di un cinema, l’uomo e la donna gli unici due spettatori. In una casuale situazione, più che ideale per tentare un approccio e anche qualcosa di più, la passione e l’erotismo zampillante si annidano sotto una carovana di coltre di timidezza, rendendo l’uomo ( interpretato straordinariamente da Roberto Ingenito) un coacervo di personalità e di maschere incollate timidamente sul suo viso e che al momento meno opportuno puntualmente si scollano facendo fuoriuscire scatti nervosi, istintivi e istantanei di verità e bestialità, i quali per via del pirandelliano “avvertimento del contrario” danno vita ad una esilarante, vivace e spontanea comicità. La donna ( interpretata da Laura Pagliara) risponde all’evidente imbarazzo e al continuo tradirsi dell’uomo con altrettanta rigidità e timidezza, ma lasciando trasparire un sotteso interesse pronto ad esplodere. Lo spettacolo dal testo incalzante e vivace si conclude con una totale esplosione dei sensi e della sensualità, quasi hardcore dell’uomo e della donna, che si lasciano ad un liberatorio amplesso indossando delle maschere, quella dell’uomo ragno e quella di un cavallo.

Questo corto iniziale, giocando sul ruolo e sull’identità, mira a evidenziare quella che è l’esigenza dell’uomo nella società, cioè mascherarsi continuamente ponendo questo come conditio sine qua non  per adattamento nel sociale. Per questo, è solo attraverso quelle maschere che l’uomo e la donna riescono a far fuoriuscire la verità della loro passione. Ed è così, come nella vita di tutti i giorni, che noi riconoscendoci in una miriade di personalità imperfette, incarnandoci in molteplici io attraverso recite quotidiane ci accostiamo alla verità di noi stessi che poi puntualmente ci sfugge e ci sfuggirà sempre.

Il secondo spettacolo in gara per la prima serata dei “Corti della formica”  è stato  “In-sanità“. Questo spettacolo dal tono crudamente realistico è basato su una storia vera quella di Pietro, un ragazzo che ha trascorso la sua gioventù con problemi cardiaci e si ritrova a dover sopportare una ennesima giornata appunto insana, in cui a far da padrone è la cattiva organizzazione della sanità pubblica, la malasanità e la superficialità del personale medico ospedaliero. Uno straordinario Peppe Romano, unico attore in scena, riesce a farci immergere fino alle viscere dentro al suo disagio, ponendoci dinanzi ad una comune giornata di visite di controlli e alla bruciante, snervante e folle attesa che trova i suoi momenti di sfogo attraverso caustiche e rabbiose riflessioni interiori.

Il medico dell’elettrocardiogramma, il sedicente simpatico Patch Adams, il medico strafottente dell’ecocardiogramma, l’infermiera antipatica e poco professionale della sala d’attesa tutto concerne a dare forma ad uno scenario che sembra post apocalittico di una società dispotica, ma purtroppo è la nostra realtà quotidiana, quella della malasanità del nostro paese e delle nostre strutture sanitarie, quella che alla bisogna potrebbe essere lo scenario infernale della nostra quotidianità in una società che è colma di un torbido egoismo e che annega nella corruzione più nauseabonda.

Infine, il terzo e ultimo corto in gara per “I Corti della formica” è stato “Sulle note dell’inconscio” con testo e regia di Filippo Stasi. Lo spettacolo si ispira alla vita artistica di Jackson Pollock, ponendo in primo piano la sua tribolata condizione esistenziale scandita in maniera viscerale dall’arte, un artista alle prese con i  suoi fantasmi e con le sue brucianti contraddizioni. La scena, visibilmente caotica, potrebbe essere definita come una ricostruzione della Pollock-Krasner house di Springs, il laboratorio dell’artista e la donna al fianco dell’artista (interpretata magistralmente da Anna Bocchino) come l’interpretazione della figura di  Lee Kasner, moglie dell’artista.

Con la donna fin da subito è evidente una tensione  incontrollabile, conflittuale e scandita dai continui tormenti dell’artista che acquisiscono i colori torbidi colati dalle sue tele. L’artista vive uno sdoppiamento, subentra nella maglie del suo inconscio e il palco diviene il campo di battaglia delle sue parti inconsce una conciliabile, poetica e armoniosamente artistica, l’altra più virulenta, caotica, incarnata sulla scena da un personaggio beone che mette zizzania e alimenta la crisi profonda dell’artista, quella frattura a tratti insanabile che nasce dal rapporto conflittuale con la sua donna, che però è allo stesso momento anche la sua musa, incarna quel colore vivido e ancestrale che lui avrebbe da sempre voluto imprimere sulla sua tela. Lo spettacolo pare concludersi con una conciliazione tra le sue contraddizioni, un punto d’incontro che troverà la sua sintesi nel dipinto perfetto, il quale rifletterà sul volto della donna come la manifestazione della sua anima impressa sulla tela, l’unione dell’amore, della passione, dell’arte.

Alla fine degli spettacoli, come da prassi, la giuria popolare ha decretato il vincitore di questa prima serata de  I Corti della Formica, nonché primo finalista. La giuria si è espressa in favore del primo spettacolo “Pop Corn” scritto e diretto da Nello Provenzano.

Fonte foto:  https://www.ilmondodisuk.com/tramtornano-corti-della-formica-tutti-under-25-nella-giuria-sul-palco-le-psicosi-dei-nostri-tempi-la-forza-delle-donne/

 

 

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