Le Baccanti di Laura Sicignano al Teatro Sannazaro

Le baccanti

Laura Sicignano porta in scena al Teatro Sannazzaro il suo riadattamento della tragedia greca Le Baccanti, ultima opera del drammaturgo Euripide. Un testo evocativo che conserva nella traduzione e riadattamento di Sicignano e Vannucci tutta la potenza e la tensione del testo originale.

La scena è trasposta in un museo infestato da misteriose presenze che evocano un mondo oscuro ed inquietante, un mondo capovolto in cui il razionale si perde nell’irrazionale e i contorni di tutto ciò che riconosciamo attraverso la lente della pubblica morale si confondono e sfumano sotto i colpi della passione e dell’impeto della natura. Cardine della scena è l’ossessiva mania di controllo che esercita Penteo, re di Tebe che ha osato sfidare Dioniso disconoscendone la natura divina. La scena diventa, così, una proiezione del conflitto interiore che il protagonista vive tra la sua volontà di imbrigliare la realtà in rigidi schemi razionali ed etici, e le pulsioni passionali che ardono nel profondo di ogni essere vivente.

All’ossessione di controllo e potere che pervade Penteo, fa da contraltare la potenza caotica e rivoluzionaria di Dioniso, dio del vino, dell’ebbrezza ma anche del piacere e della forza creativa e passioanle che genera arte e diletto intellettuale. Con la sua forza creativa e distruttiva allo stesso tempo, Dioniso riesce ad instillare nelle donne di Tebe una follia incontrollabile che le spinge ad abbandonare il focolare e il ruolo cui la società le ha relegate fuggendo sul monte Citerone. La loro è una fuga verso la natura, un desiderio di fuggire ai ruoli e agli obblighi dell’etica umana per riappropriarsi della propria essenza naturale e passionale. Riti arcaici e danze sfrenate diventano lo strumento per distruggere la forma imposta dalle leggi dell’uomo e rinascere ad una vita piena e vitale, ad una essenza naturale e passionale che rifugge da ogni schema.

Ma è ancora nella coscienza di Penteo, interpretato da un intenso Aldo Ottobrino, che si combatte la guerra più dura. L’umanissima diatriba tra razionale e irrazionale, tra ragione e sentimento, il conflitto tra apollineo e dionisiaco che rappresenta la madre di tutte le umane guerre. Penteo è combattuto tra la disperata volontà di riportare a Tebe il tradizionale ordine degli uomini e le pulsioni che animano il suo stesso sentire, quella morbosa curiosità che sempre arde nel profondo di ogni uomo verso tutto quello che è spudoratamente e autenticamente vicino alla natura. E’ una lotta disperata contro la natura stessa dell’essere umano che in Dioniso, portato in scena con forza irriverente e spietata  da Manuela Ventura, trova il suo  genio creatore e distruttore.

Ne Le Baccanti della Sicignano la scena assume potenza e forza contemporanea, una nuova linfa che rende assolutamente giustizia ad un testo antico ma inesorabilmente autentico e vitale. Le Baccanti moderne, in scena Egle Doria, Lydia Giordano e Silvia Napoletano, sono personaggi vivi e pieni di passioni, come drammaticamente autentica è la passione e il dolore che si susseguono nell’animo di Agave, intepretata da Alessandra Fazzino. Messaggeri di saggezza e allo stesso tempo amorali e pieni di passione, sono infine Tiresia (Antonio Alveario), Cadmo (Franco Mirabella) e il messaggero (Silvio Laviano). Le Baccanti della Sicignano sono uno spettacolo potente e suggestivo, uno spettacolo che restituisce al testo antico quell’aurea di modernità e tensione che lo ha protetto da tutti i segni del tempo.

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A proposito di Rossella Siano

Napoletana di nascita e per vocazione. Appassionata di letteratura e scrittura nonostante la scelta di una professione molto poco poetica. Provo ad aggiungere poesia attraverso la condivisione di pensieri ed emozioni in queste pagine.

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