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Eroica Fenice

Pater Adriana Follieri

Pater di Adriana Follieri debutta al Teatro Nuovo

Papàààààà…non risponde.

Prova tu…

Nell’ottobre 2018, spiega Adriana Follieri, in occasione di Intrecci/Festival del Welfare e dell’Intrecciatura promosso da Less a Napoli, ho ricevuto l’invito a realizzare un laboratorio teatrale integrato rivolto agli abitanti della città, napoletani e giovani migranti richiedenti asilo. Questa compagine si è rivelata particolarmente felice e dal singolare potenziale artistico, tanto da suggerirmi di approfondire il lavoro anche a festival concluso. Nasce così la compagnia di Pater, ascoltando questo desiderio di profondità e cura, lasciando spazio al non prevedibile e accogliendone il dubbio. 

È stato il palcoscenico del Teatro Nuovo a ospitare, giovedì 19 dicembre, il debutto di Pater, un lavoro sul movimento poetico e vitale che nasce e prende forza dalla piccola storia di una comunità. È un lavoro sull’essere umano e sulla natura, anche urbana, che accoglie e che respinge. 

Pater muove intorno alla questione del libero arbitrio, interrogandosi sulle conseguenze e le possibilità di ciascuno di fronte alle proprie scelte, la cui drammaturgia originale s’ispira al saggio Attesa di Dio di Simone Weil, in particolare allo scritto A proposito del Pater.

«Padre nostro che sei nei cieli»

Egli è nostro Padre; non c’è nulla in noi di reale che non proceda da lui. Noi gli apparteniamo. Egli ci ama, perché se stesso e noi siamo cosa sua. Ma è il Padre che è nei cieli. Non altrove. Se noi crediamo di avere un padre quaggiù non è lui, ma un falso dio. Non possiamo fare un solo passo verso di lui: non si cammina verticalmente. Possiamo dirigere verso di lui soltanto il nostro sguardo. Non dobbiamo cercarlo, dobbiamo soltanto mutare la direzione dello sguardo. Tocca a lui cercarci. Dobbiamo essere felici di sapere che egli è infinitamente fuori dalla nostra portata. Abbiamo così la certezza che il male in noi, anche se sommerge tutto il nostro essere, non contamina in alcun modo la purezza, la felicità, la perfezione di Dio.

Pater di Adriana Follieri, trampolino di lancio, gioco di evoluzione e immersione 

La lettura condivisa delle parole di Simone Weil, ha dato il via alla ricerca di una originale traduzione scenica, fino a giungere a una drammaturgia scarna, essenziale. Un lavoro collettivo fatto di gesti, parole, lamenti, e soprattutto musica e colori. Notevole l’accompagnamento musicale di Pasquale Termini (violoncello) e Francesca Diletta Iavarone (flauto traverso).

In un tempo dove è l’individualismo a vincere tutte le sfide, conclude la Follieri, abbiamo tentato di concederci lo spazio e il tempo della cooperazione. 

[Fonte immagine: http://terredicampania.it/eventi/pater-teatro-nuovo-napoli/16/12/2019/]

 

 

 

 

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