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Eroica Fenice

Cecità di José Saramago al Teatro Nuovo di Napoli

Cecità di José Saramago al Teatro Nuovo di Napoli

«Probabilmente solo in un mondo di ciechi, le cose saranno veramente ciò che sono.»

In una città mai nominata si scatena improvvisamente un morbo che colpisce gradualmente tutti gli abitanti – tranne la moglie del dottore – che si ritrovano privati del più importante tra i sensi: la vista. La popolazione viene reclusa, per contenere l’epidemia, in vari edifici, tra cui un manicomio, sotto la stretta osservazione dell’esercito, che maltratta e intimorisce i malcapitati, arrivando a far mancare loro gli approvvigionamenti di cibo. Questo scatena una divisione ulteriore tra i gruppi che, anziché collaborare, si fanno guerra.
Questa è, in breve, la trama di uno dei capolavori di José Saramago, “Cecità”, portato in scena ieri, in una versione riadattata e ridotta, al Teatro Nuovo di Napoli. La giovane compagnia Bella ‘mbriana, capitanata da Andrea Lucchetta ed Enrica Naldi, ha scelto di non stravolgere il testo, cercando, invece, di accentuarne i punti di forza drammatica.

Centrale, nel romanzo come nello spettacolo, è senza dubbio il tema dell’indifferenza, un velo di Maya che avvolge la società, soffocandone i rapporti, sviliti dalla mancanza di un reale interesse, di una reale empatia verso l’altro. La cecità si erge così a simbolo di questa mancanza di pathos e diventa un mezzo per ritrovare – seppur nel buio – quantomeno il lume della ragione. Privati del loro nome e identificati soltanto tramite espressioni impersonali, i personaggi della vicenda si muoveranno in una ragnatela a passi incerti, fino a quando non saranno in grado di capire che, solo essendo solidali gli uni con gli altri, solo tenendosi per mano, si può uscirne vivi.

Cecità di José Saramago: il buio dell’anima

«Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, ciechi che, pur vedendo, non vedono.»

Due file di letti con coperte da campo e una serie di trame rosse compongono una scenografia atta a ricreare il senso di oppressione che attanaglia un gruppo di persone che, da un giorno all’altro, devono condividere non solo quella stanza, ma anche la sventura. Interessante è stata la scelta di non utilizzare tutto il testo di José Saramago ma solo la prima parte. E ciò ha come più tangibile conseguenza che lo spettacolo sia decisamente più cupo, nel suo insieme, rispetto all’opera da cui è tratto che, nelle battute finali, offre una sorte di redenzione, una seconda chance ai ciechi. La sua prematura interruzione dimostra l’acume del regista che si è circondato di una compagnia di attori veramente valida, che ha saputo, senza sbavature di sorta, emozionare il pubblico in sala.

Applausi fragorosi hanno fatto da eco alla chiusura piéce e premiato uno spettacolo che, con rispetto e carattere, ha omaggiato uno dei romanzi migliori del ‘900.

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Venerdì 30 Giugno e Sabato 1 Luglio ore 20:30
TEATRO NUOVO
La compagnia Bella ‘mbriana presenta:
CECITÀ di José Saramago

Attori:

Francesca Hasson, Francesco Serpico, Claudia Napolitano ,Andrea Lucchetta, Andrea Mazzarella, Alessia Thomas, Raffaele Cosentino, Sara Coppola, Sissy Brandi, Massimiliano Fiore, Federica Botta, Andrea Riolo, Davide Dioguardi, Alessandro Palatucci

Riadattamento e regia: Andrea Lucchetta
Assistenza alla regia: Enrica Naldi
Scenografia: Mauro Rea
Musiche: Paolo Improta

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