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Eroica Fenice

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Lo scorpione dorato, il secondo attesissimo romanzo di Marika Campeti

Lo scorpione dorato è un romanzo di Marika Campeti, edito da Augh Edizioni.

La trama del romanzo

Chiara, una donna dalla vita apparentemente perfetta, ha un malore e sviene in un Autogrill. Quando riprende i sensi, scopre nel parcheggio che la sua auto è vuota e la sua famiglia sparita. Parte da qui una ricerca da incubo dove le sue certezze crollano e la sua mente si perde fra ricordi confusi, l’angoscia provocata dalla “voce di uno scorpione” che continua a parlare nella sua testa e da un senso di colpa di cui non riconosce la radice.
Per cercare di ricostruire la sua vita, Chiara decide di impiegare il suo tempo aiutando gli altri e arriva in Turchia, seguendo un’associazione umanitaria. La sua vicenda si intreccia con quella di Beyan, profuga curda con un passato di abusi e indifferenza, anche lei custode di un doloroso segreto.

Il romanzo ha certamente un inizio adrenalinico, fatto di parole e righe con un climax esasperante. Tale inizio, permette fin da subito al lettore di entrare pienamente nelle vicende narrative, pur avendo fin dall’inizio una serie di interrogativi interessanti.

I personaggi principali sono senz’altro Chiara e Beyan. Le due donne restituiscono al libro un sapore interamente femminile e profondo.

Chiara, incarna il personaggio della moglie e madre media, colei che concilia il lavoro al suo ruolo di moglie e madre perfetta. A fare da sfondo a tali vicende di vita quotidiana però, saranno una serie di problematiche, che molto spesso attanagliano la noia coniugale e lo stress “dell’angelo del focolare”. Chiara, infatti, passerà dall’essere il centro della sua famiglia, al motivo scatenante di tante situazioni negative, le quali porteranno il concilio familiare in un vero e proprio caos universale. Da tale disdetta familiare, verranno a galla, nuovi amori, incontri passionali, e una serie di sensi di colpa imprescindibili.

Accanto a Chiara, si staglia, dall’altra parte del mondo un personaggio piuttosto controverso. Beyan, infatti è la “ritardata” del paese. La giovane, non è ben vista dagli altri, al punto tale da non concederle nemmeno il rispetto base che contraddistingue ogni essere umano. Beyan passerà da una realtà familiare piuttosto degradante, ad un contesto “extra” che la renderà in qualche maniera maggiormente felice. La ragazza affetta da sindrome di down, si ritroverà in una serie di vicissitudini, legate di fatto alla sua condizione mentale. Argomento di spicco, è senz’altro l’abuso sessuale. Beyan, infatti, si troverà molte volte vittima di abuso, con i relativi “effetti collaterali” di gesti così aberranti.

Beyan è una ragazza con una forte immaginazione, legata al carretto dei suoi “simit”, ciambelle preparate dalla sua madre adottiva, che lei stessa venderà per il paese. Attraverso, la giovane, ci si imbatterà in una visione unitaria di Istanbul: dai mercatini di spezie, ai monumenti tipici della cultura curda, arrivando a sentire i profumi turchi, fino alla maestosità delle moschee.

Sarà la sua “buona fede” ad invischiarla in affari alquanto loschi: situazioni che intrecceranno il suo destino con un piccolo essere, di cui lei stessa non aveva memoria.

Tra le tematiche affrontate ne Lo scorpione dorato, quella dell’aborto, vissuto in maniera spontanea e non programmata. La perdita di feti più o meno completi sarà descritta in maniera esemplare, senza eccessiva crudezza, pur mantenendo alto lo stato emotivo che contraddistingue una tale tematica.

Altro argomento importante è quello dei disturbi mentali da stress post traumatico e non. Chiara infatti, in seguito ad un evento traumatico, si ritroverà a fare i conti con una serie di disturbi mentali, problematiche che la porteranno a perdere di vista l’unica cosa di cui le importa davvero: sua figlia Serena.

A fare da collante a tali narrazioni è senz’altro una delle situazioni più comuni del mondo moderno: la perdita di qualcuno che amiamo e la conseguente distruzione di un matrimonio. In qualche maniera, il romanzo di Marika Campeti, racconta di come un vuoto esistenziale riesca ad inglobare gran parte delle cose che hanno la fortuna o la disdetta di sopravvivere al dolore.

Pur vivendo due realtà alquanto differenti, la vita di Chiara e di Beyan sembra intrecciarsi in più punti, arrivando a condividere l’amore per due piccoli esseri: Serena e Ewin.

A dare sfumature grigie al romanzo, sono senz’altro i racconti riguardo “le spose bambine” e tutta una serie di soprusi collegati alla realtà del campo profughi.

Il romanzo, permette al lettore, di vivere fin in fondo, l’angoscia e le sensazioni che provocano il vedere una bambina o una pre adolescente data in sposa ad un uomo adulto. Tale “compravendita”, infatti, se da una parte annichilisce il buon senso e l’umanità terrestre, permette a bambine in difficoltà di lasciare la triste realtà del campo profughi. Di fatto, il racconto della loro vita è smezzato tra angoscia e speranza per il futuro.

Anche il tema della transessualità, è raccontato in maniera esaustiva, senza l’ausilio dei soliti cliché, e senza minimizzare un argomento così importante. La storia di Aysun, infatti, sorella illegittima di Beyan, sarà incentrata interamente su rapporti sessuali, compravendita di corpo, e incontri duramente spiacevoli. Lì dove essere chi si è è solo un pretesto per “fare soldi” pur esponendosi a diversi pericoli.

A restituire sfumature più rosee, sarà la tematica del “volontariato”. Chiara, infatti, per un serie di circostanze, si ritroverà a partire con un’associazione umanitaria, la quale le permetterà di fare un incontro che in qualche maniera le cambierà la vita.

Lo scorpione dorato di Marika Campeti racconta, infatti, la verità di Support and Sustain Children, dove personaggi di fantasia si mescolano con quelli realmente esistiti, laddove, una mano spiegata, compie la vera differenza.

È un romanzo vero, essenziale e mai banale. Dedicato a tutti coloro che sono capaci di rinascere e di immettere nuovamente nel mondo persone già nate, solo con la forza dell’amore.

Fonte immagine: Ufficio stampa.

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