Pig Bitch, lo spettacolo sui corpi al Teatro Civico 14

Pig Bitch

Grande successo per Pig Bitch, spettacolo della compagnia Vulìe Teatro, che ha debuttato al Teatro Civico 14 di Caserta.

“Quella lì è polacca? Fa le pulizie o è una prostituta?”. “Ma sarà maggiorenne o è solo maggiorata?”. “Se è venuta qui per fare la prostituta vuol dire che le piace”. “Ma quanto mangia quella per essere così grassa?”. “Si sa, le grasse puzzano di più quando sudano”.

Comincia così – con alcune voci fuori scena che sono un pugno dritto nello stomaco del pubblico – Pig Bitch, spettacolo di Vulìe Teatro – con la regia di  Michele Brasilio – andato in scena al Civico 14 di Caserta sabato 14 e domenica 15 ottobre. In una sala completamente piena, Marina Cioppa e Stefania Remino (entrambe, lo diciamo subito, capaci di una prova attoriale magistrale, nonostante la complessità dei personaggi interpretati) hanno dato vita ad una rappresentazione coraggiosa sul tema del corpo, di corpi dissonanti, in conflitto con la morale e col pudore patriarcali o non conformi agli standard di bellezza. Da una parte, la Puttana, figura senza nome, che alla propria soggettività ha anteposto il ruolo (a)sociale e spersonalizzato della prostituta – e che incarna la condizione di sentirsi sporchi dinanzi alla realtà; dall’altra, la Porca, a impersonare il ruolo affibbiatole da una società performativa sempre pronta ad esercitare i propri violenti pregiudizi verso le persone grasse.

Man mano che si procede nella rappresentazione, queste figure vengono fuori dallo stato di indeterminazione a cui sembravano originariamente fissate: vale a dire, smettono di essere genericamente “la puttana” e “la porca” – proiezioni quasi caricaturali di tutti i pregiudizi e gli stereotipi che la società può avere circa il loro ruolo – per essere amiche, consigliere, confidenti ma, soprattutto, se stesse – con sensibilità proprie, problemi (le difficoltà nel cambiare vita della prima, i disturbi alimentari e sociali della seconda), legami e un naturale ed urgente bisogno di affetto.

E così, davanti a una macchinetta che eroga merendine al cioccolato, laddove ora una Cinquecento, ora una Volvo e ora una Mercedes si fermano a lampeggiare per vivere un’avventura da due minuti e cinquanta o poco più, queste due donne si raccontano, giocano con i cerchi, si fanno regali, tengono delle strampalate lezioni di biologia, alternando dissacrante ironia e dramma, e scoprono che, dopotutto, le loro vite, all’apparenza diverse, sono accomunate da destini tragicamente simili: dalla consapevolezza, cioè, che “Dio alcune volte è ingiusto”.

La stagione del Teatro Civico 14 continua con un appuntamento da non perdere: questa sera, 20 ottobre, sarà la volta di Con la carabina della Compagnia Licia Lanera, Premio Ubu 2022 per la miglior regia e per il miglior nuovo testo straniero/scrittura drammaturgica. Per info: www.teatrocivico14.org

Immagine di copertina: ufficio stampa

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A proposito di Davide Traglia

Davide Traglia. Nato a Formia il 18 maggio 1998, laureato in Lettere Moderne, studente di Filologia Moderna presso l'Università 'Federico II' di Napoli. Scrivo per Eroica Fenice dal 2018. Collaboro/Ho collaborato con testate come Tpi, The Vision, Linkiesta, Youmanist, La Stampa Tuttogreen. TPI, Eroica Fenice e The Vision.

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