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Eroica Fenice

Diego Sommaripa

Natale al TRAM: La scuola delle mogli, di Diego Sommaripa

Nell’intimità della sala del Teatro TRAM ha riscosso grande successo la rappresentazione  teatrale  de La scuola delle mogli, opera di Molière riscritta dal drammaturgo e anche regista Diego Sommaripa e ambientata nella Napoli dei giorni nostri.
Il sottotitolo dello spettacolo – Oggi come ieri – rende ancora più reale l’attualità delle tematiche affrontate che mettono in  risalto la difficoltà di scavalcare e cancellare del tutto determinati pregiudizi che vengono covati quasi con morbosità nei cuori delle persone.
Si parla specialmente del sentimento della gelosia, più precisamente della gelosia amorosa che porta a sotterfugi  ed inganni per preservare la facciata di un amore corrisposto.
Temi che sono tuttora in gioco in molte delle dinamiche di coppia e che spesso portano a dei risvolti inimmaginabili e tragici.
Proprio per la contemporaneità del tema, la traslazione temporale riesce alla perfezione ed entra nella mente e nell’immaginario degli spettatori senza alcun tipo di difficoltà.

La scuola delle mogli di Diego Sommaripa – la storia

Lo schema dell’opera teatrale segue i canoni della commedia.
Abbiamo infatti il “vecchio” Arnolfo, distinto specialmente dalla sua avidità nei confronti della vita. Egli vuole tutto, possiede tutto e ha l’arroganza di pensare che anche l’amore può essere posseduto.
L’erroneamente considerato oggetto del suo amore è  Agnese, adottata da lui in tenera età ed educata per diventare la moglie perfetta.
In che modo si diventa la moglie perfetta? Per Arnolfo la risposta è: l’ignoranza.
Proprio per questo Agnese viene isolata per diciotto anni dalle classiche dinamiche sociali con un’istruzione elementare e poca esperienza del mondo.
Non saranno tuttavia delle mura a nascondere la bellezza della ragazza. Infatti il giovane Orazio, trovandosi a passare sotto alla finestra della casa, scorge Agnese e se ne innamora.
L’ignoranza di Agnese, che in realtà può essere considerata più ingenuità, diventa l’arma che colpirà Arnolfo in pieno viso sventando e rovinando il piano di tutta una vita.
Perché l’amore, soprattutto quello che nasce nei cuori puri e sinceri, ha una forza sorprendente e nella sua genuinità trova sempre il modo di esistere e resistere alle complicazioni, ai ricatti e all’avidità.

Per quanto Diego Sommaripa abbia dato maggior rilievo al lato comico dell’opera, molti sono gli spunti di riflessione e critica nei confronti di una società che tende a voler nascondere e sminuire le proprie responsabilità verso il prossimo.
Molto interessante è stata la reinterpretazione dei ruoli di Alano e Giorgina, specchio della precarietà dei lavoratori del ventunesimo secolo che, pur di mantenere la propria famiglia, si ritrovano ad accettare qualsiasi tipo di impiego.
Una nota di merito va all’attore Antonio De Rosa, nei panni di Arnolfo, ruolo splendidamente interpretato donando al pubblico una montagna russa di intonazioni, espressioni facciali e grande versatilità. Sul palco dall’inizio alla fine, De Rosa ha sfoggiato un’elettricità crescente, mantenendo l’attenzione del pubblico e intrattenendolo fino alle lacrime.

Per maggiori informazioni sulla stagione teatrale 2020 del Teatro TRAM: https://www.teatrotram.it/stagione-2019-20/

Ph  © Giulio Pollica

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